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La cronaca della festa...

 

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Il sacerdote è un dono...

 

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Armonia, Serenità...

 

 

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lsons. Alfred Xuereb, che, dopo un quinquennio da Vice-Assistente Spirituale, l’8 ottobre 2002, venne nominato Assistente Spirituale dell’Associazione, incarico che ha ricoperto per un ulteriore quinquennio, fino all’autunno del 2007, allorquando venne chiamato a prestare il suo servizio nella Segreteria Particolare del Santo Padre, è stato nominato Nunzio Apostolico in Corea del Sud e in Mongolia e, in pari tempo, elevato alla sede titolare di Amantea, con dignità di Arcivescovo.

Il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede dello scorso 26 febbraio, nel dare notizia della nomina di Mons. Alfred Xuereb a Nunzio Apostolico, ne traccia un breve profilo biografico informando che è nato a Gozo (Malta) il 14 ottobre 1958 ed è stato ordinato sacerdote il 26 maggio 1984 e si è incardinato a Gozo.

Dopo aver conseguito la laurea in teologia ha iniziato il servizio amministrativo presso la Segreteria del Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense nel settembre 1991.

Il 1° settembre 1995, è stato trasferito alla Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato; nel novembre 2000, alla Prefettura della Casa Pontificia; l’11 settembre 2007, alla Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato (presso la Segreteria Particolare di Benedetto XVI) e il 15 marzo 2013, presso la Segreteria Particolare di Papa Francesco.

Il 28 novembre 2013, è stato nominato Delegato per la Pontificia Commissione referente sull’Istituto per le Opere di Religione e per la Pontificia Commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede.

Infine, il 3 marzo 2014, è stato nominato Prelato Segretario Generale della Segreteria per l’Economia.
Conosce l’italiano, l’inglese, il tedesco, il portoghese e il francese.

Il rito dell’ordinazione episcopale di Mons. Alfred Xuereb, presieduto da Papa Francesco nella Basilica Vaticana, è avvenuto nel pomeriggio dello scorso lunedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine; nel corso della Santa Messa, il Santo Padre ha conferito l’ordinazione episcopale anche

ad altri due presbiteri: Mons. Waldemar Stanislaw Sommertag, del clero della Diocesi di Pelplin (Polonia), che il 15 febbraio 2018 è stato nominato Nunzio Apostolico in Nicaragua, e Mons. José Avelino Bettencourt, del clero dell’Arcidiocesi di Ottawa (Canada), che il 26 febbraio 2018 è stato nominato Nunzio Apostolico in Georgia e in Armenia; fino alle rispettive nomine episcopali, Mons. Waldemar Stanislaw Sommertag prestava servizio presso la Segreteria di Stato, come segretario particolare di S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, mentre Mons. José Avelino Bettencourt è stato, per oltre cinque anni, Capo del Protocollo della Segreteria di Stato.

Nell’omelia, che qui di seguito viene pubblicata pressoché integralmente, il Papa ha invitato i presenti a riflettere sull’alta responsabilità ecclesiale alla quale vengono promossi questi tre presbiteri, precisando che “Il Signore nostro Gesù Cristo inviato dal Padre a redimere gli uomini mandò a sua volta nel mondo i dodici apostoli, perché pieni della potenza dello Spirito Santo annunziassero il Vangelo a tutti i popoli e riunendoli sotto un unico pastore, li santificassero e li guidassero alla salvezza”.

Ed ha insistito che “Al fine di perpetuare di generazione in generazione questo ministero apostolico, i Dodici si aggregarono dei collaboratori trasmettendo loro con l’imposizione delle mani il dono dello Spirito ricevuto da Cristo, che conferiva la pienezza del sacramento dell’Ordine. Così, attraverso l’ininterrotta successione dei vescovi nella tradizione vivente della Chiesa si è conservato questo ministero primario e l’opera del Salvatore continua e si sviluppa fino ai nostri tempi. Nel vescovo circondato dai suoi presbiteri è presente in mezzo a voi lo stesso Signore Gesù Cristo, sommo sacerdote in eterno”.

“È Cristo – ha aggiunto il Pontefice – che nel ministero del vescovo continua a predicare il Vangelo di salvezza e a santificare i credenti, mediante i sacramenti della fede. È Cristo che nella paternità del vescovo accresce di nuove membra il suo corpo, che è la Chiesa. È Cristo che nella sapienza e prudenza del vescovo guida il popolo di Dio nel pellegrinaggio terreno fino alla felicità eterna”.

Il Papa ha, dunque, esortato i fedeli ad accogliere “con gioia e gratitudine questi nostri fratelli, che noi vescovi con l'imposizione

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