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Continuare sempre...

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Celebrazione della Pasqua...

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Tu sei il Cristo...

 

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Rubrica in famiglia

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leomenica 19 marzo scorso, l’Associazione ha ospitato un piacevole colloquio dal tema “Tre passi verso il Padre”, curato da don Marco Valentini, prete romano e Socio del Sodalizio.

Il colloquio, rivolto a Soci, agli Aspiranti e agli Allievi, ha avuto luogo, come di consueto, dopo la celebrazione della Santa Messa domenicale nella Cappella sociale, che, per l’occasione, è stata presieduta dallo stesso don Marco. A detta celebrazione eucaristica ha partecipato anche Dom Juan Javier Flores Arcas O.S.B., monaco benedettino e Rettore Magnifico del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, che ha concelebrato ed è rimasto poi per ascoltare la successiva conferenza.

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Vale la pena ricordare che don Marco Valentini, nato a Roma nel 1966, è diventato Socio dell’Associazione nel 1984; successivamente, maturata la vocazione al sacerdozio, è stato ordinato presbitero per la Diocesi di Roma nella Basilica Vaticana nel 1994 e, attualmente, svolge il suo ministero sacerdotale come vicario parrocchiale nella Parrocchia di Sant’Andrea Avellino, ubicata nel quartiere periferico romano di Ottavia.

Significativamente, l’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy, nella scelta di una data utile per lo svolgimento della conferenza, ha privilegiato una delle domeniche di Quaresima. Il tema trattato, in effetti, ben si adatta al cammino penitenziale che ciascun credente deve compiere ogni anno, durante il periodo quaresimale che conduce alla Pasqua.

Questi “tre passi verso il Padre”, su cui il relatore ha invitato i presenti a riflettere, riguardano appunto la scoperta di Dio, la riconciliazione e la successiva gratitudine.

Ognuno di noi, infatti, può continuamente sperimentare una conoscenza di Dio. Ognuno di noi ha una idea di Dio, financo chi non crede. Un Dio giudice, ma anche un Dio che difende ed ama visceralmente tutti gli uomini, tanto da dare in riscatto il Suo Figlio Unigenito. E la conoscenza di Cristo è propedeutica ad un buon esame di coscienza; un esame di coscienza che deve essere sempre centrato sulle differenze speculari tra il modo di essere di Gesù e quello di essere di ognuno di noi. Questo confronto va fatto senza ansie perché “qualunque cosa il tuo cuore ti rimproveri, l’amore di Dio è più grande del tuo cuore” (cfr. 1Gv 3,19-20). È dunque alla luce della misericordia di Dio che va intrapreso sempre

l’esame di coscienza, che va percorso il quotidiano cammino di avvicinamento al Padre.

Dalla personale conoscenza e coscienza del peccato, scaturisce sempre il desiderio di essere perdonati, per poi, a nostra volta, perdonare chi ci ha offesi o chi ci arrecato danno. Il perdono pieno presuppone sempre in primis la consapevolezza della nostra caducità e che nessuno è esente dal peccato; e che solo grazie alla misericordia, dono dell’amore viscerale di Dio per noi, può esserci un pieno perdono e una totale accettazione di noi stessi e degli altri.

La Croce di Cristo è la cartina al tornasole di questo processo di accettazione del peccato e di comprensione della misericordia che conduce al perdono. Particolarmente calzante a tal proposito – ha tenuto a sottolineare il relatore – è l’analisi della Croce cristiana russa: una tipica croce trasversale in basso molto inclinata e piuttosto lunga in rapporto al semplice appoggio dei piedi; l’inclinazione ricorda che “la Croce è bilancia di giustizia”; sulla parte inclinata in basso è raffigurata la vecchia Gerusalemme, decaduta, con il velo del tempio squarciato; nella parte opposta, invece, si innalza la nuova Gerusalemme, frutto del sacrificio di Cristo e della piena riconciliazione.

Dal perdono e dalla vera riconciliazione scaturisce sempre un sentimento profondo di gratitudine: nonostante il peccato, grazie al suo perdono ed alla sua misericordia, possiamo nuovamente gustare la continua vicinanza di Dio; questa vicinanza, trasmessa agli altri con la nostra vita rinnovata dalla riconciliazione avvenuta, ha concluso l’oratore, ognuno la può esprimere quando vuole e ne può fare continua esperienza, ad esempio con le parole del versetto 12 del Salmo 29:

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Con le parole del salmista, si conclude la sintesi dell’apprezzato intervento del Socio don Marco Valentini; una efficace riflessione sulla conoscenza, sul peccato e sulla misericordia, nel tempo di Quaresima; una profonda e chiara esposizione per la quale l’intero Sodalizio lo ringrazia.

Eugenio Cecchini

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