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Rubrica in famiglia

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lmnche quest’anno, la scorsa domenica 19 Novembre, un folto gruppo di Soci ed Aspiranti si è ritrovato, presso la Casa di Esercizi Spirituali dei Padri Passionisti al Celio, per la consueta giornata di ritiro spirituale in preparazione dell’Avvento e del Natale. Si è trattato di uno degli appuntamenti più attesi dell’attività sociale, dove è possibile vivere ancor più intensamente la fraternità con gli altri partecipanti e, allo stesso tempo, arricchire il proprio spirito cristiano, sia con la catechesi che con importanti momenti di preghiera.

La mattinata è iniziata con la recita della preghiera delle Lodi, guidata dal Vice-Assistente Spirituale Mons. Roberto Lucchini, alla quale sono seguite due sue meditazioni, sulle Letture e sul Vangelo del giorno, che hanno anticipato la liturgia della Parola della Santa Messa.

La prima lettura, tratta dal “Libro dei Proverbi” (Capitolo 31), si è concentrata sulla figura della donna, capace di dedicarsi alla cura dell’ambiente domestico, mantenendosi, allo stesso tempo, una moglie forte e fedele. Però non è solo la fedeltà ciò che emerge da questa lettura; nella donna, infatti, vi è un commovente sentimento materno di carità e di accoglienza; è lei infatti che “apre le sue palme al misero e stende le mani al povero”.

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La seconda lettura, dalla “Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Tessalonicesi”, esorta tutti a essere sempre pronti e vigili perché la venuta del Signore è vicina. E così San Paolo evidenzia la necessità di guardare alla vita con occhi di fede, perché solo con la fede è possibile riconoscere i segni dei tempi e i doni della presenza di Dio. Mons. Roberto Lucchini ha accostato, poi, agli scritti di San Paolo, le parole di Madre Teresa che, commentando il Salmo 16, invita tutti ad avere sempre fiducia nel Signore, perché Lui ci è vicino ed è il nostro sostegno, anche nei momenti di maggiore difficoltà: “anche quando sembra difficile ricordati che non siamo chiamati ad avere successo, ma a essere fedeli”.

Non è l’attivismo ecclesiale a darci consolazione, ma la capacità a cogliere i segni della presenza di Gesù, presenza che è anche nei poveri, così come tante volte ci rammenta Papa Francesco. Allora, percorrendo la giusta strada e accompagnando anche coloro che fanno più fatica e vivono nella sofferenza, quando il Signore verrà non saremo sorpresi perché, come le vergini sagge, abbiamo conservato nella nostra piccola lampada l’olio della fede, e fatto così la volontà di Dio.

La seconda meditazione si è aperta con le parole della Parabola dei Talenti (Mt25, 14–30). È possibile comprendere chiaramente il significato di questa parabola attraverso un commento che il Santo Padre ha proposto nel suo secondo anno di pontificato. L’uomo della parabola (il padrone) rappresenta Gesù, mentre noi siamo i suoi servitori, i talenti sono il patrimonio che Gesù affida a ciascuno di noi. La Parola, l’Eucarestia, la Fede, il Perdono rappresentano il patrimonio, i beni più preziosi. Si tratta di un patrimonio che non dobbiamo solo custodire, ma che dobbiamo sapere anche far crescere.

La serietà del nostro rapporto con Dio e della nostra vocazione cristiana non si giudicano dunque in base a quanto riusciamo a fare, non sono i parametri di efficientismo che misurano il nostro essere cristiani, ma è la qualità della nostra fiducia in Dio e con la consapevolezza che quei talenti vengono da lui; abbiamo tutti una responsabilità individuale che ci spinge a condividere con gli altri i nostri talenti, fruttificati secondo i dettami del Vangelo e non secondo i dettami degli uomini.

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Il nostro ritiro si è poi spostato nello splendido parco della Casa, dove abbiamo recitato il Rosario, meditato e itinerante, a cui ha fatto seguito la recita dei Vespri.

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Una giornata intensa e ricca di riflessioni, che ci ha permesso di ritornare nelle nostre case sicuramente con qualche “talento” in più da condividere con le nostre famiglie, con i nostri amici e con il nostro prossimo.

Ernesto Narciso

foto Domenico Annese

 

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