Un altro anno associativo volge al termine. Questo periodo ha segnato il naturale passaggio dalle intense attività degli eventi giubilari al recupero dei ritmi ordinari della nostra vita comunitaria. Se le contingenze esterne mutano, tuttavia rimane immutabile la sostanza profonda del nostro impegno quotidiano, saldamente ancorata a due pilastri della nostra identità: l’amicizia fraterna e il servizio ecclesiale. È l’incarnazione fedele del motto che guida il pontificato di Leone XIV: «In Illo uno unum», nell’unico Cristo siamo uno. Sotto questa insegna di unità e di continuità spirituale si è disteso il cammino dei nostri giovani nel corso degli ultimi mesi.
Guidati dal desiderio di consolidare questi legami e di aprirsi maggiormente alle realtà locali, si è deciso di compiere un passo dal forte valore simbolico: la prima uscita del Gruppo Allievi presso una parrocchia dell’Urbe. Si è trattato di un’iniziativa inedita per la storia recente dell’Associazione, vissuta come un segno tangibile di comunione e gratitudine. La scelta è felicemente caduta sulla Parrocchia di Santa Bernadette Soubirous, guidata da Mons. Giulio Villa. Il parroco, infatti, rappresenta una figura cardine per alcuni dei nostri ragazzi, avendone accompagnato la crescita spirituale prima dell’ingresso in Associazione e continuando a seguirli nei propri percorsi di vita. Durante la visita, gli allievi hanno affiancato i ministranti della comunità parrocchiale nel servizio all’altare. L’appuntamento è stato fortemente voluto sia per la filiale devozione di Santa Bernadette alla Vergine Maria, cui l’Associazione si stringe con particolare intensità nel mese di maggio, sia per la coincidenza liturgica con la solennità di Pentecoste. In questa felice ricorrenza, i ragazzi hanno meditato sulle parole del Cristo risorto che chiama gli apostoli a farsi missionari nel mondo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (Gv 20, 21). A rendere ancora più densa la giornata è stata la testimonianza offerta da un seminarista nicaraguense, attualmente accolto in Italia a seguito dell’esilio comminatogli dal governo del proprio Paese, che ad oggi ha visto l’espulsione di oltre 260 sacerdoti. La sua voce ha offerto ai giovani un esempio lampante di fedeltà alla Chiesa e di amore al Vangelo.

Sul piano del servizio liturgico straordinario, il Gruppo Ministranti è stato coinvolto in diverse celebrazioni, offrendo il proprio contributo in contesti di respiro internazionale. I giovani dell’Associazione hanno prestato il loro servizio in occasione della Santa Messa per la pace ad Haiti, celebrata nella cornice della Cappella Sforza all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore. La liturgia, presieduta dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, ha rappresentato un momento di intensa preghiera corale. Come sottolineato dal Porporato durante l’omelia, un richiamo solenne che ha invitato i fedeli a sperare e a operare per una presenza libera da ogni forma di violenza nella martoriata nazione caraibica. Sempre sotto la presidenza del Cardinale Parolin, i ministranti hanno servito nella chiesa di San Salvatore in Lauro, durante la Santa Messa in occasione del XXIV anniversario della restaurazione dell’indipendenza di Timor-Leste, rinnovando idealmente il vincolo di vicinanza che unisce il centro della cattolicità alle Chiese più distanti.
Accanto a questi eventi straordinari, il gruppo ha rinnovato un appuntamento che è ormai parte integrante delle proprie tradizioni e che suggella quell’antico legame di collaborazione che l’Associazione, e prima di lei la Guardia Palatina d’Onore fin dal 1850, custodisce con la Guardia Svizzera Pontificia. Si tratta del servizio liturgico per la Santa Messa in Basilica Vaticana in vista del giuramento delle nuove reclute. Nella solenne ricorrenza in cui si fa memoria del Sacco di Roma del 1527, giorno in cui 147 guardie svizzere sacrificarono la vita per difendere Papa Clemente VII, i nostri giovani hanno rinnovato con il loro servizio l’omaggio a quella dedizione silenziosa alla Cattedra di San Pietro.

Una simile testimonianza di fedeltà, ereditata dai corpi storici che ci hanno preceduto, ci ricorda che la prontezza nel servizio e la compattezza nei momenti solenni non sono mai frutti improvvisati, ma il risultato di una fraternità reale, coltivata e sperimentata giorno per giorno. La solidità di un “Corpo”, infatti, trae linfa vitale proprio dalla qualità di quei legami umani che si stringono fuori dal protocollo e che costituiscono l’ossatura profonda di ogni cammino comunitario. È per coltivare questa stessa intesa, e per continuare ad approfondire lo stile del camminare insieme, che l’anno sociale è stato arricchito da due giornate escursionistiche, concepite come uno spazio necessario per cementare l’amicizia tra gli Allievi e tutti i giovani dell’Associazione. La prima di queste tappe si è svolta tra i sentieri del Bosco di Manziana, concludendosi poi in un clima di gioiosa convivialità con un pranzo fraterno presso il Castello di Bracciano. La seconda escursione, concepita come ideale conclusione dell’anno sociale dei ragazzi, ha visto il gruppo percorrere lo storico itinerario delle Ferriere Pontificie, nel suggestivo territorio compreso tra Castel Giuliano e Cerveteri.
È proprio l’immagine suggestiva di quei campi di grano dorati a fare da icona ideale per il compimento di questo anno. Questa immagine ci ha proiettato verso i due appuntamenti culminanti della nostra vita associativa: la Festa dell’Associazione del 21 giugno, giorno in cui i nuovi Soci hanno prestato il loro solenne giuramento, e la successiva solennità dei Santi Pietro e Paolo il 29 giugno. Sia per i giurandi che si sono legati ufficialmente al nostro Sodalizio, che per i Soci, chiamati a rinnovare il proprio impegno, l’obiettivo resta quello di edificare un’amicizia autentica che sappia tradursi in opere concrete e in un servizio gratuitamente donato, ieri come oggi, per il bene della Chiesa.
Gabriele Gusso