Incontro 1/2026 Discorso del Presidente dell’Associazione Ss. Pietro e Paolo Stefano Milli Santa Pasqua 2026

Cari Soci, è con sincero spirito fraterno che vi rivolgo il mio saluto in occasione della Santa Pasqua. Una festa carica di un potente valore spirituale e che rappresenta per noi cristiani un tempo di rinascita e di speranza. Ma è anche un momento che invita ciascuno di noi a riflettere per ritrovare il senso più autentico del nostro agire quotidiano. Per il nostro Sodalizio, la Pasqua assume un significato profondo; è un richiamo concreto alla missione che abbiamo scelto di portare avanti insieme: quella del servizio. Servire non è semplicemente “fare qualcosa per gli altri”, ma è un atto che coinvolge la persona nella sua interezza. È ascolto, presenza e dedizione; è la capacità di riconoscere nell’altro una dignità da accogliere. In questi anni, ciascuno di voi ha contribuito, con il proprio impegno e la propria sensibilità, a rendere viva e concreta questa missione. Attraverso gesti concreti, avete costruito legami e offerto sostegno. È proprio in questo tessuto quotidiano di solidarietà che si manifesta il valore più autentico della nostra Associazione. Accanto a questo cammino, non possiamo non ricordare quanto sia stata intensa, impegnativa e profondamente formativa l’esperienza del Giubileo. È stato un tempo che ci ha messo alla prova, chiedendoci molto, sia sul piano organizzativo che umano. Siamo stati chiamati a garantire una presenza costante, attenta e qualificata, capaci di accogliere migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, spesso stanchi, disorientati, ma animati da una profonda ricerca spirituale. Quella esperienza ci ha ricordato con forza quanto il nostro servizio sia carico di responsabilità. Non si tratta soltanto di “fare bene” ciò che siamo chiamati a fare, ma di essere un volto credibile al servizio della Chiesa: ordinati, disponibili, pronti, ma soprattutto umani. La prontezza, la disciplina e la capacità di esserci sempre – anche nei momenti più faticosi – sono diventate espressioni concrete di carità e di fedeltà alla nostra missione. Proprio per questo, il Giubileo deve diventare un patrimonio da custodire e far crescere. Ci ha insegnato che il servizio richiede preparazione, consapevolezza e spirito di sacrificio. Ci ha mostrato quanto sia fondamentale investire nella formazione, perché solo volontari preparati possono offrire un’accoglienza autentica e all’altezza delle sfide che ci vengono affidate. E in questo percorso, un ruolo decisivo è affidato alle nuove generazioni. I giovani non sono semplicemente il futuro della nostra Associazione: sono il suo presente vivo, una risorsa concreta e indispensabile. Portano entusiasmo, energie nuove, capacità di leggere il tempo che viviamo con occhi diversi. A loro dobbiamo offrire fiducia, accompagnamento e strumenti adeguati per crescere. Investire sui giovani significa credere davvero nel futuro. Significa saper trasmettere valori, metodo, spirito di servizio, ma anche saper ascoltare, accogliere e valorizzare ciò che di nuovo possono portare. Una comunità che forma i suoi giovani è una comunità che si rinnova senza perdere la propria identità e che cresce senza smarrire le proprie radici. Eppure, non possiamo ignorare il tempo che stiamo attraversando. Viviamo in una società segnata da profonde contraddizioni e tragici conflitti: da un lato grandi possibilità, dall’altro crescenti solitudini; da un lato progresso, dall’altro disuguaglianze e chiusure. Sempre più spesso prevalgono diffidenza, individualismo, sopraffazione e paura del diverso. In questo contesto, il nostro impegno assume un valore ancora più significativo, quasi controcorrente. La Pasqua, allora, diventa per noi anche una chiamata a rinnovare il nostro “sì” al servizio, a riscoprire le motivazioni profonde del nostro operato e a rafforzare quello spirito di solidarietà e di accoglienza che ci contraddistingue. Essere solidali oggi significa avere il coraggio di non voltarsi dall’altra parte e scegliere di vedere, di ascoltare e di farsi prossimi. Essere accoglienti significa andare oltre le barriere – culturali, sociali, personali – che spesso ci dividono. Significa creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi riconosciuta, rispettata e valorizzata. In questo senso, il Sodalizio è una realtà viva, fatta di persone che credono nel valore del dono, della gratuità e della relazione. Proprio per questo siamo chiamati a essere testimoni credibili di un modo più umano, attento e giusto di stare insieme. La Pasqua ci invita a rinnovarci, a non fermarci a ciò che abbiamo sempre fatto, ma a interrogarci con sincerità su come essere più presenti, più efficaci, più capaci di rispondere ai bisogni che emergono. È nella disponibilità a metterci in discussione che troviamo la forza per crescere come persone e rendere il nostro servizio sempre più significativo. Per questo invito tutti noi, in questo tempo di Pasqua, a riscoprire le motivazioni profonde del nostro impegno e a rinnovarlo con consapevolezza e fiducia. Abbiamo bisogno del contributo di tutti, dell’energia e della passione che si esprimono anche nei gesti più semplici. La rinascita che celebriamo è sempre condivisa: si rinasce insieme e si costruisce insieme. Che questa Pasqua sia per tutti noi un nuovo inizio, capace di rafforzare il nostro spirito di servizio e la nostra capacità di accoglienza. Grazie per il vostro impegno e per ciò che fate ogni giorno. Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.

Stefano Milli

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