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Cenni storici - Dalla Torre

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La seconda edizione della Festa della Misericordia

Ancora una volta la Sezione Caritativa, concretizzando lo spirito di carità che la caratterizza, ha organizzato, nel periodo di Quaresima, una nuova edizione della festa della Misericordia, dedicandola alle ospiti della “Casa Dono di Maria”.

Pronta e numerosa è stata l’adesione dei Soci, così come bella e generosa è stata la partecipazione di coloro che, pur non intervenendo direttamente, non hanno fatto mancare la loro offerta per una buona riuscita dell’iniziativa.

Anche l’organizzazione è stata inappuntabile, grazie alle indicazioni ricevute da S. E. Mons. Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità; inoltre, grazie alla benevolenza di Mons. Paolo Nicolini, della Direzione dei Musei Vaticani, è stato possibile ottenere l’ingresso gratuito ai Musei per tutto il gruppo.

Così, nella tarda mattinata dello scorso giovedì 30 marzo scorso, riscaldati da un bel sole di primavera, le nostre ospiti, molti Soci e alcune Suore Missionarie della Carità, con le quali collaboriamo: Suor Paul Anne, Suor Naomi, Suor Maria Marcy, si sono incamminati per la visita ai Musei Vaticani.

Con la guida approfondita e appassionata del Dott. Vincenzo Pelosi dell’Ufficio Accoglienza dei Musei, le nostre ospiti hanno attraversato il Cortile della Pigna, ammirando il gruppo marmoreo del Laocoonte, il Museo Chiaramonti, la Galleria delle Carte Geografiche per arrivare, attraversando alcune Stanze di Raffaello, alla summa teologica e pittorica della Cappella Sistina.

Alla fine della lunga visita, il gruppo è stato ospitato presso il Ristorante “Ai Musei” per un momento conviviale, rallegrato da buona musica. Al termine, le ospiti e le suore hanno ringraziato per la bella iniziativa, augurandosi vivamente di poterla ancora ripetere; una iniziativa che avvalora il significato di queste occasioni e riafferma i sentimenti di carità sempre manifestati dall’Associazione.

Sergio D’Alessandro

Amare è un dovere di tutti. L’amore non può venire mai meno

A colloquio con Sergio D’Alessandro, Dirigente della Sezione Caritativa

Cos’è la Sezione Caritativa?

A questa domanda, mi piace rispondere con i versetti 4 e 5 della prima lettera di San Paolo ai Corinzi (1Co 13, 1 – 13): i01 Ecco, questa è la Sezione Caritativa: una parte dell’Associazione che si occupa dei fratelli bisognosi, di quelli che non hanno il necessario per vivere o che, per diverse vicissitudini della vita, hanno perso anche la dignità. Formalmente partiamo dagli articoli 5 e 8 dello Statuto, dove troviamo i cardini operativi che sono, poi, collegati con gli articoli 2 e 37 del Regolamento.

Cosa significa tutto questo, vuoi, per favore, chiarire meglio?

La nostra Associazione si articola in tre Sezioni: una per le attività culturali e varie, un’altra per quelle liturgiche e la terza, appunto, per le attività caritative. Ciascun Socio, con l’iscrizione al Sodalizio, diviene subito fruitore delle attività della Sezione Culturale e, inoltre, …. “è invitato ad aderire a una o ambedue le altre Sezioni (Caritativa e Liturgica)” (art. 2 del Regolamento). La Sezione per le attività caritative (o più semplicemente Sezione Caritativa) offre la propria collaborazione al servizio assistenziale del Papa e promuove altre attività caritative approvate dagli organi sociali (art. 8 dello Statuto). Semplicemente potremmo affermare che la Sezione Caritativa esplica le seguenti principali attività:

a) collabora con la casa “Dono di Maria”, delle Missionarie della Carità, e con la casa “Santo Spirito”, delle Suore Francescane dell’Addolorata;

b) effettua visite domiciliari ai Soci anziani e ammalati;

c) sostiene, nei limiti delle sue possibilità, i bisognosi.

