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Periodico dell'Associazione

 

 

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Cenni storici - Dalla Torre

Liturgica Notizie

Anno 2015 - Comunicazione e comportamento

“I corsi di formazione per i Soci della Sezione Liturgica”

Il tema dell’accoglienza, della comunicazione e del comportamento verso i pellegrini, da parte del personale che opera in Vaticano, è stato più volte trattato dagli ultimi Pontefici, in quanto rappresenta il “biglietto da visita” della Chiesa nei confronti del popolo di Dio. Aspetti che hanno interessato anche la Sezione Liturgica della nostra Associazione che, a differenza della Gendarmeria e della Guardia Svizzera, impegnate principalmente sulla sicurezza, ha il compito prioritario di accogliere e di assistere i pellegrini e i fedeli durante le celebrazioni liturgiche. Sulla base di queste premesse appare alquanto evidente come le competenze comunicative e comportamentali dei Soci che prestano il servizio siano un prerequisito indispensabile per assolvere le mansioni che il Santo Padre, attraverso la Segreteria di Stato, ci affida ormai da oltre quarant’anni. Ed è proprio per rispondere a tali esigenze che la Sezione Culturale, con il supporto dell’intero Sodalizio, organizza annualmente delle sessioni formative dedicate agli Allievi, agli Aspiranti e ai Soci con il fine specifico di integrare e di rinnovare le loro competenze in tema di comunicazione e di comportamento durante il servizio.p0702 Quest’anno, in particolare, in previsione del Giubileo Straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco, tali corsi sono iniziati lo scorso mese di marzo ed hanno interessato la formazione di ben oltre 470 Soci, divisi in 20 squadre; una formazione su temi specifici che hanno spaziato dalle metodologie assertive fino ai disturbi psicologici. Pur essendo difficile, dato il tempo limitato, coprire in modo esaustivo i vari argomenti trattati, ogni incontro ha avuto come filo conduttore il tema della consapevolezza durante il servizio; infatti, un’adeguata vigilanza sulle proprie percezioni, sulle proprie emozioni e sui propri comportamenti, rappresenta l’elemento fondamentale per un servizio efficace e coerente con la missione del Sodalizio. Ovviamente, il processo formativo richiede continui approfondimenti ed esercitazioni costanti per convertire le teorie in comportamenti operativi ed efficaci in termini di risultati. L’aspettativa, almeno da parte dei formatori, a valle di tali cicli formativi, è quella di poter monitorare ed assistere i Soci nel continuo svolgimento del servizio; un monitoraggio finalizzato ad adeguare e ad integrare le competenze acquisite, affinché possano trasformarsi da una competenza metodologica ad un modo di essere e di testimoniare al meglio la fedeltà e il servizio di tutta l’Associazione al Papa e alla Sede Apostolica.

Guido Orsi

Anno 2015 - Chiese sempre più aperte

Chiese sempre più aperte

Parte dalla chiesa romana di Santa Maria in Via un nuovo servizio dell’Associazione che, garantendo l’ampliamento degli orari di apertura dei luoghi di culto, vuole offrire a pellegrini e fedeli ulteriori momenti di preghiera

Mons. Matteo Maria Zuppi, nominato da Benedetto XVI Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma per il Settore del Centro Storico, per la sua grande capacità di ascolto, per la sua generosità personale e per il suo amore per la liturgia, è conosciuto sul territorio come il “prete di tutti”, di intellettuali ed emarginati. Ed è proprio per il suo essere sempre vicino ai fedeli e alle loro richieste, che è stato il promotore di un progetto finalizzato a mantenere C:\Users\Andrea\AppData\Local\Microsoft\Windows\INetCache\Content.Word\0078.jpgaperti i luoghi di culto durante tutta la giornata, anche le chiese più piccole e non per questo meno importanti. Il progetto è partito dalla Chiesa Santa Maria in Via, a Largo Chigi, meglio conosciuta, a motivo della miracolosa immagine della Madonna del Pozzo ivi custodita, come la piccola Lourdes nel cuore della città di Roma.

