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Carlotta di Cipro...

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L'uniforme...

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La Gendarmeria

 

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Di recente, l’Associazione ha curato, in una elegante veste grafica, su cartoncino plastificato e con l’immagine sorridente di Papa Francesco, la pubblicazione di una preghiera per il Papa.

Trattasi di una orazione recuperata dal libretto “Preghiere e Canti della Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità”, stampato a cura del Comando. Da una ricerca negli archivi del Sodalizio, è stato possibile appurare che questa preghiera risale all’anno 1951, esattamente al giorno 2 giugno, data dell’onomastico dell’allora Sommo Pontefice Pio XII e della consacrazione della basilica romana di Sant’Eugenio.

Nonostante il testo sia carico di quel tono enfatico, proprio e tipico di quegli anni, la sostanza della preghiera rimane di forte attualità e, soprattutto, in linea con la continua e caratteristica esortazione di Papa Francesco: “… e non dimenticate, pregate per me!”.

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O Gesù, Capo invisibile della santa Chiesa, conservate e guidate Colui che ci avete dato per Capo visibile sulla Terra: riempitelo della pienezza del vostro spirito, affinché possa dirigere con saggezza la barca agitata di Pietro, in mezzo agli scogli che la circondano da ogni parte.

Esaudite i suoi desideri, ed assecondate con la vostra grazia tutte le intenzioni della Sua fede. ConcedeteGli che questa fede, ferma ed incrollabile, nelle vostre divine promesse Gli alleggerisca il peso di tante sollecitudini, e raddolcisca l’amarezza, di cui è abbeverato, per l’ingratitudine ed i peccati di un grande numero dei Suoi figli. Fate, o mio Gesù, che la verità, di cui la Chiesa è depositaria, dissipi infine tutti gli errori, rischiari le coscienze dei reggitori e dei popoli; affinché, secondo la vostra parola, non vi sia più che un sol gregge e un sol pastore.

E voi, o Maria, Vergine Immacolata, Madre e Regina della Chiesa, ricolmate dei vostri più segnalati favori il santo e venerato Pontefice, che la governa in questi tempi difficili; ed otteneteGli dal vostro Divin Figlio la grazia più cara al Suo cuore: il ritorno dei Figli smarriti.

Così sia.

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Lo scorso 21 novembre, all’età di 95 anni (essendo nato il 30 novembre dell’anno 1922), è deceduto il Socio Guardia Palatina d’Onore Antonio Martini. Arruolato come Allievo nel 1950, divenne Guardia il 1° luglio dell’anno successivo, raggiungendo, nel 1964, il grado di Sotto Tenente.

Allo scioglimento del Corpo, nel 1970, come Ufficiale subalterno, venne nominato Addetto di Anticamera.

Aderì, fin dalla fondazione, all’Associazione espletandovi numerosi incarichi sempre di crescente responsabilità. Nel Sodalizio arrivò ad assumere le funzioni di Dirigente della Sezione Culturale; funzione che tenne fino al 2009, anno in cui lasciò l’incarico per raggiunti limiti di età.

Ben conosciuto ed inserito nell’ambiente culturale romano, fu autore di numerosi saggi, pubblicazioni e studi principalmente sulla città di Roma e sul Vaticano. I risultati di tali impegni non sono mancati; tanti, infatti, furono i riconoscimenti ottenuti per i suoi meriti culturali. Tra i tanti saggi pubblicati da Antonio Martini, non è possibile non citare, da ultimo, il poderoso ed impegnativo volume: “La Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, 1850-1970 – Fedeltà, Onore, Servizio”, pubblicato nel 2015 per i tipi della Libreria Editrice Vaticana.

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