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Rubrica in famiglia

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lla scorsa domenica 8 ottobre, XXVII del Tempo Ordinario, nella Cappella dell’Associazione, si è svolta la cerimonia per i cinquant’anni di matrimonio, le “nozze d’oro”, del Socio Marcello Armeni e della moglie Maria Luisa Marzi.

La Santa Messa è stata presieduta da Mons. Alfred Xuereb, che dal 2002 al 2008 fu Assistente Spirituale del Sodalizio, e concelebrata dall’attuale Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy e da Don Adriano Giuseppe Agnello.

Nel corso dell’omelia, il celebrante, con riferimento al Vangelo del giorno (Mt21,33,43), ha fatto notare che come la pietra scartata è diventata “pietra d’angolo”, cioè la pietra che sorregge l’arco dell’intero edificio, così l’unione matrimoniale, basata su solida roccia, regge tutta la famiglia, figli e nipoti compresi. “La vita ‘naturale’ (grazie anche ai nuovi farmaci), ha detto Mons. Alfred Xuereb, si allunga, mentre quella ‘matrimoniale’ (grazie alle nuove tentazioni) si accorcia!”.

Al termine della celebrazione eucaristica, Mons. Joseph Murphy, consegnando il diploma con la benedizione del Santo Padre, ha esortato i festeggiati ad incorniciarlo e a metterlo in bella evidenza all’ingresso della loro casa, e ciò ad incoraggiamento e a testimonianza di Fede, sia per chi vi abita, sia per chi vi entra.

Prima dell’inizio della Santa Messa, dopo un breve indirizzo di saluto che il Presidente Calvino Gasparini ha rivolto ai “novelli sposi”, il festeggiato ha voluto ringraziare tutti i presenti per la partecipazione e meglio chiarire i motivi che lo hanno indotto a celebrare questa importante ricorrenza nella Cappella sociale; un luogo che ama definire la “mia casa”: qui, infatti, suo padre lo ha portato fin da bambino, e, sempre qui, egli stesso ha portato suo figlio. Non tutti sanno che Marcello Armeni vanta una frequentazione nella sede sociale di quasi 70 anni: ha iniziato nel lontano 1949, all’età di soli 13 anni, nell’allora appena costituito Gruppo Ragazzi della Guardia Palatina d’Onore, divenendo, il 16 ottobre 1953, Guardia, come è documentato nella foto in calce dove è ritratto un giovanissimo Marcello Armeni mentre riceve il fucile dall’allora Comandante, il Colonnello Conte Francesco Cantuti Castelvetri. “Figlio d’arte” e testimonianza esemplare del motto “fide constamus avita”: il padre del Caporale Marcello Armeni militava nella “Palatina”, i suoi zii ugualmente, così pure i suoi cugini e, prima ancora, anche suo nonno.

Di tale fedeltà, tramandata di padre in figlio, il festeggiato ne
scrisse in occasione dei suoi 40 anni di matrimonio, celebrati nel 2007 sempre nella Cappella dell’Associazione. In tale circostanza, come pubblicò su Incontro (anno XXXV n. 2 – marzo-settembre 2007) con il titolo“Quarant’anni di matrimonio nella nostra Cappella, una bella testimonianza del Socio Marcello Armeni”, il festeggiato scriveva:

«Perché ho chiesto all’Assistente ed al Presidente, che hanno di buon grado acconsentito, di poter celebrare qui, in questa Cappella, i nostri 40 anni di matrimonio è presto detto. Perché qui sono nato e sono cresciuto, in questa Cappella i cui bozzetti preparatori dei dipinti sulle pareti furono studiati e proposti da mio padre su richiesta dell’allora Cappellano Mons. Tondini. In questo periodo che stiamo vivendo, all’insegna del decadimento dei valori della famiglia, o della sua negazione in quanto tale, mi è parso opportuno, per me e per gli altri, riflettere insieme sui valori e su ciò che mi hanno insegnato, e ci hanno insegnato, i nostri genitori sin da bambini. Ecco perché io qui mi sento a “casa mia”, perché qui mio padre mi portava fin da piccolo e qui io ho portato mio figlio: ricordo ancora l’entusiasmo di tutti noi e l’orgoglio di sentirsi al servizio del Santo Padre! Certo che è stata importante anche la frequentazione parrocchiale, l’istruzione scolastica e l’esempio familiare; ma qui, in questi ambienti, ho respirato ed appreso qualcosa di più, incominciando dall’appartenenza al “Gruppo Ragazzi” sin dal dicembre 1949, a soli 13 anni! Il Cappellano, i Vice Cappellani, hanno impregnato noi “ragazzi” di qualcosa di difficilmente cancellabile, di indelebile ed è per questo che ne sarò loro sempre grato: grazie Don Carlo e grazie a tutti gli altri!

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È bello, dunque, festeggiare proprio qui, insieme a parenti ed
amici, il raggiunto traguardo dei nostri 40 anni di matrimonio (che non sono i “famosi” 50 ma di certo non sono pochi...). In tutti questi anni ci saranno state certo delle mancanze, soprattutto da parte mia. Ma ringraziando Dio ci accorgiamo che con il Suo aiuto siamo arrivati fino a qui, con il nostro bel nipotino Niccolò, che mi auguro segua le orme del bisnonno Sante, del nonno e del papà, continuando la frequentazione in Associazione. Sempre qui, in questa Cappella, mi è di conforto sapere che quando farò parte del “Regno dei più” sicuramente ci sarà la consueta celebrazione per coloro che sono tornati nella Casa del Padre; ed io finalmente non mi rivolgerò più al mio nelle mie preghiere con il solito “caro Papà Sante”, ma gli potrò dire – dopo tanti anni – “Presente, signor Tenente!”, nella nostra “Guardia Palatina Celeste”».

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