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Il Campo Santo Teutonico

 

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Padre Antoine...

 

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Preghiera, formazione,...

 

 

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delle mani oggi associamo al collegio episcopale. Rendete loro l’onore che si deve ai ministri di Cristo e ai dispensatori dei misteri di Dio, ai quali è affidata la testimonianza del Vangelo e il ministero dello Spirito per la santificazione. Ricordatevi delle parole di Gesù agli Apostoli: «Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza Me e chi disprezza Me, disprezza Colui che mi ha mandato»”.

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Rivolgendosi, quindi, ai tre nuovi Arcivescovi, Papa Francesco ha detto “Quanto a voi, fratelli carissimi, eletti dal Signore, riflettete che siete stati scelti fra gli uomini e per gli uomini, siete stati costituiti nelle cose che riguardano Dio. Non per altre cose. Non per gli affari, non per la mondanità, non per la politica. «Episcopato» infatti è il nome di un servizio, non di un onore. Poiché al vescovo compete più il servire che il dominare, secondo il comandamento del Maestro: «Chi è il più grande tra voi, diventi come il più piccolo. E chi governa, come colui che serve». Fuggite dalla tentazione di diventare principi”.

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“Annunciate la Parola in ogni occasione: opportuna e non opportuna. – ha proseguito il Papa – Ammonite, rimproverate, esortate con ogni magnanimità e dottrina. E mediante l’orazione e l’offerta del sacrificio per il vostro popolo, attingete dalla pienezza della santità di Cristo la multiforme ricchezza di Dio. La preghiera del vescovo: il primo compito del Vescovo. Quando sono andate dagli apostoli le vedove degli ellenisti a lamentarsi perché non si preoccupavano tanto di loro, si sono riuniti e, con la forza dello Spirito Santo, hanno inventato il diaconato. E Pietro, quando spiega questo, cosa dice? «Voi fate questo, questo e questo; a noi, la preghiera e l’annuncio della Parola» (cfr At 6,1-7). Primo compito del vescovo è la preghiera. Un vescovo che non prega non compie il suo dovere, non adempie la sua vocazione”.

“Nella Chiesa a voi affidata – ha continuato – siate fedeli custodi e dispensatori dei misteri di Cristo, posti dal Padre a capo della sua famiglia; seguite sempre l’esempio del Buon Pastore, che conosce le sue pecore, da esse è conosciuto e per esse non ha esitato a dare la vita.

Amate con amore di padre e di fratello tutti coloro che Dio vi affida. Anzitutto, i presbiteri e i diaconi, vostri collaboratori nel

ministero. Vicinanza ai presbiteri, per favore: che possano trovare il vescovo nel giorno stesso in cui lo cercano, o al massimo il giorno dopo. Vicinanza ai sacerdoti. Ma anche vicinanza ai poveri, agli indifesi e a quanti hanno bisogno di accoglienza e di aiuto. Esortate i fedeli a cooperare all’impegno apostolico e ascoltateli volentieri”.

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E, avviandosi alla conclusione, Papa Francesco ha esortato i tre nuovi Nunzi Apostolici ad avere “viva attenzione a quanti non appartengono all’unico ovile di Cristo, perché essi pure vi sono stati affidati nel Signore. Ricordatevi che nella Chiesa cattolica, radunata nel vincolo della carità siete uniti al Collegio dei vescovi e dovete portare in voi la sollecitudine di tutte le Chiese, soccorrendo generosamente quelle che sono più bisognose di aiuto”.

“E vigilate, – li ha spronati – vigilate con amore su tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo vi pone a reggere la Chiesa di Dio. E questo, fatelo nel nome del Padre, del quale rendete presente l’immagine; nel nome di Gesù Cristo, suo Figlio, dal quale siete costituiti maestri, sacerdoti e pastori. E nel nome dello Spirito Santo che dà vita alla Chiesa e con la sua potenza sostiene la nostra debolezza”.

Oltre ai Soci e agli Allievi che hanno servito all’altare come ministranti e a quelli della Sezione Liturgica che hanno prestato il servizio di vigilanza e di accoglienza dei fedeli e dei pellegrini, numerosi sono stati i Soci che hanno voluto assistere al suggestivo rito dell’ordinazione episcopale e stringersi intorno a Mons. Alfred Xuereb per manifestargli, in questo giorno così importate per la sua vita e per la sua missione sacerdotale, il loro affetto e la loro stima.

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