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Periodico dell'Associazione

 

Felicità è verso l'alto

 

Il Beato Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati nacque a Torino nel 1901. Suo padre Alfredo, noto giornalista, era il proprietario del quotidiano «La Stampa»; sua madre, Adelaide Ametis, era pittrice.  A 17 anni entrò a far parte della Conferenza di San Vincenzo, assumendo così un impegno costante di carità. Riservando il tempo libero alle opere assistenziali a favore dei poveri, Frassati1affrontò numerose situazioni difficili con impegno, ma con serenità e letizia. In seguito si iscrisse a diverse associazioni cattoliche, tra le quali il Terz’Ordine di San Domenico.  Con una fiducia illimitata in Dio, passava ore in preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Pur non essendo uno studente brillante, egli si dedicò con grande impegno agli studi di ingegneria per poter condividere un giorno il duro lavoro dei minatori. Era un appassionato dello sport, soprattutto dell’alpinismo, in cui poteva esprimere il suo cammino spirituale «verso l’alto», verso una fede più pura ed autentica. Con i suoi amici fondò i «Tipi loschi», un gruppo di giovani attenti ad aiutarsi nella vita interiore e nell’assistenza degli ultimi. Pier Giorgio morì di poliomielite fulminante all’età di 24 anni il 4 luglio 1925. Migliaia di persone, soprattutto numerosi poveri di Torino, parteciparono ai funerali, attestando così quella reputazione di santità che il giovane aveva acquistato nei pochi anni della sua esistenza terrena. Pier Giorgio è stato beatificato il 20 maggio 1990 da Papa Giovanni Paolo II, il quale lo definiva «l’uomo delle otto beatitudini».
Nel suo incontro con i giovani di Torino il 2 maggio scorso, il Santo Padre Benedetto XVI ha evocato la figura di Pier Giorgio Frassati nei seguenti termini: «Questa sera non posso non additarvi come modello un giovane della vostra Città: il Beato Pier Giorgio Frassati, di cui quest’anno ricorre il ventesimo Frassatianniversario della beatificazione. La sua esistenza fu avvolta interamente della grazia e dell’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia, nel servizio appassionato a Cristo e ai fratelli. Giovane come voi visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace. Un ragazzo affascinato dalla bellezza del Vangelo delle Beatitudini, che sperimentò tutta la gioia di essere amico di Cristo, di seguirlo, di sentirsi in modo vivo parte della Chiesa. Cari giovani, abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita! “Vivere e non vivacchiare” ripeteva il beato Pier Giorgio Frassati. Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!»

 

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