Incontro 1/2026 Pellegrinaggio ad Assisi per l’Ostensione – Un’esperienza di fede e fraternità

Martedì 10 marzo abbiamo vissuto una giornata intensa e ricca di significato con il pellegrinaggio ad Assisi organizzato dal Dirigente della Sezione Caritativa, Sergio D’Alessandro. Una trentina e più di partecipanti si è ritrovata a Roma, in Piazza Pio XI, per partire insieme in pullman verso la città di San Francesco. Con noi anche padre Martin Jarábek, sacerdote slovacco di Vatican News, che ha accompagnato spiritualmente il gruppo e ha celebrato la Santa Messa.

Il viaggio è iniziato però con un piccolo imprevisto: poco dopo la partenza il pullman ha forato una gomma e siamo stati costretti a fermarci per oltre un’ora per la riparazione. Questo contrattempo ci ha impedito di partecipare alla Messa prevista nella Basilica di Assisi, ma – come spesso accade nei pellegrinaggi – ciò che sembrava una difficoltà si è poi trasformato in un’occasione provvidenziale che abbiamo recuperato nel pomeriggio.

La prima tappa del nostro pellegrinaggio ad Assisi è stata la chiesa di Santa Maria Maggiore (Santuario della Spogliazione di San Francesco) dove sono custodite le spoglie di San Carlo Acutis. La sua teca, posta sulla destra dell’ingresso, è meta di un continuo pellegrinaggio di fedeli. Nonostante la folla e la lunga fila, siamo riusciti a sostare brevemente in preghiera davanti a questo giovane straordinario, testimone moderno di una profonda fede e di un grande amore per Dio.

Successivamente il gruppo si è disperso tra le suggestive stradine medievali della città. Alcuni hanno visitato luoghi legati alla vita di San Francesco, come la casa dei suoi genitori e gli ambienti dove, secondo la tradizione, il giovane Francesco fu rinchiuso dal padre perché ritenuto fuori di senno a causa della sua radicale scelta di vita evangelica. È ancora visibile anche la porta dell’antica casa della famiglia. Altri hanno incontrato e salutato il Vescovo emerito di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, e il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.

Scendendo poi verso la Basilica di San Francesco siamo entrati nella grande area di attesa per l’ostensione. Grazie all’orario – intorno alle 13.30 – la fila non è stata lunga, a differenza di altri momenti quando l’attesa arrivava fino alle mura della città. Un frate francescano, fra Zvonimir Pervan, ci ha introdotto spiritualmente all’incontro con le reliquie del Santo, invitandoci a meditare lungo il percorso sui dipinti che raccontano gli episodi principali della sua vita.

Davanti alla teca che custodisce i resti mortali di San Francesco, ordinati dal cranio ai piedi, il momento è stato davvero toccante. In quelle ossa fragili è racchiusa la memoria di un “gigante della fede”, un uomo alto poco più di un metro e mezzo che ha cambiato la storia della Chiesa con la sua radicalità evangelica e il suo amore per Cristo.

Non avendo potuto celebrare la Messa ad Assisi, ci siamo poi spostati a pochi chilometri di distanza, al Santuario di Rivotorto, luogo molto caro alla tradizione francescana. Qui, accanto alle due semplici capanne dove Francesco e i primi compagni vivevano e pregavano, padre Martin insieme a fra Emanuele ha celebrato la Santa Messa per il nostro gruppo.

Dopo una breve visita a questi luoghi suggestivi, siamo ripartiti per Roma. Durante il viaggio di ritorno qualcuno ha intonato un canto e l’atmosfera sul pullman era quella di una piccola comunità: amicizia, gioia e gratitudine per la giornata vissuta insieme.

È stata davvero una bellissima esperienza di fede che invitiamo tutti a vivere. Inoltre, ad Assisi è ancora possibile proseguire spiritualmente il cammino del Giubileo, ottenendo le indulgenze durante tutto l’anno. È stato davvero un pellegrinaggio che porteremo nel cuore e nelle nostre famiglie il messaggio di pace per l’intera umanità.

Antonello Cavallotto

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