Tramite il Gruppo dei Medici dell’Associazione, poi, la Sezione Caritativa presta cure sanitarie alle famiglie assistite dal Dispensario Pediatrico Santa Marta, che sostiene circa 350 famiglie. Inoltre, i Soci appartenenti alla Sezione Caritativa svolgono i loro servizi partecipando agli incontri settimanali della Conferenza di San Vincenzo de Paoli denominata “Conferenza San Pietro Apostolo in Vaticano” e stabilita all’interno dell’Associazione.i02 Una nota di interesse può essere posta proprio su questa Conferenza: nel 1938, vista la situazione d’indigenza della popolazione romana, il Pontefice allora regnante (il Venerabile Servo di Dio Pio XII) adottò qualche misura assistenziale, tra cui l’apertura dell’Annona che vendeva a prezzi modici generi di prima necessità e che la carità del Papa inviava al negozio ad un prezzo, è superfluo precisarlo, puramente simbolico. Fu in quell’anno che la Guardia Palatina d’Onore, nostra progenitrice, fondò – anche sulla spinta dell’iniziativa papale – una conferenza vincenziana, chiamata appunto “Conferenza San Pietro Apostolo in Vaticano”. i04Nel 1970, poi, il Beato Paolo VI, nello sciogliere i corpi armati pontifici, compresa, come è ben noto, anche la “Palatina”, concesse ai suoi membri, che si occupavano delle attività assistenziali e caritative di continuare a frequentare i locali della disciolta Guardia per le loro riunioni; riunioni che, se all’inizio, rappresentarono la continuità con la precedente realtà in divisa, possono essere considerate le basi della nascente Associazione Santi Pietro e Paolo e la Conferenza di San Vincenzo de Paoli la struttura portante della Sezione Caritativa del nuovo Sodalizio; una realtà viva e vitale che, senza soluzione di continuità, continua ancora ai nostri giorni. Particolarmente impegnativo è il servizio svolto dai Soci dalla Sezione Caritativa presso la Casa Dono di Maria gestita dalle suore Missionarie della Carità sin dall’apertura, avvenuta nel 1987 per volere del Papa San GiovanniPaolo II. A partire da quella data, i nostri Soci sono stati sempre presenti. In quei locali dove, sotto la direzione di sei suore e l’aiuto di numerosi collaboratori, sono ricoverate circa venticinque donne disabili. Tutte le sere, inoltre, viene servita una cena completa ad un centinaio di uomini, senza distinzione di nazionalità e religione. Altra attività significativa della Sezione Caritativa è costituita dall’assistenza di alcune famiglie bisognose d’aiuto; una attività compiuta sempre nella più assoluta riservatezza. Inoltre, viene svolta anche una collaborazione con le suore Francescane dell’Addolorata, operanti sulla scalinata dietro al lato sinistro del Colonnato di San Pietro, che servono un pasto la sera del martedì e del giovedì. I nostri Soci, infine, si occupano anche delle visite ai Soci ammalati per una parola di conforto e, a volte, se necessario, pure di un aiuto.

Si tratta di un volontariato oneroso, che richiede un grande dispendio di energie…

Sicuramente! Nei limiti delle nostre possibilità, non abbiamo mai fatto mancare il nostro apporto. Abbiamo dei turni con coppie di Soci che prestano il servizio con molta abnegazione e continuità. Quest’opera è spesso richiesta anche nella Casa di San Gregorio al Celio gestita dalle suore Missionarie della Carità, dove non facciamo mancare la nostra collaborazione. Una nota positiva, mi preme rilevare, è rappresentata dai ragazzi del nostro Gruppo Allievi che svolgono la loro attività assistenziale spesso a fianco dei Soci loro genitori; una esperienza formativa non solo per l’ammissione al Sodalizio, ma per tutta la loro vita: è il ritorno dell’amore, se lo senti non lo abbandoni più.

Un volontariato organizzato quindi?

