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La visita di Mons. ...

 

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Carità Palatina...

 

 

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lla scorsa domenica 24 giugno, solennità della natività di San Giovanni Battista, alla presenza di numerosi Soci, Aspiranti ed Allievi, molti dei quali accompagnati da familiari ed amici, si è svolta l’annuale festa dell’Associazione.

La Santa Messa della ricorrenza è stata presieduta, all’altare della Cattedra della Basilica Vaticana, da S.E. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia. Tra i concelebranti, oltre all’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy e al Vice-Assistente Spirituale Mons. Roberto Lucchini, anche altri sacerdoti amici del Sodalizio. Il servizio all’altare, come è consuetudine, è stato prestato dai Soci e dagli Allievi ministranti, mentre i canti e l’accompagnamento musicale sono stati eseguiti dal coro dell’Associazione.

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Tra gli ospiti e le autorità presenti, l’Ambasciatore d’Irlanda presso la Santa Sede, S.E. Sig.na Emma Madigan, il Prefetto Dott. Gianfelice Bellesini, Responsabile del collegamento tra il Ministero dell’Interno italiano e le autorità della Santa Sede, accompagnato dalla consorte, e il Commissario della Gendarmeria, Dott. Massimo Roggi, in rappresentanza del Comandante Dott. Domenico Giani.

La giornata di festa è iniziata con la promessa di 32 nuovi Soci, di cui 23 provenienti dagli Aspiranti e 9 provenienti dal Gruppo Allievi. Secondo il rito, il Presidente Calvino Gasparini li ha chiamati singolarmente e, con il

Vangelo in mano, hanno pronunciato insieme la promessa solenne.

Nell’omelia, il cui testo è integralmente pubblicato nelle pagine precedenti, l’Arcivescovo si è intrattenuto a lungo nel commento della figura del Precursore e nell’approfondimento delle Letture della giornata (Is 49,1-6, At 13,22- 26 e Lc 1,57-66.80).

In particolare, ha precisato che Giovanni Battista è l’unico Santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra con la nascita al cielo anche la nascita secondo la carne.

Ha poi voluto consegnare ai presenti un messaggio chiaro: l’importanza della vita fondata sul Cristo, che porta alla testimonianza e alla donazione di sé stessi; ha, quindi, sottolineato le caratteristiche del cuore del discepolo, formulando così un invito spirituale forte a tutti i membri dell’Associazione:

“Come Giovanni prepariamo anche in noi
– un cuore deciso nel realizzare il progetto che Dio ha su di noi,
– un cuore umile, tanto da non considerarci neppur degni di sciogliere i legacci dei calzari di Gesù,
– un cuore fedele fino alla testimonianza coerente e generosa, per vivere il Vangelo con tenacia e convinzione”.

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