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Visto l’indubbio valore storico e culturale dell’argomento trattato, pubblichiamo la traduzione in italiano di una conferenza tenuta (in inglese) lo scorso 14 novembre nell’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana dall’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy; l’intervento è stato pronunciato nel contesto della Conferenza internazionale: “1918, Anno dell’Indipendenza. 100° anniversario della riconquista dell’indipendenza da parte della Polonia e di altri paesi europei. 1918-2018. Perché accadde proprio allora?” organizzata dall’Ambasciata della Repubblica di Polonia presso la Santa Sede e dalla Pontificia Università Gregoriana.

lder l’Irlanda, come per molti paesi dell’Europa centrale, gli anni che vanno dal 1916 al 1922 sono particolarmente significativi. La strada verso l’indipendenza ebbe un graduale inizio con il sollevamento della Pasqua 1916 e la successiva guerra d’indipendenza, che si concluse con la concessione nel 1922 dello statuto di “dominion” alla nuova entità politica denominata lo Stato Libero Irlandese. Per capire meglio questo processo, cominceremo con una descrizione della situazione politica irlandese alla vigilia della prima guerra mondiale. Successivamente, esamineremo come si sviluppò in seguito al sollevamento di Pasqua e concludermo con una breve discussione del Trattato Anglo-Irlandese del dicembre 1921.

1. La strada verso l’indipendenza: l’Irlanda nel 1914

Prima della Grande Guerra, l’isola d’Irlanda nel suo complesso era parte integrante del Regno Unito. L’Atto di unione, che entrò in vigore il 1° gennaio 1801, creò il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, abolì il vecchio Parlamento irlandese, composto interamente da membri protestanti, e stipulò che l’Irlanda sarebbe stata rappresentata da deputati e pari nelle due camere del Parlamento di Westminster.

Prima della prima guerra mondiale, l’opinione pubblica irlandese non era favorevole alla separazione dalla Corona britannica, sebbene un certo grado di autogoverno fosse considerato auspicabile, almeno dalla maggioranza cattolica, che rappresentava circa il 75% della popolazione. Gli Unionisti Protestanti, tuttavia, che erano concentrati nella provincia settentrionale dell’Ulster, con una presenza significativa anche intorno a Dublino, non tolleravano alcuna forma di autogoverno irlandese che li collocasse sotto un Parlamento di Dublino dominato dai cattolici, col rischio di minacciare la loro posizione privilegiata nel Regno Unito.

Durante il XIX secolo sorsero due importanti movimenti a favore di una qualche forma di autogoverno. Il primo, guidato dal “Liberatore”, Daniel O’Connell, chiese l’abrogazione dell’Atto di unione e l’istituzione di un Parlamento irlandese a Dublino. Inizialmente godette di un considerevole sostegno popolare, ma si esaurì dopo la messa al bando del “monster meeting” (cioè, raduno gigantesco) di Clontarf nel 1843 e lo scoppio della grande carestia nel 1845. Il secondo, il movimento per la cosiddetta Home Rule, chiedeva l’autonomia legislativa e governativa, e fu attivo per quasi cinquant’anni, dal 1870 fino alla sua scomparsa a seguito delle elezioni parlamentari del 1918. Fu guidato inizialmente dall’avvocato protestante Isaac Butt e successivamente dalla figura carismatica di Charles Stewart Parnell. Questo movimento e la sua espressione parlamentare, il Partito parlamentare irlandese, riuscirono a persuadere l’allora primo ministro britannico William Ewart Gladstone e il Partito liberale ad accogliere la causa dell’autogoverno irlandese. Gladstone introdusse due disegni di legge per concedere la Home Rule, nel 1886 e nel 1893, ma, di fronte all’opposizione conservatrice e unionista, entrambi fallirono, non raccogliendo il necessario sostegno parlamentare.

C’era anche una tradizione repubblicana, risalente agli

ultimi anni del XVIII secolo e influenzata in qualche misura dalla rivoluzione francese, ma non riuscì a ottenere un sostegno popolare diffuso fino a dopo la ribellione di Pasqua del 1916. Vi furono sporadici episodi di violenza durante il diciannovesimo secolo, ma le ribellioni di Robert Emmet (1803), dei Giovani Irlandesi (1848) e dei Feniani (1867) furono episodi di piccole dimensioni e facilmente soppressi dalle autorità. Tuttavia, la Fratellanza Repubblicana Irlandese (IRB: Irish Republican Brotherhood), fondata a Dublino nel 1858, aspettava il momento opportuno e, fino alla lotta per l’indipendenza del 1916-1921, si accontentava di infiltrarsi in altre associazioni e movimenti, al fine di colpire nel momento opportuno.

Durante il XIX secolo fu posta una maggiore enfasi sulla specificità culturale del popolo irlandese, come evidenziano le concezioni romantiche dell’Irlanda, la sua storia e il canto, come pure la storiografia e la mitologia. Mentre la lingua nativa irlandese andò in declino dopo la grande carestia, furono fatti sforzi per riportarla in uso, specialmente attraverso la Gaelic League, fondata da Douglas Hyde nel 1893. La Gaelic Athletic Association, fondata nel 1884, promosse con grande successo la rinascita dei giochi gaelici, della lingua, della musica e della danza irlandesi. Importante è stato anche il movimento letterario irlandese, guidato da figure come Yeats, Synge e Lady Gregory, che hanno prodotto una letteratura di livello internazionale, sia inconfondibilmente irlandese che allo stesso tempo universale nei temi e nel significato.

Nel 1911, il Parlamento emanò la legge che abolì il veto assoluto della Camera dei Lord, rendendo possibile per la prima volta l’approvazione parlamentare della Home Rule. L’anno seguente, il governo liberale, guidato da Herbert Henry Asquith, introdusse il terzo disegno di legge sulla Home Rule. Sostenuto dal Partito Parlamentare Irlandese, guidato da John Redmond, si scontrò con l’opposizione accanita degli Unionisti irlandesi, guidati da Edward Carson e James Craig. Il leader conservatore, Andrew Bonar Law, promise un sostegno incondizionato all’opposizione unionista nei confronti della Home Rule. A poco a poco, l’idea di una esclusione temporanea o permanente di tutto o parte dell’Ulster dalle disposizioni della legislazione sulla Home Rule cominciò a farsi strada, ma, prima dello scoppio della Grande Guerra, non fu possibile raggiungere un accordo.

L’anno 1913 vide la creazione di corpi paramilitari come gli Ulster Volunteers, l’Irish Citizen Army e gli Irish Volunteers. La firma della Ulster Solemn League e Covenant nel 1912, e il cosiddetto ammutinamento del Curragh (sede principale delle forze armate britanniche in Irlanda), che coinvolse ufficiali britannici opposti alla Home Rule, e gli incidenti di traffico di armi di Larne e Howth nel 1914, resero ancora più instabile una situazione già molto tesa, mentre l’Europa si dirigeva verso la guerra.

 

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