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Periodico dell'Associazione

 

 

 

 

 

Allievi - Articoli

Anno 2017 Il Calcio Gaelico

Il calcio gaelico è uno sport praticato principalmente in Irlanda, anche se negli ultimi anni ha coinvolto ed interessato molti giovani di altri paesi europei (Francia, Spagna, Olanda, ecc.).

Le competizioni, in Irlanda, consistono in partite tra due squadre di 15 giocatori, mentre, nel resto dell’Europa, le gare si svolgono principalmente con squadre meno numerose (di 11 giocatori), in quanto i campi sono più piccoli rispetto a quelli irlandesi. Una squadra tipo è formata da un portiere, che nell’area di porta può gestire la palla liberamente in mano, come avviene nel calcio, sei difensori, due centrocampisti e sei attaccanti.

Si gioca su un campo rettangolare in erba e le due squadre hanno l’obiettivo di segnare dei punti, mettendo la palla nei pali della porta avversaria; tale porta è simile a quella del calcio tradizionale, anche se leggermente più piccola e coi pali laterali che proseguono verso l’alto, oltre la traversa. Quando la palla entra in rete viene segnato il gol (che vale tre punti), quando, invece, entra, passando tra i pali, sopra la traversa, viene segnato un punto.

A prima vista, il calcio gaelico è una disciplina sportiva che appare come un misto tra il calcio e il rugby, con alcune tecniche che richiamano anche la pallacanestro e la pallavolo. I giocatori conducono una palla sferica di pelle per il campo portandola in mano, palleggiandola, calciandola, passandola, facendo un soloing o, infine, un palleggio di piede che la riporta sulla mano.

Nelle partite, alcune azioni non sono permesse e sono definite dei “falli tecnici”; ad esempio, è vietato:
– colpire la palla indirizzandola direttamente fuori dal campo;
– trattenere la palla;
– fare più di quattro passi senza passare, far rimbalzare o soloing la palla;
– far rimbalzare la palla due volte di seguito;
– gettare la palla sopra la testa di un avversario per poi riprenderla dopo averlo superato in corsa;
– passare la palla in rete di mano (al volo, invece, può essere colpita);
– trovarsi in square ball, una regola spesso molto dibattuta e simile al fuorigioco del calcio tradizionale (se, nel momento in cui la palla entra nell’area piccola, è presente un altro attaccante all’interno, l’arbitro fischia punizione).

Sono, invece, consentiti il contrasto spalla a spalla, il placcaggio, la possibilità di togliere la palla dalla traiettoria dell’avversario e parare un tiro con le mani. Le seguenti azioni, inoltre, sono considerate dei falli:
– usare entrambe le mani per placcare l’avversario;
– spingere l’avversario;
– colpire deliberatamente un avversario;
– tirare un avversario per la maglia;
– bloccare un tiro con il piede;
– entrare “in scivolata”;
– toccare il portiere dentro l’area piccola.

Questa disciplina sportiva è stata inserita tra le attività del Gruppo Allieviga1 solo a partire da quest’anno. Inizialmente, eravamo tutti un po’ perplessi in quanto si trattava di una disciplina quasi totalmente sconosciuta, poiché ancora non molto praticata in Italia, né adeguatamente pubblicizzata. È bastato un primo allenamento con la Lazio Calcio Gaelico per entusiasmarci ed affascinarci, fino al punto che molti di noi non hanno mancato di svolgere allenamenti extra. Perfino alcuni ragazzi, che avevano molti altri impegni (lavoro, studio, sport diversi, ecc.), hanno voluto ugualmente partecipare a tutti gli allenamenti; insomma, tutti insieme abbiamo lavorato con tanta voglia di migliorarci e spingerci sempre oltre.

Un impegno costante durante gli allenamenti e le partite che ci ha consentito di conseguire dei risultati, forse piccoli, ma, per noi “esordienti”, pur sempre molto significativi (abbiamo perso con pochi punti di differenza contro la squadra della Lazio Calcio Gaelico; una valida equipe che, grazie ai buoni risultati personali di alcuni giocatori della nostra squadra, ha già rivolto la sua attenzione su di essi!).

A differenza di altri sport più popolari (ad esempio il calcio), in questa disciplina è molto più evidente lo spirito sportivo, essendo praticato a livello amatoriale, e noi siamo molto felici di praticarlo proprio per questo motivo.

