La mia esperienza con la Rappresentativa calcistica del Vaticano è accompagnata da una serie di retroscene che, ancora oggi, a più di un anno di distanza, ricordo perfettamente. Tutto iniziò quando il mister Giampaolo Lissandro interruppe una catechesi all’interno della cappella della nostra sede. Il motivo della sua visita era semplice: trovare alcuni ragazzi tra i nostri allievi disposti a giocare per la squadra dell’Associazione. Fin da subito l’idea mi entusiasmò, senza però immaginare quanto questa esperienza sarebbe diventata importante. Dopo le prime partite, disputate positivamente, mi venne proposta la possibilità di entrare ufficialmente nella Rappresentativa vaticana. La prima convocazione arrivò verso la fine di novembre dell’anno scorso, in occasione di una trasferta a Napoli per partecipare a un torneo composto da quattro squadre, tra cui una proveniente addirittura da Valencia. Fu una giornata splendida, tra partite disputate nel centro sportivo del Napoli, ottimo cibo e momenti piacevoli in giro per la città.
Nonostante ciò, la trasferta che difficilmente dimenticherò quella svolta dal 16 al 19 aprile scorso a Monaco di Baviera. La partita si disputò contro la nazionale della carità tedesca, composta da ex giocatori del campionato tedesco. Inutile dire come questo per uno come me, da sempre grande appassionato di calcio, il poter affrontare giocatori che fino a quel momento avevo visto soltanto in televisione rappresentava un’emozione indescrivibile. Per assurdo però, le immagini più forti arrivarono al fischio finale: i tifosi invasero il campo per chiedere autografi e fotografie e, con mia grande sorpresa, iniziarono a rivolgersi anche a noi ragazzi della Rappresentativa, chiedendoci maglie firmate e selfie, facendoci sentire dei veri calciatori professionisti. Rientrando negli spogliatoi inoltre, incontrai il vescovo di Augusta Bertram Johannes Meier, che avendo assistito alla partita dagli spalti mi fermò dicendomi di avermi rinominato con il soprannome di giovane Musiala a causa della nostra somiglianza fisica, ovvero il giocatore più talentuoso del Bayern e della nazionale tedesca. Eppure, questo per quanto bello, non fu nemmeno il momento più incredibile del viaggio. Il giorno seguente infatti andammo a visitare lo stadio del Bayern Monaco, una delle squadre più forti e titolate al mondo.
Quando ormai pensavamo di aver vissuto tutto il possibile, i dirigenti della Rappresentativa ci prepararono una sorpresa indimenticabile: con la scusa di riportarci in hotel, ci portarono invece al centro sportivo del Bayern durante una sessione di allenamento privata. Ottenemmo così la possibilità di incontrare da vicino giocatori e allenatori, scambiando anche qualche battuta divertente che, in seguito, divenne virale sui social. La ciliegina sulla torta arrivò, tornati a Roma, quando scoprimmo che pagine molto conosciute in Italia, come La Gazzetta dello Sport, avevano pubblicato articoli e fotografie sul nostro incontro, accompagnati da migliaia di commenti. In conclusione, nonostante la partita si fosse conclusa con una sconfitta piuttosto pesante, tutti noi tornammo a casa felici di aver vissuto un’esperienza unica. Ancora oggi, mentre aspetto la convocazione per la prossima trasferta scorrendo le fotografie, ripenso con grande nostalgia a quei momenti indimenticabili, sperando di poterne vivere presto degli altri.
Dominique NDJIMBIDY