La Festa delle Famiglie della nostra Associazione si è svolta il 12 aprile, festa della Divina Misericordia, a Subiaco, nel suggestivo contesto naturale della valle dell’Aniene. La gita organizzata dalla Sezione Culturale guidata da Marco Adobati ha visto la presenza del Presidente Stefano Milli, dell’Assistente Spirituale Mons. Murphy e del dirigente della Sezione Caritativa Sergio D’Alessandro, insieme a numerosi Soci, amici, familiari e giovani. Il nome “Subiaco” deriva probabilmente di “sub lacum” (ovvero “sotto il lago”), che rimanda ai laghi artificiali fatti realizzare dall’imperatore Nerone del quale rimangono ancora auguste vestigie nella strada in salita al santuario sulle quali sorsero i primi eremi fondati da Benedetto. Prima tappa stabilita, il Sacro Speco, lo straordinario monastero incastonato nella roccia e definito già nel 1461 dal papa Pio II “nido di rondine” per la sua posizione a strapiombo sulla valle.

Attraversando sale ed ambienti unici, spiegate e descritte da una coinvolgente guida locale, chiese sovrapposte, cappelle e grotte scavate nella pietra, abbiamo potuto ammirare il ricco ciclo di affreschi medievali che raccontano episodi biblici e momenti della vita di San Benedetto, vissuto per tre anni in solitudine e preghiera nella grotta successivamente denominata “Sacro Speco”. Un momento particolarmente toccante e intenso è stato la salita della Scala Santa, che conduce alla grotta. Di fronte, nella cappella del coro, si è tenuta la celebrazione della Santa Messa, vissuta in un clima di profonda spiritualità e condivisione. Al termine della messa, ci siamo incamminati al Monastero di Santa Scolastica nella cosiddetta “Valle Santa”, unico superstite dei primi tredici monasteri fondati da Benedetto intorno al 520 d.C. e inizialmente dedicato a San Silvestro. Si tratta del più antico monastero benedettino al mondo e luogo di grande rilevanza anche culturale.

La giornata si è conclusa con un pranzo conviviale presso la foresteria del monastero, momento di amicizia e condivisione. Una vera “gita fuori porta” che si è rivelata pienamente riuscita: un’esperienza capace di unire fede, cultura e relazioni umane, rafforzando il senso di comunità e lasciando in tutti i partecipanti un ricordo vivo e autentico.
Antonello Cavallotto