Nella solennità dell’Ascensione del Signore, la cappella della nostra sede ha vissuto un momento di intensa grazia e profonda emozione con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal novello sacerdote don Giovanni Nunziante Salazar, ordinato il 26 aprile scorso da Papa Leone XIV nella basilica di San Pietro. Don Giovanni, per diversi anni membro del nostro Sodalizio, è stato accolto prima della celebrazione dal nostro Assistente Spirituale Mons. Murphy, dal Vice Assistente Mons. Santus, dal Presidente Milli e dai numerosi Soci presenti, in un clima di grande affetto familiare e sincera commozione.
Nell’omelia, don Giovanni ha guidato tutti i presenti a riflettere sul significato profondo dell’Ascensione, spiegando come questo mistero non rappresenti un distacco di Cristo dall’umanità, ma l’inizio di un tempo nuovo: il tempo della Chiesa, chiamata a portare il Vangelo nel mondo con la forza dello Spirito Santo.
Con parole semplici ma intense, ha ricordato come gli Apostoli, dopo aver contemplato il Signore asceso al cielo, non siano rimasti “con il naso all’insù”, ma abbiano iniziato con coraggio la missione affidata loro da Cristo. Un invito che riguarda anche noi, chiamati a vivere la fede non soltanto nella contemplazione, ma nell’impegno quotidiano e nella testimonianza concreta.
Particolarmente toccante è stato il passaggio autobiografico dell’omelia, quando don Giovanni ha confidato di aver maturato proprio nella nostra cappella, davanti al Santissimo Sacramento, la chiamata al sacerdozio. Un ricordo che ha emozionato profondamente tutti i presenti e che rappresenta per la nostra Associazione motivo di autentica gratitudine al Signore. “È proprio qui – ha detto – che ho sentito nuovamente nel cuore l’invito del Signore a seguirlo nella via del sacerdozio”. Parole che testimoniano quanto la preghiera, la fraternità e la vicinanza al Santo Padre, caratteristiche proprie della nostra Associazione, possano diventare terreno fecondo per la nascita e la crescita di una vocazione.
Prima della benedizione finale, il Presidente Milli ha rivolto a don Giovanni un caloroso saluto di ringraziamento a nome di tutti. Con emozione ha ricordato anche gli altri Soci che, nel corso degli anni, hanno consacrato la loro vita al Signore nel sacerdozio e nella vita consacrata, sottolineando come l’Associazione Ss. Pietro e Paolo continui ad essere una vera famiglia spirituale, capace di accompagnare tanti giovani nel loro cammino umano e cristiano. Come segno concreto di affetto e riconoscenza, il Presidente ha donato a don Giovanni un antico crocifisso in argento, simbolo del ministero sacerdotale che oggi è chiamato a vivere con amore, fedeltà e spirito di servizio. Un gesto semplice ma carico di significato, accolto con grande emozione dal novello sacerdote.
Al termine della Celebrazione, c’è stato un momento di convivialità fraterna, durante il quale i Soci hanno condiviso la gioia di questo evento così significativo per tutta l’Associazione.
La vocazione sacerdotale resta sempre un mistero grande e affascinante, un dono che nasce dall’iniziativa di Dio e dalla libertà dell’uomo di rispondere con fiducia. Ma quando una vocazione nasce all’interno della propria famiglia associativa, la gioia diventa ancora più intensa, perché coinvolge il cammino e la testimonianza di tutti. Sapere che, davanti al Santissimo Sacramento custodito nella nostra cappella, un giovane abbia ascoltato la voce del Signore ci riempie di speranza e ci incoraggia a continuare il nostro impegno nella preghiera, nella formazione e nel servizio alla Chiesa. È il segno concreto che il Signore continua ancora oggi a seminare nel cuore dei giovani il desiderio di seguirlo più da vicino, e che il Vangelo continua a germogliare là dove si vive con autenticità la fede, la fraternità e l’amore per la Chiesa.
Marcello Sullo