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Il 4 ottobre scorso – otto anni dopo l’Enciclica Laudato Sì’ (emanata per esattezza il 24 maggio 2015) – Papa Francesco ha promulgato, in occasione della festività di san Francesco d’Assisi, l’Esortazione Apostolica Laudate Deum (LD) rivolta a “tutte le persone di buona volontà”. Il Santo Padre inizia l’Esortazione Apostolica con le parole «Lodate Dio per tutte le sue creature», che è stato l’invito espresso da san Francesco d’Assisi con la sua vita, i suoi canti e i suoi gesti (LD, 1). Così il Pontefice introduce anche questo nuovo importante contributo del Suo Magistero Petrino con un passo tratto dalle lezioni lasciateci dal Poverello di Assisi, esortazione questa che si sviluppa con un contenuto particolarmente scientifico e denso di cifre.La Laudate Deum richiama e rilancia alcuni dei principali temi delle Lettere Encicliche Laudato Sì’ (LS) e Fratelli tutti (FT): l’esigenza di prendersi cura coralmente della “casa comune”; la “crisi sociale e ambientale” che ha raggiunto livelli emergenziali tali dal dover essere affrontata con urgenza; l’ascolto della voce della “scienza”; l’argine al dilagare prepotente del “paradigma tecnocratico” (LD, 2). Questa continuità – che, a ben vedere, non è solo tematica e di impostazione francescana – viene rafforzata da un robusto sistema di richiami bibliografici: molte delle citazioni riguardano, infatti, rinvii a documenti dello stesso Papa Francesco: si pensi alle Encicliche Laudato Sì’ e Fratelli tutti, nonché all’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium.
p0902 Ebbene, la Laudate Deum prende le mosse dall’indiscutibile e improcrastinabile esigenza che le persone di buona volontà si pongano in ascolto di un mondo la cui integrità è compromessa da comportamenti umani irresponsabili, soprattutto perché «il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura» (LD, 2).
Per quanto concerne la sua struttura, il testo si articola nei seguenti capitoli, preceduti da una breve introduzione (§ 1-4): 1) la crisi climatica globale (§ 5-19); 2) il crescente paradigma tecnocratico (§ 20-33); 3) la debolezza della politica internazionale (§ 34-43); 4) le Conferenze sul clima: progressi e fallimenti (§ 44-52); 5) cosa ci si aspetta dalla COP28 di Dubai? (§ 53-60); 6) le motivazioni spirituali (§ 61-73).
Le motivazioni che hanno spinto il Pontefice a pro-

mulgare l’Esortazione Apostolica in questionesono racchiuse nelle due righe finali del testo, nelle quali si legge: «“Lodate Dio” è il nome di questa lettera. Perché un essere umano che pretende di sostituirsi a Dio diventa il peggior pericolo per se stesso» (LD, 73).
Prima di centrare l’attenzione su uno specifico profilo dell’Esortazione, merita evidenziare, a tratto generale, come Papa Francesco richiami diffusamente alcune delle colonne portanti del suo Magistero: in primis, il lavoro, che dev’essere assicurato a tutti e deve essere dignitoso, e la dignità dell’essere umano, che non può e non deve essere considerato e/o trattato come uno “scarto”. Il Papa, in particolare:

- pone l’attenzione su quello che è essenzialmente un «un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana» (LD, 3);
- «ciò che sta accadendo è che milioni di persone perdono il lavoro a causa delle varie conseguenze del cambiamento climatico» (LD, 10);
- tutto si relativizza perché «la crisi climatica non è propriamente una questione che interessi alle grandi potenze economiche, che si preoccupano di ottenere il massimo profitto al minor costo e nel minor tempo possibile» (LD, 13);
- «la logica del massimo profitto al minimo costo, mascherata da razionalità, progresso e promesse illusorie, rende impossibile qualsiasi sincera preoccupazione per la casa comune e qualsiasi attenzione per la promozione degli scartati della società» (LD, 31).

Ebbene, precisamente a partire da questi concetti-chiave appena richiamati, si vuole qui focalizzare brevemente l’attenzione su “Il crescente paradigma tecnocratico” (capitolo 2, paragrafi dal 20 al 33), che riveste una priorità significativa ed un ruolo centrale tra le preoccupazioni di Papa Francesco, essendo ritenuto – a ragione – «alla base dell’attuale processo di degrado ambientale. Si tratta di “un modo di comprendere la vita e l’azione umana che ha deviato e che contraddice la realtà fino al punto di rovinarla” (LS, 101)» (LD, 20). Sin dal primo paragrafo del capitolo, Papa Francesco pone in evidenza che «l’immensa crescita tecnologica non è stata accompagnata da uno sviluppo dell’essere umano per quanto riguarda la responsabilità, i valori e la coscienza» (LS, 105) e che «(…) l’essere umano e le cose hanno cessato di darsi amichevolmente la mano, diventando invece dei contendenti. Da qui si passa facilmente all’idea di una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato gli economisti, i teorici della finanza e della tecnologia. Ciò suppone la menzogna circa la disponibilità infinita dei beni del pianeta, che conduce a “spremerlo” fino al limite e oltre il limite» (LS, 106).

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