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Non abbiate paura...

 

 

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Non era soltanto il popolo romano che partecipava alle cerimonie stazionali, ben presto, ai fedeli di Roma, si aggiunsero anche i pellegrini che venivano nella città appositamente per assistere a tale pratica; ad esempio, Carlo Magno, nell’anno 774, giunto per la prima volta a Roma, assistette alle Messe solenni che il Papa celebrò nella basilica di Santa Maria Maggiore, la domenica di Pasqua, in quella di San Pietro in Vaticano, il lunedì dell’Angelo, ed in quella di San Paolo fuori le mura, il martedì successivo; giorni che anche oggi sono assegnati come stazioni a quelle basiliche.

Quanto alla scelta delle chiese stazionali, che successivamente divenne definitiva e fissata nel Messale Romano, non è possibile conoscere il criterio con cui venne determinata; in ogni modo la scelta era orientata verso chiese o basiliche, principalmente gli antichi tituli, che avessero una particolare influenza nei catecumeni e, nel contempo, richiamassero alla memoria i numerosi martiri che avevano sparso il loro sangue sul suolo romano, rendendo così testimonianza a Cristo e diventando stimolo per ciascun cristiano a rinnovare la propria adesione al Vangelo.

La tradizione delle stazioni quaresimali, all’inizio del XIV secolo, a seguito del trasferimento della sede papale ad Avignone, cadde in disuso; rifiorì, comunque, con sempre crescente concorso di fedeli, nei primi anni del secolo scorso.

Le mutate condizioni dei tempi e degli usi modificarono, seppur non nella parte sostanziale, alcuni riti della Quaresima; la disciplina del catecumenato, ad esempio, è andata in disuso, ma la liturgia legata alle stazioni quaresimali e alle chiese stazionali resta sempre viva e partecipata.

Oggi, l’onere della celebrazione delle stazioni, che dura 54 giorni: dal mercoledì delle ceneri alla domenica ottava di Pasqua (detta in Albis) è affidata alla Pontificia Accademia Cultorum Martyrum.

Dopo la celebrazione del mercoledì delle ceneri a Santa Sabina, il giorno successivo, ad esempio, la stazione quaresimale si svolge nella chiesa di San Giorgio al Velabro, il giorno successivo, nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo; e così fino ad arrivare, il giorno di Pasqua, alla basilica di Santa Maria Maggiore e, il giorno successivo, alla basilica di San Pietro in Vaticano; l’itinerario delle stazioni quaresimali si conclude nella chiesa di San Pancrazio la domenica in Albis, una settimana esatta dopo la Pasqua.

In alcune chiese, in particolare nelle basiliche principali, la celebrazione delle stazioni quaresimali si ripete più volte; nella basilica di San Pietro in Vaticano, ad esempio, si celebra tre volte: il sabato seguente la prima domenica di Quaresima, la quinta domenica e il lunedì dell’Angelo; in quella di San Giovanni in Laterano, invece, si celebra ben cinque volte: la prima domenica di Quaresima, la domenica delle Palme, il giovedì santo, il sabato santo e il sabato dopo Pasqua; fino ad alcuni anni fa, il Papa partecipava in questa basilica anche alla stazione del giovedì santo, presiedendo la celebrazione della Messa in coena Domini.

La ragione della scelta della chiesa di Santa Sabina come prima stazione quaresimale non è nota; alcuni pensano che il Papa, in vista delle fatiche quaresimali, si ritirasse lassù per alcuni giorni di riposo, altri, invece, ritengono che il luogo sia stato scelto in quanto, per raggiungerlo, il corteo penitenziale partiva dall’antica chiesa di Santa Anastasia, ubicata presso il Circo Massimo e, quindi, doveva fare una salita impegnativa, simbolo degli sforzi necessari alla salita verso la perfezione spirituale dell’anima.

Inoltre, il rito dell’imposizione delle ceneri, che caratterizza la celebrazione di inizio Quaresima, era una prassi inizialmente riservata ai penitenti pubblici che avevano chiesto di essere riconciliati; successivamente, per umiltà, riconoscendosi tutti bisognosi di riconciliazione, il Papa, il clero e poi tutti i fedeli vollero associarsi a quella prassi ricevendo anch’essi

le ceneri.

Come accennato, l’itinerario delle stazioni si conclude, nella chiesa di san Pancrazio posta sul Gianicolo, la domenica dopo Pasqua, detta in Albis, in quanto, questa domenica, i neo battezzati deponevano le vesti candide in albis deponendis; più che la deposizione della veste candida, che, in realtà, non durò molto tempo e che fu soppressa quando si battezzarono sempre più spesso i bambini, era la rinnovazione delle promesse battesimali, che veniva fatta nella chiesa di San Pancrazio, considerato il difensore dei giuramenti e delle promesse.

Ai giorni nostri, come sappiamo e come è documentato dalle foto che illustrano queste pagine, il Papa apre la Quaresima nel giorno delle ceneri recandosi nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino in cui si svolge la “colletta”, ovvero il luogo dove si raduna l’assemblea dei fedeli; da qui, guida una breve processione penitenziale che arriva fino alla basilica di Santa Sabina, dove ha luogo la celebrazione della Santa Messa con il rito di benedizione e di imposizione delle ceneri.

Giulio Salomone

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