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Il Santo Padre ha...

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La cronaca della festa..

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Rubrica in famiglia

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lqarcato l’ingresso del cimitero, su una lastra di marmo si legge questa epigrafe: “CAMPO SANTO TEUTONICO” seguita da un’iscrizione in lingua tedesca con una breve storia del luogo.

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In premessa, c’è da precisare che non ci troviamo propriamente nel territorio dello Stato della Città del Vaticano come sancito dai Patti lateranensi, ma in una zona extraterritoriale attualmente annessa alla Città del Vaticano. Erroneamente, infatti, si crede che il Campo Santo Teutonico sia il cimitero ufficiale della Città del Vaticano, ma non è così; il cimitero del Vaticano si trova sotto la Chiesa di Sant’Anna e il Cardinale López Trujillo è stato l’ultimo cittadino vaticano ad esservi sepolto.

Il Camposanto Teutonico sorge sulla parte longitudinale del preesistente circo di Nerone e sembra che sia nato come luogo di sepoltura dei primi martiri cristiani; la prima notizia certa del luogo risale all’anno 799; sulla parete dell’edificio è presente un’immagine in maiolica che mostra Carlo Magno che fonda la Schola Francorum nei pressi della Basilica di San Pietro: uno dei punti di contatto per pellegrini e compatrioti di lingua tedesca;

l’area della struttura superava quella dell’odierno Campo Santo Teutonico che originariamente era privo di mura ed era isolato, pur avendo una chiesa e diversi edifici.

Ulteriori notizie di quest’area si hanno solo intorno all’anno 1450 con l’istituzione della Confraternita delle Anime, successivamente divenuta Confraternita di Santa Maria della Pietà in Campo Santo. Un sodalizio che pratica la carità cristiana e la celebrazione dell’adorazione eucaristica in lingua tedesca. La Confraternita è composta da laici e da religiosi di nazionalità tedesca o fiammingo-olandese. Per poter aderire a tale Confraternita è necessario essere residenti a Roma o nelle sue vicinanze e avere un’età compresa tra i 16 e i 60 anni.

L’istituzione declinò nel periodo dello scisma occidentale (1378-1417) e, nel quindicesimo secolo, versava in cattive condizioni; durante l’Anno Santo del 1450, si rilevò che la chiesa ed il cimitero teutonico si trovavano in un cattivo stato di conservazione e si rendeva pertanto necessario, in vista dell’anno giubilare, realizzare dei lavori di ristrutturazione e ricostruzione; nel 1454, i membri di origine tedesca facenti parte della curia romana diedero dei fondi per una totale ricostruzione dell’area garantendone il mantenimento nel corso dei secoli e facendo assumere a tutto il complesso la forma attuale. Nel 1597, venne fondata l’Arciconfraternita di Nostra Signora, con sede presso lo stesso cimitero teutonico e con il compito di amministrarlo. Nel 1876, non lontano dal luogo, venne costruita una residenza per studenti di origine tedesca interessati alla storia ecclesiastica e all’archeologia sacra. Nel 1888, inoltre, vi venne aggiunta anche una biblioteca
proveniente dalla Gorres Society con ben 35.000 volumi.

Per molto tempo il complesso funerario fu soggetto al capitolo di San Pietro anche se esisteva l’accordo che i membri della confraternita avevano il pieno diritto di sepoltura. Così, il Campo Santo divenne il cimitero dei membri della Confraternita. Dal 1520, anche la Guardia Svizzera Pontificia ebbe il diritto di sepoltura in questo luogo, considerato che la Confraternita gli concesse la cappella laterale sinistra della chiesa, chiamata quindi cappella svizzera; questa cappella servì, dopo il Sacco di Roma del 1527, come sepoltura delle numerose guardie cadute.

Nel Medioevo, era ancora possibile la sepoltura all’interno della chiesa, successivamente, però, le tombe furono rimosse e furono lasciate solo quelle a terra nella cappella svizzera.

Il cimitero si compone di quattro campi quasi quadrati, corridoi e cipte, sia per singole sepolture che per tombe di famiglia; ci sono anche le sepolture nell’urna; dal presente al quindicesimo secolo si conservano circa 1400 nomi di persone sepolte; molte delle tombe nel cimitero sono decorate con i primi simboli della speranza cristiana, simili a quelli che si trovano numerosi nelle catacombe romane: colomba o uccello per l’anima ascendente del defunto, il monogramma di Cristo, l’ancora di Cristo come Salvatore e Redentore e anche pesci emergenti dalle onde.

Una storia leggendaria tardomedievale narra che fu Sant’Elena a trasferire la terra di Gerusalemme nel luogo del Campo Santo Teutonico. Da allora in poi, si credette che il suolo del Campo Santo provenisse dal ‘Hakeldama’, il ‘campo di sangue’, dove

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