C’è un filo rosso che attraversa le attività del Gruppo Allievi: è il desiderio di crescere insieme, nella fede e nel servizio, con uno sguardo capace di abbracciare tanto la carità concreta quanto la formazione spirituale e culturale. Un cammino che, negli ultimi mesi, ha visto i giovani protagonisti di esperienze intense e significative, in perfetta sintonia con la missione dell’Associazione.
L’anno si è aperto con un segno di carità tanto semplice quanto incisivo: la partecipazione al Giornata di Raccolta del Farmaco 2026. I giovani hanno offerto il proprio tempo per sostenere questa iniziativa, in ricordo di un farmacista amico dell’Associazione, testimone di una vita vissuta nel servizio e nel dono silenzioso. Affiancando l’opera dell’Elemosineria Apostolica, i ragazzi hanno sperimentato come anche un gesto apparentemente ordinario, la raccolta e distribuzione di medicinali, possa trasformarsi in un atto di prossimità autentica verso chi vive situazioni di fragilità. La memoria grata verso una persona cara si è così intrecciata con l’impegno concreto, vivendo la Carità come una verità condivisa e generativa.
Sempre sul versante del servizio caritativo, prosegue il volontariato presso la casa famiglia San Giuseppe della Montagna, dove i giovani incontrano settimanalmente bambini delle scuole elementari e medie. Qui i ragazzi dell’Associazione trasformano l’attenzione in relazione: sostenendo nello studio, nel gioco, nell’ascolto e nella presenza i giovanissimi della casa. In un contesto familiare delicato, la costanza dei volontari diventa un punto di riferimento stabile da “fratelli maggiori”; non si tratta soltanto di “fare qualcosa per”, ma di “stare con”, educandosi reciprocamente alla pazienza, alla responsabilità e alla gratuità.
Accanto all’impegno caritativo, la formazione umana costituisce l’altra direttrice fondamentale del percorso associativo; in tale prospettiva si è collocata la giornata di team building promossa dai seminaristi francesi Guillaume Desachy e Timothée Croux presso il Collegio Urbano, nel complesso della Pontificia Università Urbaniana. Dopo la celebrazione della Santa Messa in Basilica, i partecipanti hanno preso parte ad attività strutturate di team working, organizzate attorno alla risoluzione di messaggi in codice che richiedevano coordinamento, capacità di analisi e gestione condivisa dei tempi e dei ruoli. In un secondo momento, il lavoro si è concentrato sull’elaborazione e la concretizzazione di attività capaci di coniugare la dimensione operativa del team building con la riflessione catechetica sui diversi aspetti della vita cristiana, attraverso un confronto che ha richiesto ascolto reciproco, sintesi e disponibilità a rivedere le proprie posizioni. L’esperienza ha così offerto un contesto concreto in cui sperimentare la costruzione della coesione del gruppo non come presupposto formale, ma come risultato di un impegno consapevole nella collaborazione e nella responsabilità condivisa.
La formazione ha assunto anche un profilo culturale di alto livello con la visita alla Biblioteca del Senato della Repubblica, in occasione dell’esposizione della Bibbia di Borso d’Este. L’incontro con questo capolavoro del Rinascimento, realizzata tra il 1455 e il 1461 dal calligrafo Pietro Paolo Marone e dai miniatori Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, ha permesso agli Allievi di toccare con mano come la Parola di Dio abbia plasmato nei secoli arte, storia e istituzioni. Nella medesima giornata l’ospitalità del Seminario Francese ha offerto agli Allievi la possibilità di condividere la celebrazione della Santa Messa in un contesto di formazione sacerdotale internazionale, entrando in contatto diretto con la vita quotidiana dei seminaristi francesi che seguono da anni le attività pastorali del Gruppo Allievi. A seguire, l’accoglienza presso il Convento di Santa Maria sopra Minerva ha consentito di approfondire la conoscenza di un luogo che, oltre a custodire un patrimonio artistico e teologico di straordinario rilievo, ha avuto un ruolo di primo piano anche nella storia della Chiesa. Nel 1628, infatti, con un provvedimento pontificio datato 14 settembre, il complesso minervitano fu scelto come sede della Congregazione del Sant’Uffizio, divenendo così uno degli spazi in cui trovò stabile collocazione il Tribunale dell’Inquisizione, istituito nel 1542 da Papa Paolo III.
