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Non abbiate paura...

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p1402lqorse ai Soci più giovani questo nome non dirà molto, ma in quelli più anziani, sicuramente, susciterà tanti emozionanti ed indelebili ricordi.

Mons. Carlo Zoli, più affettuosamente Don Carlo, fu per oltre venti anni (dal 1948 al 1969) Vice-Cappellano della Guardia Palatina d’Onore, con l’incarico specifico di seguire la formazione e la crescita spirituale dei giovani del Gruppo Ragazzi; un gruppo costituito proprio in concomitanza con l’inizio della sua missione romana e “palatina”.

Mons. Carlo Zoli, nato a Forlì il 2 maggio 1909, fu ordinato sacerdote il 12 marzo 1932; dopo aver ricoperto diversi incarichi in Diocesi, nel 1940 venne nominato Parroco della locale chiesa di San Giorgio.

Nel 1948, fu chiamato a Roma per prestare servizio nella Segreteria di Stato; in tale occasione, l’allora Vescovo di Forlì (Mons. Giuseppe Rolla), nella nota di presentazione, si esprimeva nei suoi confronti con parole piene di elogio, sostenendo che “è sacerdote di profonda pietà, di alto spirito sacerdotale, di carattere serio, docile, servizievole, amante del lavoro, e con spiccata tendenza all’ordine e alla precisione nello svolgimento dei suoi doveri” e aggiungeva: “sebbene la Diocesi perda un elemento valido e prezioso, tuttavia è lieta … di cedere questo Sacerdote, veramente degno al servizio della Santa Sede”.

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Un servizio, che durò ben 40 anni, non appariscente ne di clamore, dove venivano richieste discrezione, responsabilità, affidabilità e riservatezza. Mons. Carlo Zoli per tutti questi lunghi anni, infatti, fu chiamato a sovraintendere l’ufficio spedizioni, un ufficio dove giornalmente partono e arrivano le lettere, i dispacci, i plichi e tutti i documenti della Santa Sede destinati o provenienti da ogni parte del mondo.

Parallelamente al servizio “ufficiale” presso la Segreteria di Stato, Don Carlo venne chiamato anche a collaborare, come Vice-Cappellano, nelle attività formative e spirituali dei componenti della Guardia Palatina d’Onore; qui, ritrovò anche un suo conterraneo: il forlivese Mons. Amleto Todini che, dal 1937, vi svolgeva la funzione di Cappellano. Una collaborazione che durò tantissimi anni e che ha lasciato segni indelebili nella memoria di chi ebbe la fortuna di viverla; Don Carlo, in particolare, seguiva e curava la formazione dei giovani che aspiravano ad entrare a far parte della Guardia e che, come sopra accennato, proprio in quegli

anni iniziavano il loro percorso formativo in seno all’appena costituito “Gruppo Ragazzi”. Un Gruppo al quale Don Carlo dedicò non poco impegno della sua missione sacerdotale e al quale restò sempre legato da sentito e sincero affetto.

Una testimonianza di questo legame affettivo è descritta, con il titolo: “Primi passi”, nel numero speciale del periodico Vita Palatina, intitolato “Noi Ragazzi della Palatina” e pubblicato a cura del Comando in occasione del primo decennale della costituzione del Gruppo Ragazzi; Don Carlo così scriveva:

Ricordo i dieci giovanetti che per primi entrarono, non senza un certo timore, in Quartiere la domenica 8 febbraio 1948.

Nessuna attrattiva esterna li aveva chiamati, ma solo il desiderio di potere un giorno diventare Guardie d’onore del Papa.

Da quel piccolo nucleo ebbe origine il “Gruppo Ragazzi” della Guardia Palatina.

Il primo incontro, nel quale Mons. Cappellano illustrò il programma che doveva essere la base fondamentale del “Gruppo”, si chiuse con una passeggiata nei giardini vaticani. Un gruppo fotografico ricorda quelli che ora possiamo chiamare i “fondatori”.

Ai primi, che spontaneamente si fecero apostoli tra i compagni, altri numerosi seguirono nelle domeniche successive.

Così, senza cerimonie e senza rumore, ebbe inizio quella attività, che oggi compie il primo decennio di vita.

Non poche furono le difficoltà, che accompagnarono i primi passi. La novità portò un certo stupore. Molti non erano abituati alle grida allegre e gioiose dei ragazzi, nell’austero cortile del Triangolo. Le ricreazioni all’aperto, ogni tanto accompagnate dal fragore dei vetri infranti, procurarono da principio qualche noia. I ragazzi, diligenti nell’assistere alla S. Messa in Cappella e alle lezioni di catechismo, avevano altresì bisogno di dare sfogo alla loro spensierata allegria.

Ad onor del vero, presto essi si adattarono alle esigenze di un ambiente tutto particolare, e si sentirono orgogliosi del privilegio che, a preferenza di tanti altri, dava loro la possibilità di frequentare la Casa del Papa.

In questo decennale vada pertanto un grazie ai Superiori che pazientemente hanno assecondato e sorretto in tanti modi questa provvida iniziativa; un plauso ai “ragazzi” che si sono distinti egregiamente nello studio del catechismo e nella disciplina, e che oggi continuano con onore il loro servizio nella Guardia.

E mentre con gioia guardiamo le file del “Gruppo” notevolmente ingrossate, sia questa una tappa di lieto auspicio per l’avvenire.

Il Signore ci assista nel nostro lavoro!.

Il 7 dicembre 1969, dopo l’improvviso decesso di Mons. Amleto Tondini (avvenuto il precedente 10 novembre), Mons. Carlo Zoli venne nominato, con il previsto grado di Tenente Colonnello, Cappellano della Guardia, funzione che mantenne fino allo scioglimento del Corpo avvenuto, come è noto, nel settembre del 1970.

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