Il calcio gaelico è comunque uno sport impegnativo, duro, pieno di contatti fisici, ma basato anche sul rispetto delle regole e degli altri. Il rapporto con i compagni di gioco ci ha insegnato il lavoro di squadra e ha reso un gruppo molto più compatto, abituandoci a lavorare come una “squadra”, in qualsiasi impegno, non solo in quello sportivo. Anche se iniziato come un tentativo, almeno per questo anno, ci auguriamo tutti di poter proseguire la pratica di questo insolito, ma entusiasmante sport nei prossimi anni.

Un autorevole apprezzamento per questa nuova pratica sportiva degli Allieviga2 è giunto dall’Ambasciatrice d’Irlanda presso la Santa Sede, S.E. Emma Madigan, che lo scorso 29 aprile, oltre ad assistere personalmente alla partita finale, ha ricevuto i ragazzi nella sua residenza per un rinfresco celebrativo.

Anche il settimanale cattolico irlandese The Irish Catholic, prendendo spunto dalla pratica da parte dei ragazzi dell’Associazione del calcio gaelico, ha voluto pubblicare un documentato e ampio articolo sulle diverse attività di questa dinamica e vitale realtà giovanile presente all’interno del Vaticano.

Andrea Verardi

Anno 2017 Ritiro Quaresimale

Santuario de La Verna

Quest’anno il ritiro quaresimale degli Allievi si è svolto in un luogo familiare: il Santuario de La Verna, luogo di culto francescano immerso nei boschi dell’Appenino Toscano, in provincia di Arezzo. Il Gruppo Allievi aveva già vissuto altri ritiri spirituali nel santuario, durante gli anni 2012 e 2014, con un riscontro positivo da parte di ragazzi e formatori, complice l’ottima accoglienza della foresteria.

Il ritiro è iniziato lo scorso 31 marzo, con partenza dal Cortile del Belvedere nel primo pomeriggio. Le tre giornate, fino al 2 aprile, sono state scandite dalla Liturgia delle Ore; gli Allievi si sono uniti all’intera comunità monastica durante l’Ufficio delle Letture e delle Lodi, mentre hanno pregato in maniera più raccolta, nella Cappella di Santa Maria degli Angeli, durante i Vespri e la Compieta.

La prima giornata di ritiro è stata dedicata alla Liturgia Penitenziale, momento irrinunciabile per entrare nello spirito di conversione pasquale, mentre il giorno seguente si sono svolte le attività catechetiche. Le meditazioni, tenute dall’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy, ci hanno invitato a rivivere la Passione di Cristo con gli occhi di Pietro. Basandoci sul Vangelo di Matteo possiamo ripercorrere l’intero cammino spirituale di Cèfa. Il primo ostacolo che si pone di fronte a Pietro è la paura, la mancanza di fiducia. In Mt 14,22 Gesù si manifesta ai discepoli camminando sulle acque, mostrando il suo potere sulle forze della natura. Pietro è il primo degli apostoli a voler imitare Gesù: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. La sua volontà lo rende ambizioso, ma ancora non riesce a vivere il coraggio della Fede. Al primo vento forte Pietro è colto da timore e si lascia trascinare sott’acqua. Quante volte affoghiamo nella nostra incredulità? La mancanza di fede è la prima limitazione nell’affrontare le avversità. Pietro crescerà nella Fede solo conoscendo Gesù, poco a poco, nei suoi miracoli, nei suoi insegnamenti, nelle sue parabole, finché in Mt 16,16 egli afferma “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente”. Questa professione di fede è un dono, una rivelazione di Dio in Pietro. Grazie alla sua fede egli viene elevato da Gesù a princeps degli apostoli, possessore delle chiavi del Regno. Anche durante la Trasfigurazione (Mt 17,1) Pietro è il primo a prendere la parola, fervente com’era nel desiderare il Regno di Dio. La Passione di Cristo, tuttavia, rappresenta per l’apostolo un momento di profondo smarrimento. I profeti dell’Antico Testamento, secondo le interpretazioni dell’epoca, parlavano di un condottiero, di un Messia che avrebbe liberato il Popolo dal giogo dei potenti, per fare di Israele una grande nazione. Pietro non aveva compreso che la grandezza del Regno passa per il flagello della Croce. Anche noi, come Pietro, siamo tentati dal desiderio che Dio si manifesti con mano potente nella realtà, favorendoci negli eventi della vita, senza considerare l’imperscrutabilità del disegno divino. Dopo il banchetto eucaristico Pietro prova un accecamento interiore: Gesù è veramente il Messia? Con l’arresto crollano tutte le sue sicurezze; Pietro vuole combattere, ma Gesù non oppone resistenza. Il rinnegamento al canto del gallo (Mt 26,69) rappresenta il culmine di questa crisi spirituale, “E uscito fuori pianse amaramente”. Nasce proprio attraverso il pianto la conoscenza autentica di Gesù e di sé stesso. Dio si rivela nel Cristo schiaffeggiato, insultato, da lui rinnegato e che per lui si immola. Pietro capisce di dover lasciare che Gesù muoia per lui, entrando così nel mistero, nel disegno di Dio. La Resurrezione e lo Spirito Santo daranno poi a Pietro la forza di testimoniare la Buona Novella agli altri popoli.