Nel 1256, l’attuale cappella della Vergine era una stalla adiacente all’antico edificio di proprietà del Cardinale Pietro Capocci. Nella notte tra il 26 ed il 27 settembre, a seguito dell’improvviso tracimare delle acque del pozzo, il Cardinale vide emergere a fior d’acqua una lastra di silice con il ritratto della Madonna. L’indomani, invitò il Papa Alessandro IV a recarsi sul posto e gli raccontò l’evento, manifestandogli anche il suo desiderio di trasformare, a proprie spese, la stalla in una cappella dedicata alla Madonna. Il Papa approvò l’idea e ordinò di portare in processione, per le strade adiacenti l’edificio, la sacra immagine. La cappella venne costruita e, tra quelle della chiesa, riedificata alla fine del XV secolo, è la più profonda, per meglio contenere il pozzo e permettere ai pellegrini di venerare l’immagine miracolosa più agevolmente. La scelta di questa chiesa per dare inizio al progetto è dovuta sia per la sua posizione nel centro storico cittadino, sia per la moltitudine di fedeli che ogni giorno vi accedono; visite, a volte, molto brevi, solo il tempo di bere un sorso dell’acqua dell’antico pozzo o per una preghiera. Sono migliaia, infatti, i romani e i turisti che quotidianamente si inginocchiano davanti all’immagine mariana con in mano il bicchiere di plastica per poi dissetarsi con l’acqua del pozzo.

La Sezione Liturgica, con il sostegno e il consenso del Presidente Calvino Gasparini, ha aderito al progetto di Mons. Matteo Maria Zuppi, iniziando, con il coinvolgimento e l’impegno anche della Sezione Culturale, uno specifico servizio di vigilanza e di accoglienza dei fedeli. Attualmente, il servizio viene svolto tutti i giorni, con un turno di due soci dalle ore 12.30 alle 16.30, consentendo così di mantenere aperto il tempio anche durante C:\Users\Andrea\AppData\Local\Microsoft\Windows\INetCache\Content.Word\0077.jpgl’orario di pausa dei Padri Servi di Maria (Serviti) ai quali è affidata la cura e l’officiatura di Santa Maria in Via. Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa è stato il Parroco della chiesa, Fra Luciano Panicali O.S.M., che non ha mancato di manifestare la sua riconoscenza e la sua gratitudine verso l’Associazione per l’iniziativa che ha consentito di mantenere aperta la chiesa anche durante un orario che altrimenti sarebbe stato impossibile.

Papa Francesco ricorda di continuo che “Dio ci perdona sempre, non si stanca di perdonare. E noi non dobbiamo stancarci di andare a chiedere perdono”. La Chiesa deve essere la “Casa della Misericordia”, dove ognuno può sperimentare l’amore di Dio e la gioia del perdono. Per venire incontro alle aspettative del Santo Padre, l’Associazione è lieta di poter contribuire, anche attraverso questo nuovo servizio nella chiesa di Santa Maria in Via, alla lodevole iniziativa del Vicariato di Roma, mirata a tenere sempre più aperte le chiese del centro della città. Una iniziativa che, senz’altro, consentirà ai fedeli di pregare e di approfondire, in orari sempre più ampi, il loro rapporto con il Signore che li aspetta sempre.

Stefano Milli


Anno 2014 - La Sezione Liturgica tra "nova et vetera"

La Sezione per le attività liturgiche, o, più correntemente, la Sezione Liturgica è, tra le diverse Strutture dell’Associazione, quella che maggiormente ne caratterizza le funzioni e i compiti al servizio della Sede Apostolica. Più precisamente, come stabilito dall’articolo 7 dello Statuto: “La Sezione per le attività liturgiche svolge, con adeguata preparazione, diversi servizi richiesti dai competenti Uffici della Santa Sede, in particolare in occasione di cerimonie pontificie, fra i quali quello di vigilanza e di ordine nella Basilica Vaticana”. Per saperne di più abbiamo incontrato e rivolto qualche domanda al Socio Stefano Milli che dalla fine del mese di maggio scorso, a seguito delle votazioni per il rinnovo delle cariche sociali, ha assunto la responsabilità della Sezione stessa.

