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Una moneta e un francobollo...

 

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Il Socio Paolo Coluzzi si...

 

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Una particolare testimonianza..

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Domenica 25 aprile u.s., presso l’accogliente Casa dei Padri Passionisti al Celio, in Roma, si è svolto il secondo annuale Ritiro Spirituale degli Aspiranti.
La giornata si è articolata in due relazioni tenute da Mons. Joseph Murphy sulla figura di San Giuseppe ed in momenti di preghiera (le lodi mattutine, la Santa Messa, l’Adorazione e la preghiera vespertina) e di riflessione personale, nonché in un partecipato momento di condivisione delle proprie “risonanze”.
L’incontro ha consentito, inoltre, di approfondire la conoscenza reciproca tra gli Aspiranti e tra questi e i responsabili dell’Associazione.
Il tema affrontato da Mons. Murphy ha tratto le mosse dalla Lettera Apostolica di Papa Francesco Patris corde (2020) scritta in occasione della indizione di uno speciale Anno di San Giuseppe (8 dicembre 2020 – 8 dicembre 2021) per celebrare il 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe a Patrono della Chiesa universale (decreto Quemadmodum Deus, emesso dal Beato Pio IX l’8 dicembre 1970).
Per completezza storica, il Venerabile Pio XII ha presentato S. Giuseppe quale “Patrono dei lavoratori” (Discorso alle Acli, 1 maggio 1955) e S. Giovanni Paolo II come “Custode del Redentore” (Esort. Ap. Redemtionis custos, 15 agosto 1989).
Durante le relazioni, Mons. Murphy, ha esaminato e
spiegato i molti profili di San Giuseppe che Papa Francesco, con la sua lettera apostolica, pone all’attenzione dei fedeli.
In particolare S. Giuseppe è stato Padre Amato, Padre della tenerezza, Padre nell’obbedienza, Padre nell’accoglienza, Padre del coraggio creativo, Padre lavoratore, Padre nell’ombra. Tra i tantissimi spunti di riflessione suscitati dalla meditazione del Monsignore, ne ricorderemo, qui, in breve, alcuni, ben consapevoli che non riusciremo a riportare, con la dovuta completezza tutte le profonde osservazioni
offerte.
La figura di S. Giuseppe è stata principalmente descritta dagli evangelisti Matteo e Luca, i quali, pur nelle poche immagini che ci hanno lasciato, hanno saputo dipingere alcuni tratti del Santo di grandissimo rilievo per la Storia della salvezza, che lo caratterizzano un vero esempio di vita e di fede.
Di S. Giuseppe, promesso sposo di Maria ed Uomo giusto, ricordiamo la profonda fede ed obbedienza al Signore che si manifesta a lui mediante quattro

sogni, che sono anche “segni” che il Signore ha voluto fargli scoprire.
San Giuseppe, grazie alla fedeltà al Signore e alla sua Legge, accetterà di assumere la paternità legale di Gesù (cui impose il nome rivelato dall’Angelo), seguirà la Legge ebraica (ad esempio con la presentazione di Gesù al Tempio, dove ascolterà la profezia di Simeone), proteggerà la propria famiglia dalla persecuzione di Erode (recandosi, straniero, in Egitto) e, infine, si recherà, nel nascondimento, a Nazareth di Galilea, lontano da Gerusalemme.
San Giuseppe è padre amato e si “pose al servizio dell’intero disegno salvifico” (S. Giovanni Crisostomo). A lui, a partire da Santa Teresa D’Avila, che gli attribuì la propria guarigione e al quale dedicò ed intestò diverse Chiese e conventi, molti si rivolsero e si rivolgono ancora oggi quale esempio di generosità ed amore. Ite ad Ioseph, andate da Giuseppe, è l’espressione (che rimanda a quanto diceva, con riferimento a Giuseppe figlio di Giacobbe, il Faraone a chi chiedeva, in tempi di carestia, del cibo), ci ricorda il Monsignore, che maggiormente racchiude la devozione dei fedeli.
p0502S. Giuseppe è padre della tenerezza che è stato accanto a Gesù (“come è tenero un padre verso i figli, così il signore è tenero verso quelli che lo temono”, Sal 103) seguendolo con amore nella crescita personale, come uomo, e dandogli esperienza e saggezza come ogni padre dovrebbe fare verso i propri figli. La nostra fragilità non dovrà essere vista quale segno di debolezza, ma al contrario è “la tenerezza la maniera migliore per toccare ciò che è fragile in noi” (Patris Corde, p. 10) S. Giuseppe è obbediente. Come Maria che, con il suo “fiat”, accettò la volontà del Signore ed il progetto che Egli aveva preparato er entrambi, (saputa la gravidanza, per opera dello Spirito, di Maria decide di non accusarla in pubblico, ma di ripudiarla in segreto) anche Giuseppe, cui il Signore parla in sogno, rassicurandolo, ha accettato di far parte integrante e necessaria del cambiamento del mondo che il

segue a pag. 7

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