Home | News | Chi siamo | Dicono di noi | Sezioni |Gruppi |Contatti

 

p2

Due Soci nominati...

 

FI1801

Il Santo Paolo VI...

 

p2002

Il ritiro spirituale...

 

p1002

In cammino con,...

 

FI1801

Le Guardie del Papa...

 

 

BI_lunga

p061

lsa scorsa domenica 14 ottobre, nel corso di una solenne liturgia svoltasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre Francesco ha proclamato Santo Papa Paolo VI. Una celebrazione che ha riportato alla mente di tanti Soci, specialmente dei più anziani, moltissimi ricordi. Paolo VI, infatti, fu molto legato all’Associazione e, prima ancora, alla Guardia Palatina d’Onore. Un legame che nasce molti anni prima della sua ascesa al soglio di Pietro; un legame che, in maniera più sistematica ed istituzionale, si può far iniziare dall’anno 1937, allorquando l’allora Arcivescovo Giovanni Battista Montini divenne Sostituto della Segreteria di Stato.

In questo periodo, molte sono state le occasioni di incontri ufficiali con il Sostituto; ad esempio, proprio per il suo ruolo alla Segreteria di Stato, aveva modo di presiedere spesso l’annuale celebrazione della festa del Corpo.

Un consolidamento di questo legame si ebbe, in particolare, durante la seconda guerra mondiale, allorquando, come è noto, l’Arcivescovo bresciano non mancò di occuparsi attivamente nella ricerca dei dispersi e nell’assistenza ai perseguitati; un’opera che, nel contempo e per il seguito, grazie alla sua sensibilità, trovò concretezza nella partecipazione a molte delle opere assistenziali promosse dall’appena fondata (1938) Conferenza San Vincenzo de’ Paoli in seno alla Guardia Palatina d’Onore.

p0602

Ne sono conferma le annotazioni che frequentemente è possibile trovare nei verbali delle adunanze dei “palatini” vincenziani; ad esempio, alla data del 30 settembre 1945, si legge: “S.E. Rev.ma Mons. Giovanni Battista Montini si è benignamente degnato di offrire alla Conferenza una notevole quantità di generi alimentari” (si trattava, tra l’altro, di ben 100 kg. di farina, di 60 kg. di riso e di 20 kg. di caffè); alla data del 22 dicembre 1946, ancora, è scritto che Papa Pio XII ha donato alla Conferenza un assegno di 50.000 lire “mercé l’intervento di S.E. Rev.ma Mons. Montini”; alla data 28 dicembre 1947, infine, è annotato che “S.E. Rev.ma Mons. Giovanni Battista Montini offre alla Conferenza lire 50.000”.

Dopo la sua ascesa al soglio pontificio, avvenuta il 21 giugno 1963, Paolo VI non mancò mai di manifestare i suoi sentimenti di stima e gratitudine verso la “nostra diletta”, come amava definirla, Guardia Palatina d’Onore.

All’inizio di ogni anno, era solito ricevere, per lo scambio degli auguri per il nuovo anno, il Comandante, il Cappellano e gli Ufficiali, intrattenendoli sempre con lunghe ed affabili allocuzioni. In tali circostanze, non mancava mai di esprimere il suo compiacimento per lo spirito con cui la Guardia si caratterizzava nel compimento del dovere, dando testimonianza d’amore, fedeltà e dedizione al Papa. Il 2 gennaio 1964, ad esempio, rivolgendosi ai presenti, e idealmente a tutte le Guardie, ebbe, tra l’altro, a dire: “…si tratta di uomini, che vogliono servire il Papa col loro cuore, interpretando la fede e l’affetto di tutti i Romani attestando luminosamente l’ardore delle proprie convinzioni. Non si tratta quindi di un lavoro di stipendiati, di mercenari, di dipendenti, ma dell’affetto di figli”. E ancora, il 17 gennaio 1966, in analoga circostanza, tra l’altro, disse:

“La vostra presenza è a Noi tanto gradita, sia perché nella solennità della divisa e del portamento nel vostro gruppo compatto voi rappresentate autorevolmente i quadri dell’intero Corpo della Nostra Guardia Palatina d’Onore, nella sua esteriore e organica composizione, nella sua efficienza di servizio, nella sua disciplina; sia soprattutto perché tale presenza è simbolo della interiore disposizione degli animi, della fedeltà e del fervore, che ispirano i singoli appartenenti alla Guardia Palatina nel compimento del loro alto dovere”

Un compendio di tali ripetute espressioni di stima e benevolenza è riassunto nella targa posta in calce alla sua immagine che è nella sala antistante la Cappella dell’Associazione, dove è scritto:

p0603

p0605

Memorabile fu l’udienza che, il 26 giugno 1966, in occasione dell’annuale festa del Corpo, Paolo VI volle concedere a tutto il Corpo; dopo aver accolto il giuramento degli Allievi che sarebbero diventati Guardie, il Papa, affacciato da un balcone della Prima Loggia, pronunciò il seguente discorso:

“Ecco la Nostra Guardia Palatina d’onore, che vediamo nei suoi quadri così bene ordinati e nella sua formazione completa.
Il Papa ha, in ogni momento, l’occasione di incontrare alcuni della benemerita Guardia durante i loro servizi e gli svariati impegni: ma soltanto nell’odierna circostanza Gli arride la fortuna di incontrarli tutti e di notare non solo il vigore dei reparti, ma pure lo spirito animatore del Corpo. È perciò, questo, un felice motivo per dare a ognuno e a tutti il suo paterno benvenuto al gradito incontro.
Anzitutto il Santo Padre vuole salutare il Signor Comandante, verso il quale si sente obbligato per le cure che presta al buon andamento della
Guardia Palatina; i Signori Ufficiali; Monsignor

p0604

Cappellano e i Sacerdoti che lo coadiuvano; e quanti prestano il proprio servizio nella eletta formazione, che possiede una luminosa storia e tradizione; e non pochi titoli di merito.
Perciò il saluto si estende a ciascun appartenente alla Guardia Palatina: ed il Papa è lieto di poter accogliere, nella imminenza della festa di San Pietro, la loro promessa, il loro giuramento: autentica professione di fedeltà. Ben volentieri Egli accetta tale impegno poiché

Inizio pagina