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Il Campo Santo Teutonico

 

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Il Santo Padre ha...

 

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Preghiera, formazione,...

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Al centro c’è la nascita del bambino che è totalmente dono di Dio, essendo nato da una madre sterile. Dio entra nella storia con una parola viva che si fa carne in attesa della piena incarnazione del Figlio. La novità assoluta di questo dono è documentata anche dal nome Giovanni. Esso, infatti, indica, in modo luminoso, la missione e la realtà del Precursore, esprime la grazia benefica con cui Dio avvolge e trasforma il suo eletto. Il Signore opera nel Battista con la sua mano efficacie e liberatrice. Giovanni Battista è consacrato al suo Signore come lo sarà il vero discepolo che seguirà il suo Maestro nella fede e nell’amore.

Fratelli e sorelle!

La Solennità odierna ci permette di tracciare i lineamenti essenziali di questa figura il cui nome è portato da molti. Del Battista ci parlano tutti i Vangeli ed anche gli Atti degli Apostoli. Egli si erge soprattutto come colui che proclama una svolta radicale, una conversione dell’esistenza e non una semplice purità rituale e sacrale. Egli è colui che annuncia non solo dei generici “ultimi tempi” o un’era messianica, ma una precisa figura di Messia: Gesù di Nazareth. Costui è “il più forte” nei confronti del quale egli non si sente degno neppure di esserne il semplice schiavo, colui che scioglie al suo Signore i legacci dei sandali (Mt 3, 11).

La fisionomia spirituale di Giovanni Battista è legata ad alcuni tratti fondamentali. Innanzitutto, la sua nascita gloriosa: egli è per eccellenza dono di Dio, dato che nasce dalla vecchiaia ormai sterile di Elisabetta e dall’incredulità “muta” di Zaccaria. Egli è il profeta definitivo: “Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo”. Egli è ricolmo dello Spirito di Dio fin dal grembo materno perché la sua missione sarà totalmente consacrata a Dio ed al suo Cristo.

Un secondo tratto emblematico della sua spiritualità è la sua voce: tempestosa come quella dei profeti antichi, e ferma nella testimonianza che non conosce esitazioni. Come dirà Gesù, Giovanni non è una canna che si piega al vento, è una quercia che può essere solo spezzata.

Invece, il terzo tratto è legato ad un atto ben preciso, che è quello del battesimo di Gesù. La voce del Battistae la sua mano puntano dirittesu quell’uomo che ènella folla degli ascoltatori: p02_02 “Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1,29). Ed il battesimo che egli compie su Gesù si trasforma in una grandiosa epifania divina.

L’ultimo tratto del Battista è quello della donazione totale, nello stile dei grandi profeti. I Vangeli, infatti, ci riferiscono la passione e la morte di Giovanni in un racconto ampio e carico di venerazione. La sua era stata la storia di un uomo straordinario, che aveva avuto la coscienza della grandezza della sua vocazione, ma anche del limite della sua missione.

Bellissimo a questo proposito è l’autoritratto che egli abbozza sulla base di un uso giudaico, quello dell’amico dello sposo, cioè del mediatore ufficiale tra lo sposo e la sposa prima delle nozze: “Non sono io il Cristo. Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo esulta di gioia alla voce dello sposo... Bisogna che lui cresca e che io diminuisca” (Gv 3,30).

Cari Amici,

Giovanni è l’uomo mandato da Dio; è il Santo della speranza e della fiducia in un avvenire migliore, purché questo sia incentrato sul Cristo e orientato al vero Messia. La sua festa ci ricorda che la nostra vita è tutta e sempre relativa a Cristo e si realizza accogliendo Lui: Parola, Luce e Sposo.

Giovanni fu totalmente attratto da Gesù, calamitato da Colui che stava per venire; capì chi fosse Gesù. Egli è facilmente riconoscibile come modello del discepolo di Cristo. Per molti aspetti, è una vera icona del testimone intrepido.

Il suo messaggio è di perenne attualità: anche e anzitutto oggi il Signore ha bisogno di testimoni per costruire un mondo più umano, più fraterno, più rivolto a Dio con la fede e con le opere. Ciascuno di noi è chiamato a diventare testimone. Per questo la Liturgia solenne ci invita a riflettere sul nostro essere cristiani nel mondo in cui viviamo.

Qual è la nostra testimonianza della fede che noi professiamo?

Qual è il nostro compito, la nostra missione che Gesù ci ha affidato?

Tutti siamo chiamati a preparare le vie del Signore ed essere testimoni coraggiosi.

Forse a nessuno di noi sarà chiesta — come a Giovanni — di donare la vita in maniera cruenta, ma ad ogni battezzato è chiesto di annunciare Cristo con la forza e la testimonianza della propria vita. Ognuno di noi, infatti, deve indicare al mondo il Cristo vivente e operante nella Storia di ogni tempo e deve farlo soprattutto con una vita che sia coerente, testimonianza incisiva e fedele della vita buona del Vangelo.

Tempi nuovi chiedono modi nuovi di vivere ed annunciare il medesimo e immutato Vangelo di Gesù Cristo.

Come Giovanni prepariamo anche in noi:
– un cuore deciso nel realizzare il progetto che Dio ha su di noi;
– un cuore umile, tanto da non considerarci neppur degni di sciogliere i legacci dei calzari di Gesù;
– un cuore fedele fino alla testimonianza coerente e generosa, per vivere il Vangelo con tenacia e convinzione.

San Giovanni Battista aiuti tutti noi a comprendere che cosa significhi, cosa comporti essere testimoni per annunciare Cristo, aprirgli le strade del mondo e dei cuori degli uomini, testimoniare con la vita la propria fedeltà al mandato ricevuto.

Amen.

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