Tra le tante cerimonie che si svolgono quotidianamente nella Basilica di San Pietro e che coinvolgono di conseguenza anche i soci dell’Associazione S.S. Pietro e Paolo ve ne è una in particolare che si svolge ogni anno nel periodo di Quaresima: la Statio Quaresimale.
La Statio, dal latino militare indicante una veglia con la quale ci si prepara a vivere un avvenimento importante, è una tipica pratica spirituale della liturgia romana, che affonda le proprie radici nei primi secoli del cristianesimo, ed è profondamente legata alla visita dei luoghi dove riposano le spoglie dei santi martiri della Chiesa di Roma per prepararsi, con il digiuno e la preghiera, alla Pasqua, assistendo alle celebrazioni presiedute dal Vescovo.
Le chiese dove i fedeli si riunivano per concedersi un momento di pausa distaccandosi dalle distrazioni del mondo, erano definite “chiese stazionali”.
Secondo la tradizione, la pratica delle Stationes iniziava ritrovandosi in un luogo, solitamente una chiesa, per poi recarsi in precessione verso la “chiesa stazionale” stabilita per quel giorno. Si recitava la “colletta”, una preghiera di riunione, e durante la processione venivano cantate le litanie dei santi. Quando si arrivava alla chiesa prefissata si partecipava ad una veglia di preghiera che, in seguito, è stata sostituita dalla celebrazione eucaristica. La Messa era celebrata dal Vescovo di Roma o da un suo delegato e per quel giorno venivano esposte le reliquie conservate nella chiesa stazionale “di turno”.
Questa pratica spirituale, dopo una sospensione durata alcuni secoli, è stata ripresa negli anni Sessanta del secolo scorso ed ancora oggi, per ogni giorno di Quaresima, vi è una “chiesa stazionale” prefissata. Attualmente il Papa partecipa solamente alla prima Statio, che si svolge a Santa Sabina, il mercoledì delle Ceneri.
La liturgia attuale ha conservato la struttura di quella medievale: in ogni Statio vi è il raduno dei fedeli presso la “chiesa stazionale” del giorno, la monizione “colletta”, la processione al canto delle litanie dei santi, l’esposizione della reliquia di un santo e la celebrazione della S. Messa.
Nella Basilica di San Pietro, in particolare, ci sono due Stationes: il sabato della I settimana di Quaresima e la V domenica di Quaresima. A queste due se ne aggiunge una terza il lunedì di Pasqua (o dell’Angelo).
In ciascuna delle Stationes viene esposta ai fedeli una reliquia diversa conservata nella Basilica petriana legata però non a martire titolare della chiesa – in questo caso San Pietro –, ma alla passione di Cristo: la lancia di Longino, il velo della Veronica e un pezzo della croce di Cristo.
La reliquia del “velo della Veronica” è, secondo la tradizione, una parte del panno con cui Veronica asciugò il volto del Signore sulla via del Calvario e che, dopo un lungo viaggiare, è giunta in Vaticano nel VI secolo; mentre la “lancia di Longino” consiste nella parte metallica dell’arma con la quale il centurione romano trafisse il costato di Cristo e che fu poi un donato dal sultano Bayazid II al Papa Innocenzo VIII nel 1492.
Queste tre reliquie, considerate tra le più preziose tra quelle conservate a San Pietro, con la ricostruzione della Basilica, furono inizialmente poste nelle cappelle ricavate nei piloni che sorreggono la cupola arricchiti dalle statue che le raffigurano, mentre ora sono custodite tutte nella cappella della Veronica.
La liturgia seguita attualmente in San Pietro prevede la recita della “colletta” presso l’altare della Trasfigurazione e la processione tra le navate della Basilica al canto delle litanie dei santi. Giunti all’Altare della Confessione, dalla Loggia della Veronica alcuni Canonici del Capitolo mostrano al popolo radunato la reliquia prevista per quel giorno e, al suono di una campana, procedono a benedirlo. Il rito si conclude con la celebrazione della S. Messa presieduta dal Cardinale Arciprete.
Questa pia pratica, ponte tra passato e presente, permette ancora oggi ai fedeli romani di effettuare, in vista della festività della Pasqua, un pellegrinaggio spirituale penitenziale, visitando i luoghi della città che custodiscono le testimonianze di coloro che hanno confessato con il sangue la propria fede in Cristo Gesù.
Claudio Gentile