1. L’Associazione Ss. Pietro e Paolo, fondata nel 1971, ha ereditato gli ideali che animavano la Guardia Palatina d’Onore, sciolta l’anno precedente per volontà del Beato Paolo VI. La Sezione Liturgica è quella che maggiormente ha dovuto interpretare il cambiamento da un corpo militare ad un’associazione di fedeli. Quali ritieni siano i valori principali dei quali siamo detentori?

Dopo lo scioglimento, le ex-Guardie hanno dovuto affrontare una trasformazione radicale. Tale cambiamento, che ha interessato soprattutto l’aspetto operativo ed organizzativo, non ha, però, modificato lo spirito di incondizionata fedeltà al Santo Padre e alla Santa Sede. I valori, di cui siamo custodi, sono espressi in maniera esemplare dalle tre parole che costituiscono il motto stesso della Guardia Palatina d’Onore e dell’Associazione: “Fide constamus avita”; “Perseveriamo saldamente nella fedeltà dei nostri padri”. Questo motto sottolinea l’unità negli ideali, nei servizi e nella carità, nonché la fedeltà al Successore di Pietro, valori che hanno sempre caratterizzato la Guardia e l’Associazione stessa. Ecco, dunque, i nostri valori ereditati ed attualizzati negli anni: devozione e fede.

2. Tra gli aspetti operativi ereditati, vi è quello della vigilanza durante le celebrazioni liturgiche. Come riconciliare tale esigenza “operativa” con il senso di accoglienza che non può mai mancare?

Il termine “vigilanza” può essere inteso secondo varie accezioni più o meno positive. Nel nostro caso, questo termine deve essere interpretato proprio come accoglienza del pellegrino. In spirito di stretta collaborazione con le competenti Autorità vaticane, la vigilanza assicurata dalla nostra Associazione consiste nell’organizzare in modo efficace tutte quelle attività necessarie per accogliere al meglio il maggior numero di fedeli. Non trascuriamo che i fedeli non sono solo persone adulte autosufficienti, ma includono anche bambini, anziani, persone malate o diversamente abili, pellegrini provenienti da tutto il mondo, i quali necessitano di una particolare attenzione da parte nostra per realizzare un’adeguata accoglienza.

3. Negli ultimi anni si sta verificando un cambiamento generazionale all’interno dell’Associazione. Come vedi predisposti i giovani?

Il cambiamento generazionale al quale stiamo assistendo è un passaggio naturale.LN1 L’importanza fondamentale che riveste ogni cambiamento generazionale consiste nella capacità di preservare e trasmettere l’eredità ai giovani sia dei valori intrinseci che del modus operandi maturato negli anni. L’elevato numero di domande e l’ingresso di molti nuovi giovani Soci ci portano necessariamente a considerare l’altissimo valore morale che è stato raggiunto dalla nostra Associazione e che viene percepito. Il percorso formativo dei neofiti è della più alta levatura grazie alla formazione apostolica che viene profusa dagli Assistenti Spirituali e dai loro collaboratori durante il biennio previsto per gli Aspiranti e il triennio per gli Allievi. Successivamente, è compito peculiare di ciascun Dirigente, che si avvale della collaborazione di Capi Squadra, Vice Capi Squadra e Soci anziani, dare ai nuovi membri della propria Sezione l’adeguata formazione tecnico-pratica, elemento fondamentale per lo svolgimento dei servizi istituzionali. Con tale impostazione i giovani hanno, dal mio punto di vista, le potenzialità necessarie per portare avanti i servizi che da tanti anni l’Associazione rende al Santo Padre con fedeltà e dedizione.

4. Dal punto di vista operativo ci sono state delle evoluzioni nel servizio. Come le valuti?

Ritengo che l’evoluzione dell’approccio al servizio, dal punto di vista operativo, sia semplicemente una naturale conseguenza dell’evoluzione del contesto sociale in cui il servizio stesso viene prestato. Lo stesso San Giovanni Paolo II ha voluto definire, memorabilmente, la nostra Associazione come “l’Associazione della casa del Papa”. Il Sodalizio ha, come sua peculiare caratteristica, quella di offrire un servizio diretto al Santo Padre. Siccome ogni Papa è diverso e i tempi cambiano in continuazione, è naturale adattare l’approccio e la modalità di svolgimento del servizio, conformandolo alle nuove esigenze ed al contesto che negli anni si va profilando.

