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Maturità 44...

 

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Irlanda: la strada verso...

 

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In cammino con,...

 

 

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Bretagna. I Volontari, di conseguenza, cambiarono il loro nome in quello di Esercito Repubblicano Irlandese (IRA: Irish Republican Army).

Nei due anni e mezzo seguenti, l’IRA s’impegnò in una serie di incursioni nelle caserme della polizia e di imboscate alla polizia e al personale militare, mentre giustiziò “spie” e “informatori”. Il governo britannico, sensibile all’opinione pubblica internazionale e interna, e riluttante ad accettare chi si trovava in uno stato di guerra con un nemico sul campo, cercò di rispondere alla situazione attraverso una serie di metodi non ortodossi di applicazione della legge; metodi che sarebbero stati inaccettabili altrove nel Regno Unito, come il reclutamento di ex militari nel RIC (i cosiddetti “Black and Tans”), la creazione di una nuova Divisione Ausiliaria e la concessione di ulteriori poteri legali ai comandanti militari per effettuare ricerche e arresti. Tuttavia, gli sforzi del governo britannico furono indeboliti dalla mancata definizione degli obiettivi della sua offensiva militare in Irlanda e dalla natura spesso indisciplinata e fuori legge della sua risposta.

3. La libertà di raggiungere la libertà: il Trattato Anglo-Irlandese del 1921

Con la firma dei trattati di pace, che conclusero formalmente la guerra, entrò in vigore la legge per la Home Rule del 1914. Tuttavia, all’indomani delle elezioni del 1918, la nuova situazione irlandese, non era più rilevante. Inoltre, bisognava fare qualcosa per l’Ulster. Nel 1920, fu approvata una nuova legge, denominata il Government of Ireland Act, che stabiliva due parlamenti: uno a Dublino per l’Irlanda del Sud e uno a Belfast per l’Irlanda del Nord. Era prevista anche l’istituzione di un Consiglio d’Irlanda che avrebbe dovuto fungere da collegamento unificante per le questioni di interesse comune e che avrebbe potuto persino aprire la strada ad una eventuale riunificazione. L’Irlanda avrebbe continuato ad essere rappresentata a Westminster. Il Governo Britannico accettò la proposta unionista di limitare la giurisdizione del Parlamento di Belfast alle sei contee nord-orientali dell’Ulster, dove gli unionisti avevano una discreta maggioranza.

Le elezioni per i nuovi parlamenti si svolsero nel maggio del 1921, producendo una schiacciante maggioranza unionista nel nord. Nel sud non si svolsero vere e proprie votazioni: tutti i 128 candidati (124 Sinn Féin e 4 indipendenti Unionisti) furono riconfermati, confermando così il predominio del Sinn Féin. I parlamentari del Sinn Féin si rifiutarono di prendere i loro posti a Westminster e si costituirono come il secondo Dáil.

All’apertura del Parlamento dell’Irlanda del Nord, il 22 giugno 1921, il re Giorgio V fece un appello per la pace, che permise al Governo britannico di sondare le reazioni del Sinn Féin. L’IRA era in una posizione indebolita e non poteva continuare la lotta armata per molto altro tempo, mentre l’opinione pubblica era a favore della pace. A luglio venne offerta una tregua e iniziarono le trattative, che culminarono negli articoli di accordo per un trattato, firmato a Londra il 6 dicembre 1921. La delegazione irlandese era capeggiata da Arthur Griffith e Michael Collins, mentre quella britannica era guidata dal Primo Ministro, Lloyd George. Il Governo britannico, che non avrebbe mai tollerato una Repubblica Irlandese indipendente, offrì lo status di dominion (Paese autonomo sotto la Corona britannica) all’Irlanda, con alcune garanzie per la sicurezza navale britannica. La questione della spartizione dell’isola era fonte di grande preoccupazione, e dalla discussione si è convenuto che, se l’Irlanda del Nord avesse rinunciato all’accordo, sarebbe stata prevista una riorganizzazione del confine tra le due entità politiche.

In Irlanda, il trattato incontrò una reazione mista. Sebbene fosse imperfetto, fu ritenuto accettabile per molti in quanto concedeva più di quanto previsto dalla Legge Home Rule del 1914 e garantiva che non ci sarebbe stato un ritorno alla guerra. Tuttavia, altri, compreso il capo del Governo Irlandese, Éamon de Valera, si opposero ad esso, poiché questo contratto non contemplava una Repubblica Irlandese.

Dopo un acceso dibattito, il 7 gennaio 1922 il Dáil ratificò il trattato con 64 voti contro 57. De Valera si dimise in segno di protesta e Arthur Griffith assunse la guida dell’esecutivo, nominando ministri favorevoli al trattato. Nei mesi successivi, il nuovo Governo cercò di stabilire la sua autorità, in particolare verso la parte anti-trattato che aveva rifiutato di riconoscerlo. Il paese gradualmente scivolò in un’amara guerra civile, che terminò nel maggio 1923, lasciando una duratura scia di risentimento e acrimonia.

p1203Nel frattempo, il Governo provvisorio si dette il compito di redigere una nuova Costituzione irlandese, compito non facile vista la necessità di rispettare i termini del trattato e rispondere in modo più adeguato alle aspirazioni nazionali. Nella sua forma definitiva, la Costituzione del 1922 incarnava alcune concessioni da parte dai britannici: non era previsto alcun giuramento diretto di fedeltà al re, gli irlandesi avevano più voce nella nomina del Governatore Generale rispetto agli altri Paesi del Commonwealth e l’appello al Consiglio Privato della Corona era consentito solo nei casi che riguardavano altri membri del Commonwealth. Con l’adozione della nuova Costituzione, lo Stato Libero Irlandese (Saorstát Éireann) nacque il 6 dicembre 1922, esattamente un anno dopo la firma del trattato Anglo-Irlandese.

Nei successivi trent’anni circa, i Governi Irlandesi che si sono succeduti si tennero ai termini del Trattato del 1921. Con lo Statuto di Westminster del 1931, il Parlamento Britannico rinunciò al diritto di legiferare per i dominions, rendendoli così delle nazioni completamente sovrane. Tuttavia, il Consiglio Esecutivo Irlandese era del parere che il trattato avesse già posto fine al diritto di Westminster di legiferare per lo Stato Libero. Successivamente, nel 1937, l’ufficio del Governatore Generale fu abolito e quasi tutti i riferimenti al re furono rimossi. Una nuova Costituzione fu adottata nel 1937, il nome dello Stato fu cambiato in Éire o Irlanda e, nel 1938, Douglas Hyde divenne il primo Presidente. Nel 1949, entrò in vigore la legge che definiva la Repubblica d’Irlanda; l’Irlanda venne formalmente descritta come una repubblica e le restanti funzioni statutarie della monarchia britannica nei confronti dello Stato, in particolare quelle relative all’emissione e all’accettazione delle lettere credenziali dei rappresentanti diplomatici e consolari, e alla conclusione di accordi internazionali, furono trasferite al Presidente. L’appartenenza dell’Irlanda al Commonwealth cessò in quel momento.

L’adozione della Costituzione dello Stato Libero Irlandese del 1922 e le ulteriori modifiche costituzionali introdotte dai Governi successivi potrebbero essere considerate come prova della validità della posizione di Michael Collins circa il Trattato: “Secondo me, ci dà la libertà, non la massima libertà che tutte le nazioni godono ... ma la libertà di realizzarla.” Il tempo gli ha dato ragione.

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