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Le stazioni quaresimali...

Grazie Santo Padre...

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Il ritiro spirituale...

 

 

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occhi della trasparenza; nello stessomodo guardiamo anche i rapporti e i documenti che giungono sui nostri tavoli di lavoro, e dietro ai quali ci sono persone concrete, con volti reali, persone che amano, soffrono, ridono, cantano e piangono; con occhi trasparenti guardiamo la bellezza del mondo, giacché, come diceva Shakespeare: “la bellezza risiede nell’occhio di chi la contempla”.

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E, infine, digiuniamo; digiuniamo non solo dal superfluo, ma anche dall’arrivismo, dall’egoismo, dall’indifferenza, dall’invidia, dai favoritismi, dal giudicare, dalla tristezza, dal pessimismo, dalle preoccupazioni inutili, dalle lamentele, dall’amarezza, dallo

scoraggiamento, dalle mancanze di speranza, dalle menzogne, dal “qui lo dico qui lo nego”, dalla pigrizia, dagli sguardi e dai commenti che uccidono, da ogni discriminazione, dal fariseismo, dall’ipocrisia, dal cinismo, dall’orgoglio, dall’egoismo personale e dal disprezzo, dal considerarci i migliori, dal sentirsi superiori, dall’essere pienamente sicuri di noi stessi, dal credere che già siamo convertiti totalmente, dal rimanere nelle cose, nelle istituzioni, nei metodi, nei regolamenti, e non camminare incontro all’umanità con i sandali della libertà dei figli di Dio.

Cambiare me stesso in primo luogo, per cambiare le strutture. Cambiare me stesso è indispensabile, è indispensabile per affrontare le urgenti sfide di questa società in mutazione, nella quale nessuno sa veramente verso quale modello di pianeta sta camminando. Chiediamoci nuovamente quale è la nostra missione in un mondo con frontiere diffuse, dominato dai conflitti e dagli scontri tra le culture, e nel quale si deve far fronte al cambio climatico, ai drammatici fenomeni migratori e all’informazione e ai nuovi poteri delle reti sociali che ci consentono di prendere visione e conoscenza del mondo ogni minuto e che ogni giorno lanciano milioni di messaggi, molti dei quali incidono direttamente nella politica interna ed estera, nei rapporti bilaterali e multilaterali, per secoli terreno quasi esclusivo della diplomazia. La nostra attività esige oggi più che mai, una conversione al lavoro in equipe, alla formazione permanente, a relazionarci in un sistema più aperto e integrato, a proporre iniziative e a lavorare con creatività. Una missione faticosa, ma appassionante, in questo tempo che, come dice san Paolo nella seconda lettura “è momento favorevole e tempo di salvezza”.

A tutti, una buona e santa Quaresima!

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stato recentemente annunciato l’avvio della sperimentazione clinica di fase 1 con le cellule staminali per la cura della sclerosi multipla secondaria progressiva diretta dal professor Angelo Vescovi (nella foto) e coordinata dall’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) Casa Sollievo della Sofferenza. La sperimentazione rappresenta un trial clinico multicentrico internazionale al quale collaborano altri enti, tra i quali la fondazione cellule staminali di Terni.

La sperimentazione approvata da tutti gli organi competenti,
AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e comitati etici, avrà una durata complessiva di circa tre anni. Lo scopo della fase 1 sarà
quello di attestare la fattibilità, la sicurezza e la tollerabilità del trattamentopunto dal gruppo di ricerca del professor Angelo Vescovi. Il trial clinico comprenderà la valutazione degli eventuali effetti terapeutici su un gruppo di pazienti affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva.

La sperimentazione apre nuove possibilità per la ricerca biomedica rivolta alla cura delle malattie neurodegenerative. Una ricerca portata avanti con grande competenza e rigore, riducendo al minimo gli eventuali rischi per i pazienti.

Le cellule staminali sono cellule indifferenziate che hanno la capacità di differenziarsi in vari tipi di cellule per esempio nervose, muscolari, ematiche. Nell’uomo, queste cellule sono presenti nel sangue del cordone ombelicale, in alcuni tessuti dell’adulto, come ad esempio il midollo osseo, e nell’embrione. Per quanto riguarda la valutazione etica riguardante l’utilizzo delle cellule staminali è moralmente illecito il prelievo di queste cellule dall’embrione umano perché causa la morte dell’embrione stesso. La sperimentazione diretta dal prof. Angelo Vescovi prevede solo il trapianto di cellule staminali celebrali umane prelevate dai feti deceduti per cause naturali.

Il progetto mira, inoltre, a rendere disponibili queste cellule staminali di grado clinico per le attività di ricerca presenti in tutto il mondo, che al momento non possono svolgere le attività di ricerca per la mancanza di cellule appropriate.

 

La sperimentazione con le cellule staminali embrionali solleva gravi problemi etici in quanto, causando la soppressione dell’embrione umano, tratta il concepito come semplice “materiale biologico”.

Di fronte al rischio di strumentalizzazione dell’essere umano allo stadio embrionale, Benedetto XVI ha evidenziato nel suo discorso all’assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita (27 febbraio 2006) che «l’amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l’uomo maturo o l’anziano. Non fa differenza perché in ognuno di essi vede l’impronta della propria immagine e somiglianza… Per questo il Magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale».

Davanti all’urgente necessità di difendere e promuovere la vita umana la responsabilità dei medici è maggiormente cresciuta e trova il suo orientamento più profondo nell’intrinseca e imprescindibile dimensione etica della professione sanitaria, come già riconosceva l’antico e sempre attuale giuramento di Ippocrate, in base al quale ogni medico deve impegnarsi a rispettare la vita umana e la sua sacralità.

Sulle orme dei suoi predecessori, Papa Francesco ha manifestato in molte occasioni la sua ferma opposizione a qualsiasi forma di aborto e di ogni altra violazione del diritto alla vita evidenziando la necessità di rispettare la vita umana dal concepimento alla morte naturale (Cfr. discorso ai partecipanti al convegno promosso dall’Associazione Scienza e Vita, 30 maggio 2015).

Papa Francesco ha evidenziato che “ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tantomeno ideologica” (discorso al Movimento per la vita italiano, 11 aprile 2014).

Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Evangelium vitae (25 marzo 1995), ha sottolineato che «la vita umana è sacra e inviolabile in ogni momento della sua esistenza, anche in quello iniziale che precede la nascita. L’uomo, fin dal grembo materno, appartiene a Dio che tutto scruta e conosce, che lo forma e lo plasma con le sue mani, che lo vede mentre è ancora un piccolo embrione informe e che in lui intravede l’adulto di domani i cui giorni sono contati e la cui vocazione è già scritta nel “libro della vita”» (n. 61).

Daniele Tortoreto

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