Roma si è fatta cuore pulsante del carisma di Santa Teresa di Calcutta in due giorni di intensa preghiera e commozione. Venerdì 22 e sabato 23 maggio, la famiglia delle Missionarie della Carità ha vissuto uno dei momenti più alti della propria vita comunitaria: la Professione dei voti di quindici consorelle, che hanno scelto di donare interamente la propria vita a Dio nel servizio ai “più poveri tra i poveri“, resa davanti sr. Cecilia del consiglio generale appositamente giunta da Calcutta. Il triduo di celebrazioni si è aperto venerdì 22 maggio, alle ore 15:30, nella cornice della Parrocchia di Santa Giulia Billiart, in zona Porta Furba. In un’atmosfera di raccolta gioia, tre giovani suore, sr. Maria Cleophas, sr. Veronica e sr. Mayen, hanno emesso la loro Professione Temporanea. La liturgia, presieduta da Padre Benjamin S. Sawyer, ha sottolineato il valore del “piccolo passo” iniziale, un seme di vocazione che, curato con amore e disciplina, si prepara a diventare albero fecondo. Davanti alla comunità e alle consorelle, le tre nuove professe hanno ricevuto il crocifisso ed hanno indossato il sari bianco bordato di tre strisce blu, simboli di un’appartenenza che si fa missione quotidiana nelle periferie del mondo.
Il culmine delle celebrazioni si è raggiunto sabato 23 maggio presso la Parrocchia di San Luca Evangelista. Qui, dodici suore, sr. Aparecida, sr. Chrismita, sr. Clemence, sr. Eymarda, sr. Fitahiana, sr. Francisca, sr. Hiacynta, sr. Paula Grace, sr. Siwanus Mwan Theresia, sr. Theresia Miriam, sr. Claire e sr. Uwamariya, hanno pronunciato il loro “Sì” definitivo attraverso la Professione Perpetua declamando i voti di povertà, di castità, di obbedienza e, quello speciale, di servizio gratuito e totale ai più poveri fra i poveri. A presiedere il solenne rito è stato Sua Eminenza il Cardinale Marc Ouellet p.s.s, Prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi. Nella sua omelia, il Porporato ha richiamato l’attualità del messaggio di Madre Teresa, invitando le religiose a essere “fiamme di carità” in un mondo ferito dall’indifferenza. La prostrazione durante le litanie dei santi e la firma della formula dei voti sull’altare hanno segnato il momento di più alta partecipazione spirituale e di commozione per i presenti.

Al termine dei riti, la festa è proseguita presso la Casa di formazione delle Suore in via Casilina con un momento di convivialità insieme alle famiglie delle professe. Il momento più toccante della celebrazione si è consumato con l’assegnazione delle case nel mondo alle nuove Missionarie della Carità. Tra grida di gioia ed esultanza sincera, le neo professe hanno accolto la loro missione. In entrambi gli appuntamenti, la Sezione Caritativa ha confermato il suo storico legame di vicinanza alle figlie di Madre Teresa. I soci, per la prima volta espressamente richiesti dalle suore con l’abito associativo, hanno prestato il servizio di accoglienza e d’onore, garantendo il decoro e l’ordine delle celebrazioni. La presenza dell’Associazione non è stata solo logistica, ma una testimonianza di partecipazione fraterna a un evento che arricchisce tutta la Chiesa di Roma. Vedere queste giovani donne abbandonare tutto per seguire Cristo è un richiamo potente anche per i nostri soci: un invito a rinnovare quel senso di servizio umile e gioioso, cuore del nostro statuto e della nostra fede. Alle nuove professe, temporanee e perpetue, va l’augurio di tutta la nostra Associazione. In questo clima di rinnovamento, l’Associazione rivolge un caloroso benvenuto alla nuova madre regionale, Suor Maria Dolores, con l’augurio che il suo cammino sia illuminato dal sorriso di Madre Teresa e dalla carezza del Signore.
Sergio D’Alessandro