Indubbiamente ci dobbiamo organizzare per fare sempre meglio ed essere sempre in azione. Diamo, insomma, per avere. Il nostro aiuto ci fa stare bene e ci rafforza, da quella giusta dipendenza che mette in ansia per l’attesa. Aspettiamo il turno e ci prepariamo nell’animo e nel fisico.

Vi preparate!

È la nostra continua terapia. Se ci manca, non stiamo bene, dobbiamo farlo con convinzione. La preparazione avviene nella nostra bella Cappella. Ogni giovedì sera abbiamo l’adunanza alle ore 18:30. i03Iniziamo con l’adorazione del Santissimo Sacramento, in piena libertà e nel silenzio, in compagnia di Gesù Sacramentato, poniamo nelle sue mani le nostre difficoltà ringraziandolo per l’aiuto e conforto per i fratelli bisognosi e per noi stessi. Segue la recita del Rosario, un altro momento necessario per ringraziare la Vergine Maria per il suo patrocinio delle nostre attività (La “nostra” Virgo Fidelis). Nel salone delle conferenze, poi, l’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy tiene una catechesi su argomenti di particolare interesse attinenti la carità. Segue, infine, l’Assemblea con le novità, i resoconti, le proposte, le segnalazioni da sottoporre ai presenti. L’incontro si conclude con la raccolta delle offerte e la preghiera finale.

Il Futuro?

Il nostro futuro è il presente. Le nostre attività annuali di beneficienza, ad esempio, hanno sempre dato ottimi risultati. Dobbiamo continuare, arricchendoci con nuove idee; cercando di coinvolgere un numero sempre più numeroso di Soci. Amare è un dovere di tutti. L’amore non può venire mai meno. Siamo, quindi, molto fiduciosi e, come ho detto, “dobbiamo” continuare, anche se, forse, sarebbe più corretto dire “vogliamo” continuare. Vorrei, infine, terminare con alcune parole di San Giovanni Paolo II: “Cercando di operare sempre con «generosità e signorilità», «desiderosa di rendere una particolare testimonianza di vita cristiana, di apostolato e di fedeltà alla Sede Apostolica», nel silenzio e nella nascosta operosità, conscia che al grande privilegio che ha di «vedere Pietro», debba necessariamente corrispondere un forte spirito di umiltà”.
La Festa della Misericordia

“invita una signora ospite del Dono di Maria, delle suore Missionarie della Carità di Santa Teresa di Calcutta”

