Questi tre anni nel Gruppo Allievi dell’Associazione sono stati per me un’esperienza molto formativa dal punto di vista umano, e una grande opportunità per quanto riguarda l’approfondimento del rapporto con Dio e con altri giovani che professano la stessa fede.
Quando sono arrivato avevo come esempio mio fratello, già socio, il quale più che parlare bene dell’Associazione mi ha dato un esempio di vita cristiana che mi ha affascinato spingendomi a intraprendere questo percorso.
Posso dirmi soddisfatto di quanto vissuto e profondamente cambiato da quella prima domenica in cui un po’ titubante ero entrato in cappella.
Ricordo con emozione il primo team building: era la prima volta che svolgevo un’attività del genere e non ero sicuro di cosa si facesse, ma sono andato e ho scoperto che non ero l’unico un po’ incerto. Condividendo pensieri, paure, fatiche e preoccupazioni, però, abbiamo cominciato a costruire rapporti che col tempo si sono rafforzati.
Grazie all’Associazione ho avuto anche la possibilità di entrare nel coro e di prestare servizio all’altare nella Basilica di San Pietro.
Il primo servizio lì è stato stupefacente: la magnificenza e l’immensità della Basilica erano tali da mettermi in soggezione, e ancora oggi, quando ci penso, resto attonito di fronte a essa.
Porterò sempre con me la stretta di mano del Santo Padre Francesco durante la mia prima Messa con lui, il servizio alla prima Messa del pontefice Leone XIV nella Cappella Sistina, il passaggio dalla Porta Santa, le uscite, le lezioni con i formatori. Tuttavia credo che il giuramento di quest’anno non sia tanto la fine di un bel percorso, quanto una rampa di lancio volta alla completezza della «particolare testimonianza di vita cristiana, di apostolato e di fedeltà alla Sede Apostolica» che i soci sono tenuti a rendere.
Tommaso Corvini