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TestataIncontro
  Anno L Numero 2 fide constamus avita Maggio - Agosto 2022

 

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La parola chiave nel banchetto della Parola di Dio, che ci viene offerto quest’oggi, è “Seguimi!”. Il profeta Elia chiama Eliseo a seguirlo per diventare, tramite il Signore, un profeta che sarà proprio successore di Elia nell’ascoltare il Signore e nel proclamare la Sua Parola.
Il salmista, che loda il Signore per la vocazione ricevuta, nella quale sente la presenza divina di Dio, si sente realizzato sulla strada, sul sentiero della vita che trova la gioia, di giorno e di notte, nel seguirlo. È Gesù che cammina con coloro che sono stati ormai chiamati a seguirlo e che chiama alcuni giovani a seguirlo. Quelli però vogliono porre qualche condizione: ti seguirò, ma prima permettimi di fare questo o quello.

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La risposta di Gesù è chiara: chi vuole seguirmi, seguirmi davvero, deve mettermi al primo posto. Infatti, per tutti noi che vogliamo seguirlo, che pretendiamo di seguire Gesù, non basta che sia importante. Deve essere per noi il più importante. Ogni chiamata esige una risposta. Tuttavia, la chiamata, la proposta fatta da Gesù di seguirlo, presuppone una totale libertà nel rispondergli. Ciò emerge molto bene nel rito delle ordinazioni diaconali, sacerdotali ed episcopali, quando il vescovo chiede diverse volte ai candidati: “Vuoi?”. Persino l’elezione fatta dal Conclave di un cardinale all’ufficio di Vescovo di Roma esige la sua totale libertà e la chiara accettazione prima di essere ufficiale.
Anche negli impegni matrimoniali, nelle vocazioni matrimoniali, il rito sacramentale domanda: “Siete disposti? Vuoi accogliere?“. Perciò, si potrebbe dire, in una frase diretta e semplice, che la vocazione imposta da Gesù così suona: “se vuoi, seguimi!“ Gesù chiama, chiama sempre.
Non è vero che abbiamo nella Chiesa la crisi delle vocazioni sacerdotali e religiose, no, le vocazioni, le chiamate sono in abbondanza. Mancano, forse, le risposte. Noi tutti siamo chiamati, siamo stati chiamati, nel giorno del Battesimo, a seguire Gesù nella nostra vita. Forse, essendo all’epoca bambini, la risposta a quella chiamata di essere cristiani l’hanno fatta i nostri genitori e i padrini, ma successivamente, in diverse circostanze della nostra vita,

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