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Siamo tutti chiamati a...

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Operazione S.Gennaro...

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stato recentemente pubblicato, per i tipi delle Edizioni San Paolo, il volume celebrativo che idealmente ha concluso le celebrazioni del duecentesimo anniversario di fondazione della Gendarmeria Vaticana.

A dire il vero, più che di una fondazione si dovrebbe piuttosto parlare di una ri-fondazione; come scrive Sandro Barbagallo, coautore del libro con Cesare Catananti, “la funzione di «vigilanza al servizio del Papa» è in realtà molto più antica, tanto che secondo alcuni le origini della Gendarmeria risalirebbero all’indomani della promulgazione dell’Editto di Milano, quando l’imperatore Costantino assegnò prima a papa Melchiade (311-314) e poi al suo successore papa Silvestro (314-355) una scorta di militi armati per la difesa e per il servizio d’onore al Pontefice, identificati come servientes armorum” (da non confondersi con il collegio dei sergentes armorumche erano invece i Mazzieri Pontifici).

Il libro si apre con il messaggio che il Santo Padre inviò lo scorso anno, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo, Patrono della Gendarmeria, al cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato, e al Dott. Domenico Giani, Comandante del Corpo della Gendarmeria. Nel messaggio, Papa Francesco, tra l’altro, scrive: “Ai cari Gendarmi esprimo ancora una volta sentimenti di profonda riconoscenza per la solerzia e lo spirito di sacrificio con cui svolgono il loro prezioso lavoro. […] (La Gendarmeria) simboleggia e realizza mirabilmente le funzioni di vigilanza che da duecento anni sono svolte al servizio del Successore di Pietro”.

Un testo monografico, riccamente illustrato che, nelle sue oltre 270 pagine, accompagna il lettore a ricordare non solo i fatti più noti e conosciuti del Corpo, ma anche a scoprire aneddoti e vicende che altrimenti avrebbero rischiato di andare perduti e dimenticati negli archivi.

Il libro, che è in vendita nei bookshop della Libreria Editrice Vaticana e dei Musei Vaticani e il cui intero ricavato sarà totalmente devoluto per le attività di beneficenza promosse dalla Gendarmeria stessa, si articola in due parti: la prima, intitolata “Il Corpo della Gendarmeria Vaticana dello Stato della Città del Vaticano” e sviluppata da Sandro Barbagallo, approfondisce le origini del Corpo, la ri-fondazione e tutte le trasformazioni fino all’anno 1870; la seconda, invece, curata da Cesare Catananti e intitolata “Quando tutto ebbe fine. E tutto ricominciò”, descrive la Gendarmeria Vaticana dalla breccia di Porta Pia ai giorni nostri.

Un imponente lavoro di ricerca e documentazione che ha impegnato, con non poco lavoro, i due autori, peraltro già avvezzi a tali tipologia di studi e ricerche. Infatti, Sandro Barbagallo è, tra l’altro, curatore delle Collezioni Storiche dei Musei Vaticani e del Museo del Tesoro della Arcibasilica di San Giovanni in Laterano;

 

inoltre, è perito d’arte e antiquariato del Tribunale civile e penale di Roma e membro del comitato scientifico dell’Opera Romana per la Preservazione della Fede e per la Provvista di Nuove Chiese in Roma; infine, nella caserma della Gendarmeria Vaticana, sta curando l’allestimento dell’Armeria Storica; Cesare Catananti, invece, è medico ed è stato direttore generale del policlinico Gemelli di Roma e docente di Storia della medicina, orientando da sempre la sua ricerca e le relative pubblicazioni sulle tematiche inerenti l’organizzazione sanitaria e la riflessione storica; in epoca più recente, i suoi interessi si sono rivolti alla storia contemporanea e il saggio qui descritto rappresenta appunto una parte del suo attuale filone di ricerca.

Una compendio dei contenuti della pubblicazione è tracciato nel risvolto di copertina, dove è sintetizzato che trattasi di:

Una storia mai scritta, quella della Gendarmeria Vaticana, che oggi, grazie all’accesso ad archivi mai aperti e al recupero di preziosi documenti e memorie, viene finalmente svelata con aspetti così sconosciutiche sorprenderanno il lettore.

Impegnata da molti secoli nella salvaguardia della persona del Sommo Pontefice e nella vigilanza del territorio dello Stato della Chiesa, pochi sanno che gli esordi di questo corpo militare d’élite risalgono alla stessa origine del potere temporale dei papi, così come che abbia attraversato tutto il Medioevo fino al pontificato di Eugenio IV (1431-1447), quando i Gendarmi montavano permanentemente la guardia ai Sacri Palazzi agli ordini del Soldanus Curiaeo Ministro di Polizia, oltre a svolgere anche la funzione di milizia urbana.

La Gendarmeria, quindi, sorvegliava e sorveglia i confini e i beni pontifici, così come tutelava e continua a tutelare quanti, alti dignitari o gente comune, ogni giorno animano la vita di questo Stato così unico e speciale.

Con la capitolazione dello Stato Pontificio del 20 settembre 1870, per la Gendarmeria si apre un capitolo nuovo. Tanti gli eventi: innanzitutto un territorio della Santa Sede ridotto per sessant’anni ai soli Palazzi Apostolici vaticani, con il Papa che si dichiara prigioniero sub hostile dominatione; e poi i conflitti mondiali, la Conciliazione con il Regno d’Italia, la guerra fredda, gli “anni di piombo”, i viaggi apostolici dei pontefici, l’attentato a Giovanni Paolo II e, in tempi recenti, il terrorismo internazionale.

Contesti completamente diversi che, in prima linea o dietro le quinte, la Gendarmeria ha attraversato gestendo l’ordinario e l’imprevisto, con professionalità, spirito di servizio e totale dedizione al Santo Padre”. “Scorrere le pagine di questo volume – scrive il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, nella prefazione al libro – è come avventurarsi in un affascinante percorso che conduce, quasi per mano, a scoprire una storia per molti versi inedita: quella del Corpo della Gendarmeria”:

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E, con le stesse parole della prefazione, si può concludere condividendo che “il volume non si riduce ad un mero omaggio, cosa che sarebbe certo onorevole, ma forse a tal punto retorica da risultare sterile. Credo, invece, che la sua fecondità stia proprio nella sua capacità di raccontare una storia che è storia di uomini concreti, di persone che hanno speso generosamente la vita – non infrequentemente sacrificandola – nel servizio al Papa ed alla Chiesa e che hanno saputo, soprattutto, costantemente rispondere alle nuove sfide dei tempi […] un volume, dunque, che è al tempo stesso memoria e stimolo e che, proprio per questo, merita un particolare plauso ed un’attenta lettura”.

Giulio Salomone

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