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Padre Nostro che sei nei...

 

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Questa visione dell’uomo come essere relazionale sprona anche ad adoperarsi per la promozione del bene comune, che è il bene di tutti, e a mettere in pratica i principi di solidarietà e di sussidiarietà, affinché tutti possano sentirsi responsabili e collaborare fattivamente per il bene degli altri. Tale concezione, che mette al centro la persona umana, contribuirebbe a rendere possibile una società più giusta, un’economia più sana e una politica migliore.
Per uscire da una pandemia, dice il Santo Padre, «occorre curarsi e curarci a vicenda» (Udienza Generale, 16 settembre 2020). Oltre alla cura dei più deboli, dei malati e degli anziani, dobbiamo rivolgere lo sguardo anche alla nostra casa comune: alla terra e ad ogni creatura. Al riguardo, il Papa ricorda l’importanza di un atteggiamento contemplativo verso tutto il creato, citando l’enciclica Laudato si’: «Quando non si impara a fermarsi ad ammirare e apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli» (n. 215). La mancanza di uno sguardo contemplativo conduce facilmente ad un antropocentrismo squilibrato e superbo, «che sovradimensiona il nostro ruolo di esseri umani, posizionandoci come dominatori assoluti di tutte le altre creature» (Udienza Generale, 16 settembre 2020).
Di fronte a tale pericolo, che porta allo sfruttamento della creazione con tutti i danni che esso comporta, «è importante recuperare la dimensione contemplativa, cioè guardare la terra, il creato come un dono, non come una cosa da sfruttare per il profitto» (ibid.).
La contemplazione permette di concepire il creato come dono, facendo intravedere l’azione del Creatore e conducendo ad un atteggiamento di cura nei confronti di ogni creatura. Lo sguardo contemplativo verso il creato condiziona anche il nostro comportamento verso il prossimo. Come dice il Papa, «chi non sa contemplare la natura e il creato, non sa contemplare le persone nella loro ricchezza. E chi vive per sfruttare la natura, finisce per sfruttare le

persone e trattarle come schiavi» (ibid.). Invece, chi sa contemplare, «più facilmente si metterà all’opera per cambiare ciò che produce degrado e danni alla salute. Si impegnerà a educare e promuovere nuove abitudini di produzione e consumo, a contribuire ad un nuovo modello di crescita economica che garantisca il rispetto per la casa comune e il rispetto per le persone» (ibid.).
Nel videomessaggio che Papa Francesco ha inviato per il 75.mo anniversario delle Nazioni Unite, egli ha ribadito questi insegnamenti, invitando a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Questo tempo «può rappresentare un’opportunità reale per la conversione, la trasformazione, per ripensare il nostro stile di vita e i nostri sistemi economici e sociali, che stanno aumentando le distanze tra poveri e ricchi, a seguito di un’ingiusta ripartizione delle risorse» (Videomessaggio, 25 settembre 2020).
Concludendo la serie di catechesi dedicate alla guarigione del mondo, il Papa ha esortato: «Dobbiamo metterci a lavorare con urgenza per generare buone politiche, disegnare sistemi di organizzazione sociale in cui si premi la partecipazione, la cura e la generosità, piuttosto che l’indifferenza, lo sfruttamento e gli interessi particolari. Dobbiamo andare avanti con tenerezza. Una società solidale ed equa è una società più sana. Una società partecipativa – dove gli “ultimi” sono tenuti in considerazione come i “primi” – rafforza la comunione. Una società dove si rispetta la diversità è molto più resistente a qualsiasi tipo di virus» (Udienza Generale, 30 settembre 2020). Accogliamo questo invito e collaboriamo per il Regno di Dio che Gesù ha inaugurato nel mondo. «Dio ci conceda di “viralizzare” l’amore e globalizzare la speranza alla luce della fede» (ibid.).

(Mons. Joseph Murphy)

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“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro” (Mt 18,20). Con queste poche parole Gesù ci riscalda il cuore. La promessa di Gesù indica un momento fondamentale nella vita del fedele: riunirsi nel Suo nome durante la Santa Messa domenicale, i Vespri, la recitazione del Rosario ed altri momenti importanti in cui impariamo a “vivere in Cristo”, diventando fratelli e crescendo secondo il Credo cristiano. p102Il concetto di amore fraterno è stato recentemente ribadito dal Santo Padre con l’Enciclica Fratelli tutti, in cui esprime il desiderio che “possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità”. Ed è proprio questo concetto di fratellanza ad essere stato recentemente attaccato da un nemico invisibile ed insidioso: il virus SARS-COV-2. Un virus è un parassita endocellulare obbligato: per sopravvivere, deve entrare e prendere il controllo di una cellula adatta, obbligandola poi a produrre un elevato numero di particelle virali (virioni). Tecnicamente, il SARS-CoV-2 consiste unicamente in una breve sequenza di RNA (il suo codice genetico) contenente le informazioni necessarie alla

costruzione del suo rivestimento protettivo (il capside)e di altre molecole accessorie che permettono il “dirottamento” della cellula bersaglio.L’estrema efficienza e rapidità del ciclo virale costringe il nostro sistema immune a distruggere le cellule infettate prima che troppi virioni vengano assemblati e rilasciati, privando l’organismo ospite delle sue stesse cellule. Questi motivi spingono gli scienziati a considerare un virus come uno degli esseri più egoisti della Natura: una sequenza genetica fine a se stessa, la cui sopravvivenza causa la distruzione della cellula che l’ha prodotta.
Il processo di replicazione del virus genera un’altissima carica virale, che si accumula nelle goccioline (“droplets”) prodotte mentre parliamo, tossiamo e starnutiamo. Una persona infetta genera un’atmosfera di goccioline attorno a sé, mettendo a rischio di infezione chiunque sia nelle vicinanze. Proprio per questo motivo il virus ci colpisce in un aspetto fondamentale della nostra vita: il contatto umano. Un abbraccio, una gentile stretta di mano, o il sedersi vicini sulla panca di una chiesa sono tutti esempi di azioni che permettono al virus di passare da una persona all’altra. La rapida diffusione del SARS-CoV-2 ha portato al decesso di decine di

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