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Rubrica in famiglia

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lera la ricorrenza dei 400 anni del carisma vincenziano (1617), che successivamente diede nascita alla famiglia vincenziana, e la prima Giornata Mondiale dei Poveri indetta dal Santo Padre, si è fortunosamente collocata anche la ricorrenza dell’ottantesimo dalla nascita della nostra Conferenza di San Pietro Apostolo in Vaticano, che aderisce alla Confederazione Internazionale della Società di San Vincenzo de Paoli.

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Lo scorso 16 novembre, quindi, abbiamo voluto ringraziare il Signore con la celebrazione dei Vespri solenni nella Cappella dell’Associazione, presieduti dall’Assistente Spirituale, Mons. Joseph Murphy.

Ai Vespri, oltre a tanti Soci e all’intero Consiglio di Presidenza, hanno partecipato e pregato con noi, tra gli altri, Suor Antonietta Collacchi, Responsabile del Dispensario Pediatrico Santa Marta, il Prof. Alberto Bochicchio, Gentiluomo di Sua Santità e Presidente della Commissione Obolo del Circolo S. Pietro, Padre Amado Llorente Abanzas, Segretario Generale dell’Istituto Patristico Agostinianum, la Sig.ra Laura Laghi, Presidente della Conferenza S. Vincenzo de Paoli “Gregorio VII”, il Sig. Sebastiano Panebianco, della Conferenza S. Vincenzo de Paoli “Santo Stefano”, e la Sig.ra Mariella Trucchi, Responsabile della Conferenza S. Vincenzo de Paoli dell’Istituto San Giuseppe de Merode.

Nella sua Omelia, l’Assistente Spirituale ha voluto evidenziare il legame tra la nostra ricorrenza e il tema della Giornata Mondiale dei Poveri, “Non amiamo con le parole, ma con i fatti”, evidenziando che occorre amare come Gesù Povero ha amato, in quanto dobbiamo rispondere con i fatti a Dio che ci ha amati per primo: e questi fatti sono, in particolare, l’assistenza ai poveri e ai bisognosi, che non sono degli oggetti astratti, ma sono i nostri fratelli e le nostre sorelle.

In ciò, ci guida l’esempio dei santi della carità, come San Francesco, San Vincenzo de’ Paoli, il Beato Federico Ozanam e il Beato Pier Giorgio Frassati. E come ultimo esempio, Mons. Joseph Murphy ha ricordato a tutti noi l’immagine che è all’ingresso della nostra Cappella e che raffigura Santa Jeanne-Elisabeth Bichier des Ages nell’atto di distribuire il pane ai poveri.

La gioia della ricorrenza e della consapevolezza del nostro agire eratanta, e la fisiognomica di ogni partecipante ne dava assicurazione. Siamo stati, quindi,

confermati nella certezza che la somma carità sia proprio l’azione, cioè quel fare per l’aiuto del prossimo e dei più bisognosi.

La nostra Conferenza, infatti, partì con questo orgoglio e via più si è sempre distinta in queste azioni sino ad oggi, dove si è fatta promotrice, con la Sezione Caritativa dell’Associazione, di varie iniziative e di eventi che hanno messo in primo piano i più bisognosi, rendendoli sempre protagonisti. In particolare, mi riferisco alle cosiddette “Giornate della Misericordia”, che hanno visto la partecipazione di tutti i Soci e che hanno ottenuto
costanti risultati lusinghieri, incoraggiandoci ad osare sempre di più.

Nel celebrare questa importante ricorrenza ci è apparso inoltre opportuno e necessario tracciare un bilancio di quanto si è fatto e si è realizzato in tutti questi anni, ponendo in evidenza, da una parte, le lacune e, dall’altra, i punti di forza, così da migliorare ed incrementare continuamente le iniziative e le attività. Tralasciamo però tutto quello che può essere considerato un vanto, dobbiamo, come è nello spirito vincenziano, porre l’attenzione al povero, all’amore verso il prossimo. Quando si parla di amore, ne siamo certi, al centro c’è il Signore Gesù: “Qualunque cosa avete fatto ai più piccoli, lo avete fatto a me” (Mt25,40).

Per noi, la motivazione a guardare alle necessità dei fratelli più piccoli che origina lo stimolo, la forza, la costanza è la presenza viva di Gesù in questi fratelli più piccoli.

Nella Prima Lettera di Giovanni è scritto: “Chi, infatti, non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv4,20). Non è poco quello che andiamo affermando: è semplicemente abbracciare il Signore, essere in comunione con lui, seguire il Vangelo.

Una grande tappa, insomma, che ci ha consentito di dire, con chiarezza e con una punta di giustificato orgoglio, che la Conferenza San Pietro Apostolo in Vaticano è una realtà ancora viva e forte, figlia di quei valori fondanti della Guardia Palatina d’Onore che, nel lontano 1938, volle istituirla e che, fin dai primi anni di vita, riscontrò un enorme successo di adesioni.

Una bella soddisfazione che, se da una parte, come ho detto, ci inorgoglisce non poco, dall’altra ci spinge e ci stimola a continuare sempre così, con quello stesso entusiasmo e con quello stesso slancio di ottanta anni fa.

Luigi Fioravanti

foto Marco Adobati

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