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Rubrica in famiglia

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  Anno XLVI Numero 2 fide constamus avita Maggio - Agosto 2018

Tuespetrus

 

ldari confratelli nel sacerdozio!

Cari soci, fratelli e sorelle!

Oggi la Chiesa festeggia la nascita di Giovanni Battista. Non c’è da stupirsi che il Precursore sia celebrato con tanta solennità! La sua figura ha sempre meravigliato e sorpreso i discepoli del Maestro, tanto che i testi evangelici sembrano insistere più volte nell’affermare che il Messia atteso era Gesù e non Giovanni.

Normalmente dei Santi si celebra solo il dies natalis, cioè il giorno della morte. Giovanni è l’unico Santo di cui celebriamo la nascita sia nella casa del Padre dopo la morte, sia quella terrena di quando nacque nella nostra storia.

Il racconto evangelico, che abbiamo appena sentito, è tutto un inno alla fedeltà del Signore. La nascita del Battista viene accolta da tutti come un segno della misericordia di Dio per Israele. Il nome stesso di Giovanni viene presentato come un nome inatteso, la cui scelta avviene per un’ispirazione divina. Esso significa “Dio fa grazia” o “Dio elargisce favore” e indica che la grazia di Dio giunge a compimento con la nascita del Precursore.

Dal silenzio di Zaccaria nasce l’ultima parola profetica dell’Antico Testamento. Dalla sterilità di Elisabetta nasce l’annunciatore della vita perfetta offerta da Dio al suo popolo.

Nei Vangeli, la figura del Battista e il suo messaggio

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sono tratteggiati con gli stessi lineamenti di quelli del Cristo, proprio secondo il principio giudaico per cui “l’inviato è come l’inviante”. Non per nulla la Liturgia odierna applica a Giovanni Battista il brano del profeta Isaia che la tradizione cristiana ha usato sempre in chiave messianica e cristologica. Giovanni è il servo di Dio e quindi del suo Messia. Il suo destino è lo stesso di quello del Cristo, il martirio sotto il giogo del potere crudele.

C’è una rappresentanza cristologica della figura del Battista la cui esistenza è tutta polarizzata sul Cristo. È la stessa impostazione che guida il Vangelo dell’infanzia di Giovanni. Esso è costituito da Luca in dittico con quello del Cristo stesso secondo lo schema: “annunciazione - nascita - inni - crescita”.

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