Con lo slogan “invita una signora ospite del Dono di Maria, delle suore Missionarie della Carità di Santa Teresa di Calcutta”, lo scorso 15 dicembre si è svolta la Festa della Misericordia. Un invito rivolto a persone bisognose assistite dalle suore Missionarie della Carità all’interno del Vaticano, con cui abbiamo condiviso questo importante momento.
La Sezione Caritativa, riprendendo una vecchia tradizione della Guardia Palatina d’Onore, ha voluto promuovere quest’evento, il cui risultato è andato ben oltre le più positive attese.
Quando si parla di amore, di carità, ecco che i nostri Soci sono pronti, hanno dato una risposta ad alto livello che non ci si aspettava.
Ebbene si! La carità è l’atto sommo dell’amore ed è ricompensato sempre con altrettanto amore. Si dà e si riceve triplicato.
La Festa della Misericordia ha visto impegnata tutta la Sezione Caritativa, e non solo. L’intera Associazione è stata coinvolta, moltissimi Soci hanno dato il proprio contribuito per la riuscita di questo momento d’amore. Lo spunto per la realizzazione di questa festa è scaturito dalle parole pronunciate nell’omelia dal Santo Padre, Papa Francesco, il 20 novembre 2016, in occasione della chiusura del Giubileo della Misericordia:
Anzitutto, il popolo: il Vangelo dice che «stava a vedere» (Lc 23,35): nessuno dice una parola, nessuno si avvicina. Il popolo sta lontano, a guardare che cosa succede. È lo stesso popolo che per le proprie necessità si accalcava attorno a Gesù, ed ora tiene le distanze. Di fronte alle circostanze della vita o alle nostre attese non realizzate, anche noi possiamo avere la tentazione di prendere le distanze dalla regalità di Gesù, di non accettare fino in fondo lo scandalo del suo amore umile, che inquieta il nostro io, che scomoda. Si preferisce rimanere alla finestra, stare a parte, piuttosto che avvicinarsi e farsi prossimi. Ma il popolo santo, che ha Gesù come Re, è chiamato a seguire la sua via di amore concreto; a domandarsi, ciascuno ogni giorno: “che cosa mi chiede l’amore, dove mi spinge? Che risposta do a Gesù con la mia vita?”<img src="documenti/Sezione Caritativa/cappella.jpg" width="220" height="146" alt="p22" class="fltrt"/> Queste parole sono state lo stimolo da cui è nato il desiderio di realizzare questa bellissima iniziativa che ha avuto un evolversi di gran pregio, rispettando appieno il programma preparato per l’occasione.
Alle 18:00, partenza per un tour attraverso la capitale, con un confortevole pullman nel quale hanno preso posto i Soci presenti, le suore e, ovviamente, le “signore ospiti”. Nel giro turistico, sono stati visitati i monumenti più importanti della città e ammirate le luminarie e gli alberi predisposti in ogni via in occasione del periodo natalizio. La gioia di tutti era evidente e il luccichio dei loro occhi era la più eloquente risposta.
Più tardi, presso la Casa Bonus Pastor, un bell’albergo dotato (come testimonia la foto) di una splendida cappella, le ospiti, le suore e i Soci presenti hanno potuto pregare e, a seguire, tutti al ristorante per condividere la cena che è stata un momento di grande fraternità, durante il quale i nostri Soci insieme alle ospiti hanno creato un clima di spensieratezza e allegria.
La serata si è conclusa con un omaggio alle ospiti: un’artistica natività in miniatura; un dono che le ha rese felici e che hanno promesso di voler custodire a ricordo di questo lieto momento difficile da dimenticare.
Non sono mancati i saluti, abbracci, baci e inviti: “Veniteci a trovare!”
Un evento che ci ha fatto riflettere. Un momento cristallizzato molto bene nella mente delle nostre ospiti in quel po’ di gioia; in quel dare una mano, si rispecchia il carisma della nostra Sezione Caritativa. Una bella esperienza sulla quale dobbiamo ancora riflettere per trarne esempio e sprone a far sempre meglio.
Sergio D’Alessandro
Il dispensario di S.Marta

