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La cronaca della festa...

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Il sacerdote è un dono...

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Primo compito del...

aiutando i parroci delle zone degradate della città, provvedendo loro persone preparate per la catechesi e l’animazione dei giovani.

Nel 1947, la San Vincenzo promosse nuove iniziative per raccogliere fondi, necessari all’assistenza di famiglie indigenti, tra le altre, organizzò mattinate cinematografiche domenicali nell’Oratorio di S. Pietro a Porta Cavalleggeri, dedicandone il ricavato alla soddisfazione dei più urgenti bisogni.

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Dopo le dure privazioni del periodo bellico inizia lentamente la ripresa: il numero dei confratelli della San Vincenzo aumenta, si rinnova l’organizzazione, si intensificano e ampliano le opere preesistenti e, nel 1948, per la prima volta, si celebra il Natale con gli assistiti presso l’Istituto di Nazareth di via Cola di Rienzo.

Negli anni successivi, si programmano, specialmente con lo stimolo della giovane Guardia Giorgio Ficola, pesche di beneficenza in luoghi, di volta in volta diversi, sia in Vaticano che fuori, fino ad avere poi stabile sede nel Quartiere, in locali al livello del Cortile del Triangolo. Queste manifestazioni erano pubblicizzate con la allettante promessa di “un premio sicuro ad ogni estrazione”, premi, anche importanti, che erano offerti dalla Segreteria Particolare del Santo Padre, dal Comando, dalle Guardie stesse e da altri benefattori.

Negli anni ‘40 e ‘50, si sentiva ancora il peso della tragedia che aveva funestato l’Europa fino al 1945, la San Vincenzo coinvolta in quella atmosfera di pesanti bisogni programmava l’avvenire con nuove iniziative che aiutassero a coprirne almeno una parte. Fu istituito l’armadio del povero, una raccolta di indumenti, coperte e tutto ciò che poteva essere utile ad alleviare le difficoltà delle famiglie assistite.

Nel 1950 intervenne, provvidenziale e generosa, la carità del Santo Padre Pio XII con una cospicua somma che, presto, i confratelli impiegarono nelle opere che, pur necessarie, erano state trascurate per mancanza di mezzi. Abbiamo già lodato l’ingegnosa inventiva dei membri della Conferenza nel reperire i fondi, che erano poi distribuiti, con prudente saggezza, secondo i più impellenti bisogni. Il Presidente della Conferenza, che si distinse per capacità e operosità, fu l’allora Tenente Giuseppe Paciotti, che tenne questo incarico per molti anni, stimolando al meglio l’attività della struttura caritativa, divenuta ormai solida e modernamente organizzata.

Ulteriore incoraggiamento al fervore caritativo, si ebbe quando fu affidata a Monsignor Giovanni Coppa la cura spirituale del sodalizio. Furono organizzate riunioni settimanali, il giovedì e la domenica, durante le quali la preghiera e la catechesi erano sostegno e stimolo all’attività operativa dei confratelli. Questi incontri divennero fissi. Questa consuetudine è ancora viva nella Sezione Caritativa dell’Associazione Ss. Pietro e Paolo che l’ha continuata senza interruzione. Così formati, i membri della Conferenza di San Vincenzo della Guardia Palatina, furono sempre esempio di abnegazione, volontario sacrificio e dimostrazione di cristiana carità a favore dei più disagiati, non soltanto per le esigenze materiale, ma anche per offrire conforto, consiglio e sostegno morale a chi ne manifestava il bisogno.

Fu altamente significativo il contenuto della lettera che, il 18 ottobre 1968, il Cappellano della Guardia Monsignor Amleto Tondini, indirizzò a tutti i membri del Corpo per lodare e, nel contempo, far giungere un pressante invito a prendere parte all’attività caritativa, organizzata attorno alla Conferenza di San Vincenzo de Paoli.

