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Irlanda: la strada verso...

 

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lquest’anno, il ritiro spirituale di Avvento del Gruppo Allievi ha avuto luogo, nei giorni 1 e 2 dicembre scorsi, presso il Convento dei Padri Francescani Cappuccini di Frascati. Il Convento fu fondato nel secolo XVI per volontà di Papa Gregorio XIII Boncompagni e dal Consiglio Comunale di Frascati. All’epoca, il Papa e la Corte Pontificia trascorrevano spesso l’estate a Frascati, facendo di questo piccolo centro la capitale estiva dello Stato della Chiesa. Il Papa volle che il Convento, pur mantenendo l’umiltà francescana, fosse particolarmente dignitoso, in modo da inserirsi naturalmente nel contesto delle ville gentilizie che caratterizzano la città di Frascati. Così, fu costruita una “villa convento”, con un bel giardino ripartito da vialetti e concluso da tre cappelline con stucchi e affreschi.

La chiesa conventuale, consacrata nel 1578, non ha subito grandi cambiamenti lungo i secoli. Ad una sola navata, conserva rilevanti opere d’arte, in particolare, il dipinto sopra l’altare maggiore, che rappresenta il Crocifisso tra i Santi Francesco e Antonio da Padova, opera del bresciano Girolamo Muziano (1532-1592). Nella cappella a sinistra, si trova un San Francesco che riceve le stimmate, attribuibile allo stesso Muziano o ad uno della sua cerchia, mentre in quella di destra si può ammirare una bella pala della Madonna con Bambino e Santi, copia di un originale di Giulio Romano che è in Santa Maria dell’Anima a Roma. La chiesa contiene, inoltre, rappresentazioni dei quattro evangelisti, di San Fedele da Sigmaringa e del Beato Serafino da Montegranaro.

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Il Convento è particolarmente legato alla grande figura del Cardinale Guglielmo Massaia (1809-1889), noto per la straordinaria opera di evangelizzazione che compì in Etiopia, in mezzo a tante difficoltà durante la seconda metà dell’Ottocento. Massaia fu elevato alla dignità cardinalizia da Papa Leone XIII nel 1884 e trascorse gli ultimi anni della sua vita nel Convento di Frascati, dove scrisse gran parte delle sue memorie: I miei trentacinque anni di missione in Alta Etiopia, pubblicate in dodici volumi tra il 1885 e il 1895. Le sue spoglie mortali sono conservate nella chiesa conventuale.
Gli Allievi, accompagnati dall’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy e dal Vice-Supervisore Andrea Barvi, hanno trascorso due giorni nel Convento, iniziando così il tempo di Avvento in un clima di serenità e raccoglimento.
Considerato che il Vangelo secondo San Luca viene letto

 

durante la Messa domenicale di quest’anno, l’Assistente Spirituale ha voluto offrire qualche elemento di lettura agli Allievi, invitandoli ad un confronto diretto con il testo; prendendo spunto da un volumetto di don Massimo Grilli, professore di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Gregoriana, intitolato Il Vangelo del viandante, Mons. Joseph Murphy ha spiegato come il tema del viaggio o del cammino caratterizza la vita dell’uomo fin dalla nascita e come tutte le grandi religioni, in particolare l’ebraismo e il cristianesimo, hanno sempre dato particolare attenzione al viaggio dell’uomo. I partecipanti al ritiro spirituale hanno potuto individuare gli elementi fondamentali di questo viaggio: la scelta della meta e dei mezzi per raggiungerla, i preparativi, la scelta dei compagni, l’esperienza del viaggio (gli incontri, gli ostacoli, le difficoltà, i momenti di convivialità e di solitudine, ecc.), l’arrivo, la trasformazione sperimentata dal viaggiatore, la necessità di ripartire.

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Con questi elementi, Mons. Murphy ha sottolineato l’importanza del tema del viaggio nel Vangelo di Luca. L’evangelista descrive il viaggio della Parola di Dio e quello dei discepoli, mentre invita il lettore a riflettere sul proprio viaggio esistenziale. Inoltre, non si può capire pienamente il Vangelo senza tener presente la seconda parte dell’opera dell’evangelista, gli Atti degli Apostoli, dove descrive come gli Apostoli, formati lungo la strada nella scuola di Gesù, eseguirono il comando di essere suoi testimoni lungo le strade del mondo, “fino ai confini della terra” (At 1,8).

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Durante il ritiro spirituale, i ragazzi si sono poi soffermati sulla figura della Vergine presente nei primi due capitoli del Vangelo. Dopo aver parlato della disponibilità di Maria ad accogliere l’invito di Dio di diventare la madre di Gesù, l’evangelista narra, con molta semplicità, come Maria “si alzò e andò in fretta

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