Un’altra tappa di particolare rilievo nel cammino formativo degli Allievi è stata la visita alla Cappella Sistina, vissuta non come semplice esperienza estetica, ma come autentico laboratorio di catechesi. L’incontro con gli affreschi non si è limitato alla contemplazione della loro bellezza universalmente riconosciuta: le immagini sono state “lette” alla luce della dottrina, trasformandosi in un percorso guidato tra Scrittura, teologia e vita cristiana. La riflessione ha preso avvio dalla figura del profeta Giona, rappresentato mentre oppone un deciso rifiuto alla misericordia di Dio verso i pagani di Ninive: un atteggiamento umano, segnato dalla fatica nel comprendere l’Amore divino che supera confini e attese. Da questa scena, lo sguardo si è immediatamente diretto al ciclo della Creazione, dove l’azione potente e gratuita di Dio manifesta un Amore originario che sovrasta ogni chiusura e ridisegna l’orizzonte della storia. Il percorso si è poi idealmente compiuto al di sotto della figura di Giona, nel Giudizio Universale, richiamando ciascuno alla responsabilità personale e ricordandoci come la fede non sia mai disgiunta dalle opere e dall’impegno quotidiano nel rapporto con Dio.
Particolarmente intensa è stata la Via Crucis nei Giardini Vaticani, vissuta come momento di preparazione alla Pasqua del Signore. Le stazioni si sono svolte in alcuni luoghi di forte valore simbolico, davanti alla Grotta di Lourdes, presso la Vergine di Guadalupe e alla Madonna della Guardia, creando un itinerario di raccoglimento che ha unito preghiera, silenzio e contemplazione. In questo clima di meditazione, gli Allievi hanno accompagnato il cammino della Croce con le riflessioni di San Paolo della Croce, lasciandosi guidare dalla sua profonda spiritualità cristocentrica. Le sue parole hanno orientato lo sguardo verso il cuore del mistero cristiano: in Cristo si trova la pienezza della rivelazione e la risposta alle domande dell’uomo. Una prospettiva che richiama anche l’insegnamento di San Paolo, quando afferma che “in Cristo dimora corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9). In questo modo il cammino tra i viali dei Giardini è diventato non solo memoria della Passione, ma anche occasione per interiorizzare, nella quiete della natura, il significato del sacrificio e della speranza cristiana.
Accanto alle attività formative e di servizio non sono mancati momenti di condivisione più distesi, come l’uscita ai laghi di Bracciano e di Martignano. Immersi in un contesto naturale di grande bellezza, tra le acque limpide del grande bacino vulcanico di Bracciano e l’ambiente più raccolto del vicino Martignano, gli Allievi hanno potuto vivere una giornata a contatto diretto con il paesaggio del Lazio settentrionale. Camminare lungo le rive, sostare in silenzio davanti alla vastità del lago e condividere momenti di semplice dialogo ha offerto l’occasione per rallentare i ritmi abituali e riscoprire il valore educativo della natura. In questo scenario, lontano dalla frenesia della città, la dimensione formativa passa anche attraverso la fraternità quotidiana: conversazioni spontanee, risate, tempo trascorso insieme senza formalità. È proprio in queste circostanze che si rafforzano i legami tra i ragazzi, nascono amicizie sincere e si consolida quel senso di appartenenza che trasforma il gruppo in una vera comunità.
Infine, il servizio liturgico curato dal Gruppo Ministranti nella giornata di sabato 14 marzo, in occasione della Santa Messa che ha preceduto l’inaugurazione dell’anno giudiziario dello Stato della Città del Vaticano, presieduta dal Cardinale Pietro Parolin nella Cappella Paolina, ha rappresentato per i giovani un momento di particolare responsabilità e partecipazione alla vita istituzionale della Chiesa. Durante l’omelia, il Segretario di Stato ha richiamato il valore autentico della giustizia, sottolineando come anche i sistemi giuridici contemporanei siano chiamati a rafforzare la dimensione rieducativa della pena, orientata al recupero umano e sociale della persona e al suo reinserimento nella comunità. Per i ministranti è stata un’occasione concreta per vivere con attenzione il servizio all’altare, contribuendo nel loro piccolo alla celebrazione e sperimentando da vicino un momento significativo per la Santa Sede.
Carità, cultura, liturgia, fraternità: il percorso del Gruppo Allievi si snoda così, intrecciando esperienze diverse ma profondamente coerenti. In ciascuna di esse si riflette l’identità dell’Associazione: formare giovani capaci di unire competenza e fede, entusiasmo e disciplina, radicamento ecclesiale e apertura al mondo. Un cammino esigente, ma ricco di frutti, che continua a rinnovarsi nella fedeltà quotidiana e nella gioia del servizio
Gabriele Gusso
Andrea Taloni