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La sperimentazione...

Grazie Santo Padre...

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Don Carlo...

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Anche nel suo primo indirizzo di saluto come Cappellano, citando il compianto Mons. Amleto Tondini, non mancò di fare una precisa menzione alla sua attività presso il Gruppo Ragazzi:

Non ho bisogno di presentarmi, perché già ci conosciamo da più di venti anni, avendo avuto la fortuna di essere stato tra i più vicini collaboratori di Monsignor Tondini in una delle attività della Guardia Palatina che gli fu più cara: il “Gruppo Ragazzi”.

Pur non assumendo alcun specifico incarico, Mons. Carlo Zoli aderì fin dall’inizio all’Associazione, restandone sempre amabilmente legato. Un legame che ha voluto dimostrare in tante circostanze. Per il suo giubileo sacerdotale, ad esempio, il 14 marzo del 1982, celebrò l’Eucaristia nella Cappella dell’Associazione e, rivolgendosi ai tanti Soci presenti, “palatini” e non, “ragazzi” e non, ebbe, tra l’altro, a dire:

Sono molto lieto di trovarmi oggi in mezzo a voi per celebrare la Santa Eucaristia nel cinquantesimo anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale.

Qui dove ho trascorso gli anni più belli del mio sacerdozio, dove, con l’aiuto del Signore, all’ombra protettrice della Madonna Virgo Fidelis e con la guida saggia e l’illuminato consiglio dei compianti Mons. Amleto Tondini e Conte Francesco Cantuti Castelvetri, ho potuto svolgere il mio ministero per molti anni in una porzione particolarmente cara della Guardia Palatina d’Onore: e cioè il “Gruppo Ragazzi”, sorto nel lontano 1948, il cui scopo era quello di infondere negli iscritti una illuminata coscienza cristiana, di preparare accanto al Sommo Pontefice uomini profondamente formati nella mente e nel cuore alla vita della Chiesa, buoni e allegri, fervorosi e sereni, esemplari nella professione civile, coerenti sempre e dovunque con la fede professata.

E sono profondamente grato al Signore di vedere qui molti di quelli, che ho conosciuto giovanetti, entrati nella Casa del Papa attraverso il Gruppo Ragazzi, ancora impegnati esemplarmente a svolgere i loro servizi volontariamente e con amore e fedeltà al Successore di Pietro, a dare testimonianz della loro fede e formazione cristiana.

Mi piace ricordare insieme a voi quello che fu il programma essenziale della vita del nostro Gruppo: la Messa festiva, la scuola di catechismo, gli esami che affrontavate con tanto impegno e che stupiva tutti, la premiazione annuale in una cornice sempre festosa e solenne, la parata nelle sgargianti uniformi – di cui eravate orgogliosi – che suscitava tanta ammirazione, le rumorose e allegre riunioni del giovedì che si concludevano con il cinema, le gite premio a tanti Santuari, e soprattutto il clima di sana allegria e di schietta serenità, di sincera fratellanza che tutti univa nell’unico ideale di amore al Papa.

Continuate, o miei cari, con lo stesso entusiasmo di allora a svolgere i servizi inerenti alla nostra gloriosa Associazione, che ha avuto l’onore e il privilegio della visita e del compiacimento del Santo Padre.

Stesse parole cariche d’affetto e con un ricordo tutto particolare verso coloro che amava definire “i miei ragazzi”, volle ripeterle anche dieci anni dopo, in occasione della celebrazione del suo sessantesimo anniversario di sacerdozio, celebrato sempre nella Cappella del Sodalizio, il 3 maggio 1992; in tale circostanza, tra l’altro, disse:

 

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Sono particolarmente lieto di ritrovarmi ancora tra di voi, amici carissimi dell’Associazione Ss. Pietro e Paolo.

Molti di voi hanno fatto parte del “Gruppo Ragazzi” della Guardia Palatina, che io ho incontrato per la prima volta – sono passati molti anni – quando erano ancora piccoli e coi calzoni corti: così io li vedo nella mia mente e ancora li chiamo “i miei ragazzi”.

Permettete quindi che ad essi in particolare rivolga il mio commosso saluto in questa gioiosa circostanza.

Al termine della attività del Gruppo Ragazzi – 4 ottobre 1970 – voi mi donaste un calice. Su di esso feci incidere “i ragazzi della Guardia Palatina a don Carlo”. Con quel calice fin d’allora celebro la mia Messa quotidiana e perciò voi mi siete sempre presenti e ogni mattina offro le vostre persone a Gesù nell’Eucarestia.

Siete cresciuti in età e mi auguro anche in grazia, come Gesù a Nazareth. Vi siete affermati nella società nelle diverse professioni; molti di voi hanno formato una famiglia, hanno dei figli che ora potrebbero prendere il vostro posto nel gruppo ragazzi.

Devo compiacermi!

Seguo da lontano con molto interesse e con un po’ di nostalgia la molteplice attività della vostra Associazione e so che siete esemplari e ricevete il meritato compiacimento dei vostri Superiori e dello stesso Santo Padre. Sia ringraziato il Signore.

[…]

Vedo che il Signore ha fecondato quel poco che è stato seminato nei lunghi anni che sono stato tra di voi, con la grazia di Dio.

Un seme che ha trovato terra buona e sempre disponibile.

Dopo 40 anni di onorato servizio presso la Sede Apostolica, nel 1987, poco prima del Natale, Mons. Carlo Zoli lasciò definitivamente Roma e tornò a Forlì, sua città di origine. In questi ultimi anni della sua vita non mancò di continuare la sua missione sacerdotale nelle diverse realtà diocesane, compresa una non poco impegnativa collaborazione nella segreteria del Vescovo locale. Prossimo al compimento degli 86 anni, il 30 aprile 1995, Mons. Carlo Zoli, Don Carlo, si spegneva.

Nel ricordo funebre, il 2 maggio 1995, il Parroco della Cattedrale di Forlì, Mons. Livio Lombardi, così concludeva il suo intervento: “al compiersi proprio oggi degli 86 anni della sua nascita egli sale al cielo scortato dai suoi della Guardia Palatina…”. Parole che meglio non potevano ricordarlo! Don Carlo, un sacerdote che, con abnegazione e zelo, ha speso non poco della sua vita sacerdotale nella formazione e nella crescita spirituale di tanti giovani che difficilmente potranno dimenticarlo; in particolare, il suo ricordo resterà indelebile nei ragazzi della “Palatina”, nei “suoi” ragazzi, ora uomini, ora anziani, ora, alcuni, già al suo fianco, in cielo, a “scortarlo”.

Giulio Salomone

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