5. Numerosi Soci hanno vissuto il Grande Giubileo del 2000 e hanno ormai conosciuto diversi Papi. Quale è l’importanza di queste esperienze?

Ritengo che l’esperienza, in quanto tale, sia essa stessa una ricchezza di rilevante importanza, che è sempre importante tramandare ai più giovani, a maggior ragione quando riguarda un periodo storico come quello del passato recente che ha visto il Giubileo e i pontificati di diversi grandi Papi. La profonda esperienza di coloro che hanno vissuto, soprattutto, quest’ultimo quindicennio rimane senza dubbio una preziosissima risorsa della quale dobbiamo fare tesoro sia per il presente che per il futuro dell’Associazione.

6. Si percepisce o meno la richiesta di una maggiore formazione, sia dal punto di vista spirituale che da quello operativo/comportamentale?

Sicuramente la formazione, sia quella spirituale che culturale-comportamentale, ln2da sempre rappresenta una ricchezza che qualifica e valorizza la personalità di ciascun individuo. Il percorso formativo che i neofiti si trovano ad affrontare ritengo che sia già ben articolato e completo sia sotto il profilo spirituale che comportamentale. Ciò non to- glie che ci troviamo a vivere in un’epoca nella quale i contesti socio-culturali sono soggetti a rapidi cambiamenti e per questo è auspicabile prestare la massima attenzione al cambiamento cercando di adeguare parallelamente il per- corso formativo verso contesti socio-culturali che si profilano via via sempre più globalizzati ed interdipendenti.

7. Rimanendo volontari ed animati da uno spirito di ser- vizio, come si può essere sempre più organizzati ed efficienti?

Diretta erede delle principali funzioni istituzionali della Guardia Palatina d’Onore, la Sezione Liturgica costituisce il “cuore operativo” dell’Associazione Ss. Pietro e Paolo. L’Associazione è responsabile di una pluralità di importanti servizi all’interno della Santa Sede, collaborando con diversi organismi ed uffici. Perciò, è indispensabile protendere verso una sempre migliore e più efficiente organizzazione per permettere di svolgere adeguatamente i servizi affidati. Questo “volontariato organizzato” si rende necessario vista la molteplicità delle funzioni che la Sezione Liturgica è chiamata a svolgere, nonché il particolare contesto in cui le attua: la Città del Vaticano.

8. Come si sta evolvendo il ruolo dei Capi Squadra?

Il ruolo di Capo Squadra si evolve in un’ottica di maggiore impegno e responsabilità. Se aumenta la complessità da gestire, aumenta proporzionalmente l’impegno da profondere. Oggi i Capi Squadra sono chiamati a gestire squadre che, dovendo svolgere servizi molto impegnativi, collaborando con altri organismi, necessitano di un maggiore supporto e coordinamento per l’espletamento del servizio stesso.

9. Hai qualche parola conclusiva per i soci?

Innanzitutto mi sento di ringraziare tutti i Soci per la fiducia ed i consensi accordatemi. In più di venti anni trascorsi in Associazione, ho avuto modo di maturare un forte sentimento di fedeltà e fattiva collaborazione con l’obiettivo di prestare un servizio di carità cristiana, valorizzando, nel contempo, la stima e la reputazione nei confronti dell’Associazione Ss. Pietro e Paolo. Prima di propormi per la candidatura alle elezioni, ho a lungo riflettuto sull’impegno e le responsabilità che tale carica avrebbe comportato e mi sento di aver assunto la nomina con la piena coscienza dei doveri ed oneri da portare avanti. Rassicuro tutti i Soci che da parte mia ci sarà la volontà di prestare il massimo impegno affinché l’Associazione continui ad essere un faro di luce ed un valido riferimento per il Santo Padre e per la Città del Vaticano.

 

 

 

 

 

 

 

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