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  Anno XLV Numero 3 fide constamus avita Settembre - Dicembre 2017

Tuespetrus

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ldurante il recente pellegrinaggio della Associazione in Terra Santa, abbiamo potuto seguire le tracce di Gesù, partendo da Betlemme, dove nacque. Abbiamo proseguito fino a Nazaret, dove Gesù maturò sotto la sapiente guida di Giuseppe e Maria; abbiamo percorso la Galilea e attraversato il lago di Tiberiade, luoghi suggestivi, a lui tanto cari, dove predicò il Vangelo della beatitudine e della salvezza alle folle affamate della parola di Dio. Infine, siamo arrivati a Gerusalemme, la città santa per eccellenza, dove Gesù morì, fu sepolto e risuscitò, dando così la prova suprema del suo
amore e portando a compimento l’opera della salvezza.

In quella terra, così amata da cristiani, ebrei e musulmani, abbiamo sentito ancora più vicina e più forte la presenza di Dio. Abbiamo percepito, in qualche modo, la presenza del Dio che si abbassò per diventare come noi, che assunse la nostra condizione umana per farci conoscere la profondità dell’amore di Dio per noi sue creature, per liberarci dal giogo del peccato e aprire per noi le porte della salvezza definitiva.

Il pellegrinaggio ci ha dato la possibilità di capire meglio

il senso e la portata dell’Incarnazione; l’Unigenito Figlio di Dio Padre divenne uomo e visse in mezzo agli uomini, in un luogo determinato e in un momento specifico della nostra storia. Dio non è lontano: è vicino a ciascuno di noi.

La celebrazione del Natale ci riporta ogni anno a Betlemme, il luogo della nascita di Gesù, il Figlio di Dio che si fece piccolo per noi. Il piccolo bambino giacente nella mangiatoia ci guarda e cerca di fare breccianei nostri cuori, ahimè spesso troppo induriti.

A tale riguardo, mi piace ricordare alcune parole del Santo Padre, pronunciate durante la Santa Messa di Natale del 2010, quando era ancora Arcivescovo di Buenos Aires:

“La festa di Natale è un sonoro ricordo della storia, un sonoro ricordo della rivelazione di Dio, che viene a dirci che Egli è presente, come dice in modo così bello il libro dell’Apocalisse: «Sto alla porta e busso». È alla porta del tuo cuore e sta bussando. Dio sta arrivando. Il Natale ci ricorda che è venuto una volta, verrà di nuovo e ci invita a riceverlo ogni giorno. Ci invita a incontrarlo ogni giorno. Natale è la festa dell’incontro, dell’incontro della prima volta, della speranza dell’incontro dell’ultima volta e dell’incontro quotidiano. Dell’incontro con Gesù. Natale è incontrare Gesù. In questa notte santa siamo invitati a domandarci come possiamo incontrare Gesù, se siamo disposti a incontrare Gesù o se ci lasciamo condurre dalla vita come se tutto fosse già stabilito. No, Gesù sta bussando al tuo cuore, Gesù ti dice ciò che l’Angelo dice ai pastori: è nato per voi un Salvatore. Ti chiede semplicemente di ascoltarlo, o più ancora ti chiede di cercarlo. Oggi siamo invitati a cercare”. Con questi pensieri, auguro che per tutti i nostri lettori, specialmente per i nostri Soci, Aspiranti ed Allievi, questo Natale sia davvero un tempo
di ascolto, un momento per lasciare da parte le preoccupazioni di ogni giorno per cercare e accogliere il Dio che si è fatto piccolo per noi.

Buon Natale a tutti!

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