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La scala Pio IX,...

 

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Mons.Francesco Follo...

 

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Io sono di Cristo...

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llel messaggio per la XXVII Giornata Mondiale del Malato, il Papa, tra l’altro, afferma che:

“La gratuità umana è il lievito dell’azione dei volontari che tanta importanza hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano. Ringrazio e incoraggio tutte le associazioni di volontariato che si occupano di trasporto e soccorso dei pazienti, quelle che provvedono alle donazioni di sangue, di tessuti e organi.

Uno speciale ambito in cui la vostra presenza esprime l’attenzione della Chiesa è quello della tutela dei diritti dei malati, soprattutto di quanti sono affetti da patologie che richiedono cure speciali, senza dimenticare il campo della sensibilizzazione e della prevenzione. Sono di fondamentale importanza i vostri servizi di volontariato nelle strutture sanitarie e a domicilio, che vanno dall’assistenza sanitaria al sostegno spirituale. Ne beneficiano tante persone malate, sole, anziane, con fragilità psichiche e motorie. Vi esorto a continuare ad essere segno della presenza della Chiesa nel mondo secolarizzato. Il volontario è un amico disinteressato a cui si possono confidare pensieri ed emozioni; attraverso l’ascolto egli crea le condizioni per cui il malato, da passivo oggetto di cure, diventa soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocità, capace di recuperare la speranza, meglio disposto ad accettare le terapie. Il volontariato comunica valori, comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare. È anche così che si realizza l’umanizzazione delle cure”.

Con particolare riferimento al titolo del messaggio: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8), il Pontefice continua:

“Vi esorto tutti, a vari livelli, a promuovere la cultura della gratuità e del dono, indispensabile per superare la cultura del profitto e dello scarto. Le istituzioni sanitarie cattoliche non dovrebbero cadere nell’aziendalismo, ma salvaguardare la cura della persona più che il guadagno. Sappiamo che la salute è relazionale, dipende dall’interazione con gli altri e ha bisogno di fiducia, amicizia e solidarietà, è un bene che può essere goduto ‘in pieno’ solo se condiviso. La gioia del dono gratuito è l’indicatore di salute del cristiano”.

Rispondendo all’esortazione del Santo Padre, i medici dell’Associazione, in aggiunta ai loro molteplici impegni nel Sodalizio e nelle diverse strutture dove esso opera, si sono voluti rendere disponibili per offrire un ulteriore servizio. Un servizio in favore dei Soci malati che, in relazione alle diverse circostanze e necessità, potrà essere svolto sia per telefono (almeno nel primo contatto) che con visite domiciliari; un servizio che si svolgerà non solo con l’assistenza professionale, ma anche attraverso la vicinanza umana e personale; il malato, infatti, oltre alle medicine, ha bisogno di umanità; la sua condizione lo rende particolarmente sensibile all’affetto, al colloquio, al rapporto personale, soprattutto da parte di quei malati che vivono soli e che non hanno nessuno ad assisterli. malato, infatti, oltre alle medicine, ha bisogno di umanità; la sua condizione lo rende particolarmente sensibile all’affetto, al colloquio, al rapporto personale, soprattutto da parte di quei malati che vivono soli e che non hanno nessuno ad assisterli. Un’occasione, per dirla con le parole del Papa, in cui il volontario (in questo caso, il medico

della Associazione) “crea le condizioni per cui il malato, da passivo p2002oggetto di cure, diventa soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocità, capace di recuperare la speranza, meglio disposto ad accettare le terapie” . Insomma , un’occasione per trasmettere e comunicare “valori , comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare”.

Il Gruppo dei medici dell’Associazione, come è noto, è una piccola struttura che opera a supporto delle attività del Sodalizio, esercitandovi un ruolo di tutto rilievo; oltre al servizio di primo soccorso svolto nei giorni festivi, in sede e nella Basilica Vaticana, questi medici sono sempre presenti durante i più importanti momenti della vita associativa. Inoltre, riuniti in apposite Commissioni, esaminano e verificano anche l’idoneità psicofisica degli aspiranti Soci e le pratiche di invalidità temporanea o definitiva dei Soci. Il loro servizio non si limita allo svolgimento del supporto sanitario alla vita associativa; a turno, nei vari giorni della settimana, ad esempio, alcuni di essi prestano volontariamente la loro opera professionale, per lo più di natura specialistica, in favore dei bambini e delle mamme assistiti presso il Dispensario pediatrico “Santa Marta” in Vaticano; non mancano, infatti, tra questi medici, pediatri, ostetrici, ginecologi, cardiologi, odontoiatri, oculisti, ortopedici e traumatologi. Il Gruppo è guidato da un Coordinatore sanitario; ruolo che attualmente è ricoperto dal Socio Giorgio Ficola, Gentiluomo di Sua Santità, che all’interno dell’Associazione vanta un’anzianità di servizio di tutto rispetto, provenendo dalla Guardia Palatina d’Onore, dove, allo scioglimento del Corpo, aveva raggiunto il grado di Capitano medico.

Questo nuovo servizio in favore dei Soci malati è significativamente iniziato lo scorso 11 febbraio, il giorno stesso della celebrazione della Giornata Mondiale del Malato e potrà essere richiesto dai Soci ammalati che ne hanno necessità e che lo desiderano tramite un contatto telefonico con l’Associazione (Presidenza, Segreteria, Sezione Caritativa); questa, a sua volta, trasmetterà immediatamente la richiesta al Coordinatore sanitario o direttamente al medico competente per zona di residenza dell’ammalato.

In conclusione, il nuovo servizio in favore dei Soci ammalati consente ai medici del Sodalizio di praticare anche la quinta opera di misericordia corporale: “visitare gli infermi”; una pratica attuata nella consapevolezza che essere vicini agli ammalati è una occasione privilegiata per incontrare Gesù; lui stesso l’ha detto: “ero ammalato e mi avete visitato” e “in verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me”.

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