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può solo trovare infine nella religione, elemento fondante della vita umana, l’ultimo tassello di coesione che mancava al completamento del ragionamento sull’homo oeconomicus. Giuseppe Toniolo (1845-1918) e Vincenzo Tangorra (1866-1922) sono i due economisti e studiosi Italiani che hanno teorizzato l’unione definitiva dell’economia e dell’etica, congiunte e fuse dalla cultura cristiana come definita nella religione cattolica. Nelle vite e nel pensiero di entrambi, dominante è stata l’osservanza dell’aspetto cristiano e cattolico, fino al punto di definirne i loro studi; Toniolo come precursore di una dottrina di economia etica e Tangorra come suo erede spirituale e di studi. Nella loro visione l’homo oeconomicus viene ridefinito e completato con aspetti comportamentali diversi nel vivere la vita. Se la scienza economica è la dottrina scientifica che, tra i molti aspetti, studia il modo in cui vengono dall’uomo distribuite le risorse per vivere, comprendiamo come l’aspetto religioso ed etico integra e completa il modus vivendi: l’uomo compie le sue scelte razionalmente, cercando di massimizzare il profitto, ma nel fare questo, secondo queste nuove dottrine, sarà guidato da un modo di sentire diverso, non più essenzialmente egoistico, ma secondo logiche di altruismo che conducono a una realizzazione di soddisfazione sociale e condivisa. L’ordine economico, quindi, si deve svolgere nella sfera dell’ordine morale ed etico, e questo è ciò chela Chiesa di Cristo attende a instaurare sulla terra. L’economia, quale scienza, deve quindi studiare le leggi e i principi di un ordine economico rispondente a un ordine etico e l’homo oeconomicus assolverà il proprio compito solo nel momento in cui riconoscerà le finalità di ordine superiore che è chiamato a realizzare.

L’elemento etico diviene quindi un fattore intrinseco delle leggi economiche, creando così un superamento e una revisionep1301 critica della “scuola utilitaria” e rivendicando le ragioni della libertà umana nell’ordine economico, dimostrando quindi che prescindere dall'’elemento morale nel trattamento teorico dei fatti economici, equivale a dimenticare e trascurare che il mondo economico è pur sempre dominato dal libero volere dell’uomo, il quale non obbedisce soltanto alle necessità della sua vita materiale, ma anche a quelle della sua natura intellettuale e spirituale e alle leggi di Dio.
Si giunge quindi a rivendicare alla scienza economica i caratteri propri di una scienza morale e il dovere di considerare i problemi alla stregua delle grandi ragioni dell’etica, di fronte alla vita dei singoli come a quella di un popolo intero. Intesa in questi termini, una scienza economica cristiana darà prova di grande spirito, di un pensiero uniforme ed elevato, permettendo così all’homo oeconomicus, attore della realtà della vita, di poter gettare i semi dell’altruismo in un campo spesso coltivato da egoismo.

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