L’ASSOCIAZIONE SS.PIETRO E PAOLO E IL DISPENSARIO PEDIATRICO S. MARTA IN VATICANO

Tra le numerose attività, le Suore Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli gestiscono un dispensario pediatrico dall’8 maggio 1922, in Vaticano. La cattolica newyorkese Dula Dracek, comproprietaria di un'azienda produttrice di latte, chiese ed ottenne da Papa Benedetto XV la possibilità di creare nel territorio vaticano un dispensario pediatrico dove distribuire latte e farine ai bambini poveri e di garantire anche assistenza medica. I lavori di adattamento di un locale a S. Marta iniziarono con la benedizione del Santo Padre nel novembre 1921 e terminarono sotto il pontificato di Pio XI; tale attività non è mai cessata sino ad oggi anche se ha visto periodi di maggiore o minore crescita, superando anche i giorni difficili della guerra mondiale. Negli anni passati il Dispensario ha rischiato diverse volte di rimanere sprovvisto di locali, ma grazie all'intervento del Pontefice e delle autorità vaticane, sono stati assegnati sempre nuovi ambienti più idonei e proporzionati al crescere dell'attività assistenziale. Approssimativamente nel 1974, l'Associazione Ss. Pietro e Paolo aumentò il proprio impegno caritativo, collaborando con il Dispensario. Negli anni Ottanta, con il coordinamento di Suor Chiara, fu potenziata l'assistenza sanitaria, introducendo ambulatori di medicina generale anche per gli adulti. Pur disponendo di poco spazio, si adattarono due armadi alla custodia dei medicinali (prevalentemente campioni medici) che venivano donati in numero sempre maggiore, riducendo così notevolmente la spesa farmaceutica. Sì pensò di organizzare cure fisioterapiche: io stesso portai nel dispensario un apparecchio di marconiterapia, un fornetto a luce, un aerosol, una lampada a raggi ultravioletti e infrarossi; la mancanza di spazi adeguati e di una disponibilità giornaliera di personale specializzato limitò tuttavia le possibilità terapeutiche. Nel giugno 1995 il Dispensario poteva avere a sua disposizione nuovi locali ed è stato possibile incrementare la quantità e la qualità dell'assistenza: sono aumentati i volontari, gli specialisti pediatri dell’Ospedale Bambino Gesù ed i medici dell'Associazione Santi Pietro e Paolo (medici generici, ginecologo, psicologo, cardiologo, oculista, tre odontoiatri, igienista dentario e otoiatra). Il Dispensario, iniziato in sordina nel 1922, è oggi un vero centro di ospitalità, assistenza medica, morale e materiale, destinato a migliorare ancora grazie anche all'aiuto dei numerosi benefattori (italiani, americani, svizzeri, Farmacia Vaticana, ditte alimentari e di abbigliamento). Il Santo Padre Benedetto XVI ha donato un riunito odontoiatrico completo di apparecchio radiografico che ha sostituito una modesta sedia di legno ed una lampada delle quali si serviva il nostro socio dr. Stefano Ficola. Con la nuova disposizione del Governo Italiano sulla informazione farmacologica, sono venuti a mancare i numerosi campioni medici che venivano donati al Dispensario e che portavano un risparmio notevole sulla spesa farmaceutica; ciò ha danneggiato la terapia degli adulti e la loro assistenza si è ridotta, mentre si è andato sviluppando il settore pediatrico e della maternità. A tale attività Benedetto XVI ha voluto dare una fisionomia giuridica elevando il Dispensario pediatrico a “Fondazione” con atto istitutivo del 03/07/2008. Gli assistiti sono bambini provenienti da ogni parte del mondo: molti emigrano dalla fame, dalle guerre, da profondi sconvolgimenti sociali ed ognuno ha una propria storia di povertà. I bravi volontari, che numerosi frequentano il Dispensario, provvedono alla distribuzione di latte, pannolini, alimenti, giochi, scarpe e vestiti ricevuti in dono; aiutano gli adulti a migliorare la conoscenza della lingua italiana, a trovare un lavoro e, se necessario, un alloggio provvisorio. Le suore seguono le famiglie in un cammino di fede e conversione: diversi bambini vengono battezzati e alcuni genitori si uniscono nel Sacramento del Matrimonio. Volontari giovani e pieni di entusiasmo si affiancano alle suore per organizzare una festa annuale preparando un pranzo e attività di intrattenimento. Alcune famiglie, nel periodo estivo, hanno potuto trascorrere un periodo di vacanze in una casa al mare. Il Dispensario, secondo lo spirito ecumenico, è espressione della Misericordia della Chiesa: religiosi e laici uniti si rendono testimoni dell’Amore cristiano e dello spirito di fratellanza verso tutti, indipendentemente da razza o professione religiosa; credo sia una gioia aiutare questo Dispensario che grazie alle suore, ai medici, ai volontari, ai benefattori, è riuscito, anno dopo anno, a garantire una crescente e migliore assistenza alle necessità e difficoltà di chi viene per un aiuto non solo materiale ma anche morale. Questi bisognosi danno a noi volontari un prezioso insegnamento ed una importante lezione di vita. Mi auguro che altri soci dell'Associazione Ss. Pietro e Paolo vengano al Dispensario offrendo professionalità, tempo libero, contributi di varia natura, accrescendo la portata concreta della solidarietà e del reciproco amore.

Giorgio Ficola

 

 

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