Dopo aver detto che le Conferenze sono diffuse in tutto il mondo, formate da cristiani aperti e sensibili alle necessità dei poveri e dei sofferenti ricordò in breve sintesi l’operato di quella della Guardia:

“Anche nella Guardia Palatina esiste, da molti anni, un’attiva sezione della Conferenza di San Vincenzo: i suoi membri visitano e assistono famiglie bisognose, portano il conforto della loro presenza agli ammalati della Corsia Baglivi dell’Ospedale di S. Spirito, e organizzano diverse iniziative per sostenere le loro opere. Un numero maggiore di partecipanti potrebbe permettere eventualmente, di allargare il raggio di attività con nuove idee e opere più impegnative, ma, a questo scopo, è necessario che aumenti il numero dei volonterosi”.

Proseguendo, osserva che la diminuzione dei servizi della Guardia Palatina, che, da qualche tempo, si erano notevolmente ridotti, potrebbe essere compensato con un più sentito e concreto impegno di carità e di buon esempio, che farebbe un gran bene, non solo ai poveri, ma anche alle Guardie stesse arricchendole di una incomparabile esperienza. L’appello del Cappellano e le sue considerazioni rispetto alla diminuzione dei servizi, fecero si che la San Vincenzo allargasse la sua sfera operativa, che aumentasse il numero dei confratelli e, in pratica, pur senza immaginarlo, furono rafforzate le basi per il passaggio, dopo lo scioglimento del 1970, di una solida struttura che, senza interruzione operativa, fu recepita, come abbiamo osservato, nello Statuto della Associazione Ss. Pietro e Paolo all’articolo: Sezione Caritativa.

Monsignor Giovanni Coppa, che era stato, ormai da molti anni, I’Assistente Spirituale della Conferenza della Guardia, nell’ultimo numero di Vita Palatina, scrisse:

“Poiché, nel Circolo annunciato dalla volontà del Santo Padre, avrà il suo posto anche l’azione caritativa, che potrà essere ristrutturata secondo le esigenze della carità del Papa e le direttive che saranno impartite, le attività della Conferenza di San Vincenzo non subiscono alcun rallentamento nonostante lo scioglimento del Corpo”.

L’Associazione continuò l’opera della S. Vincenzo e, ben presto, assunse nuovi impegni con l’assistenza al Dispensario Pediatrico di S. Marta, istituzione benefica, fondata nel 1922, per l’assistenza ai bambini poveri ai quali si distribuivano latte ed alimenti per l’infanzia. Il Dispensario fu affidato alle Suore di S. Vincenzo, che tuttora lo gestiscono, con l’ausilio di medici pediatri, volontari laici e con il largo sostegno economico dei Pontefici. L’opera ebbe un ampio sviluppo, alle prime distribuzione di alimenti si aggiunse, nel tempo, quanto necessario per assicurare una decorosa primissima infanzia ai piccoli assistiti e fu istituito un servizio di sostegno psicologico alle madri. Con l’intervento dell’Associazione, le opere caritative del Dispensario furono ampliate, specialmente con l’entusiastica attività e la costante presenza dei numerosi medici membri dell’Associazione coordinati dal Dott. Giorgio Ficola, Capitano Medico della Guardia Palatina, che abbiamo già visto, da giovane Guardia, impegnato nelle iniziative della S. Vincenzo, nel difficile periodo bellico.

L’assistenza medica, oltre la pediatria e la medicina generale, oggi è in grado di dare sostegno a quasi tutte le specializzazioni mediche compresa la chirurgia plastica e, dal 2004, anche odontoiatria che dispone, grazie a benevoli interventi economici, di ottime strumentazioni e apparecchio radiografico. I medici, volontari, membri dell’Associazione, coadiuvati anche da altri Soci, si alternano in questa opera di carità, tanto utile quanto apprezzata per la loro abnegazione e l’alto valore professionale: per dare la misura della loro opera di carità, abbiamo notizia che, nel 2009 furono visitate 4619 persone e praticate 686 cure odontoiatriche.

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