Terminata la catechesi mattutina gli Allievi hanno partecipato all’Ora Media e subito dopo alla Processione delle Stimmate, insieme con la moltitudine dei fedeli. Il cammino conduce il pellegrino dalla basilica maggiore alla Cappella delle Stimmate, luogo dove Francesco ricevette questo grande dono dal Signore (1224). Nel percorso si può apprezzare un complesso di dipinti di Baccio Maria Bacci che ripercorre la vita del santo. Alcune uscite laterali introducono a recessi naturali in cui Francesco era solito rifugiarsi durante la notte, o nella lotta contro il demonio. La giornata si è conclusa con l’Adorazione Eucaristica.

Domenica 2 aprile uno dei frati ha incontrato i ragazzi del Gruppolv1 per approfondire la vita di San Francesco e la storia del Santuario, luogo dove il patrono d’Italia passò numerosi anni di ritiro e meditazione. La struttura monastica contiene opere di grande pregio, tra cui un cospicuo numero di ceramiche di Andrea Della Robbia; le opere maggiori raffigurano gli episodi dell’Annunciazione, della Natività, della Crocifissione e dell’Ascensione. In una cappella laterale della basilica, dedicata a Maria Assunta, sono conservate numerose reliquie di San Francesco, tra cui un saio in ottime condizioni di conservazione.

Il Gruppo Allievi si è unito, infine, alla comunità dei fedeli per la celebrazione della Santa Messa domenicale. I nostri ragazzi si sono distinti anche in questa occasione, per un servizio liturgico di qualità, mettendo a disposizione ministranti e lettori. Dopo pranzo il Gruppo si è diretto verso Roma.

Le emozioni che La Verna riesce a donare tramite i segni del passaggio di San Francesco lv2e la devozione del suo ordine di frati ci conquistano sempre più ad ogni ritiro spirituale. È molto raro, infatti, trovare mete di pellegrinaggio che permettano l’accoglienza di centinaia di fedeli senza sacrificare l’intimità del luogo sacro. Ci proponiamo di tornare in questo luogo, per dare la possibilità a tutti gli Allievi, almeno una volta nel loro ciclo di formazione, di scoprire la ricchezza della spiritualità francescana.

Andrea Taloni

Anno 2017 L’inizio del 2017 nel Gruppo Allievi

Attività spirituali, culturali, caritative e sportive, tutte finalizzate alla formazione

Dopo il periodo di Avvento, il Gruppo Allievi ha ripreso puntualmente le sue numerose attività formative. Il 2017 si è da subito distinto come un anno ricco di appuntamenti e di novità. Gli Allievi hanno ripreso il loro cammino, come da calendario, con le giornate di formazione in sede, le visite culturali, le uscite escursionistiche, le attività caritative e le attività sportive. La prima uscita del nuovo anno si è svolta lo scorso 15 gennaio a San Gregorio da Sassola, in provincia di Roma. Un borgo medievale e barocco che si trova alle pendici del monte Carella. I ragazzi sono stati accolti e accompagnati, nel nucleo storico del borgo, dal Socio Flavio Farinelli. Nella mattinata, si è svolto un breve tour turistico del paese e una passeggiata nel bosco. Dopo la celebrazione della Santa Messa e del pranzo, il gruppo ha fatto ritorno a Roma.m01 Per la seconda escursione, Il 12 febbraio scorso, il Gruppo ha fatto ritorno al Santuario della Mentorella, dove si era già recato nel 2010, l’anno della costituzione del Gruppo Allievi. Il Santuario, ubicato su una rupe sporgente del versante orientale del Monte Guadagnolo (Monti Prenestini), ha offerto ai giovani un’esperienza indimenticabile. Dedicato alla Vergine, il Santuario è uno dei luoghi mariani più antichi d’Europa; venne edificato dall’imperatore Costantino nel IV secolo sul sito della conversione di sant’Eustachio e consacrato da Papa Silvestro I. Nei pressi della chiesa è possibile visitare anche la grotta dove si ritirò in meditazione per due anni San Benedetto. Questa località è ben conosciuta dagli esperti di montagna ed era tanto cara anche a San Giovanni Paolo II. Egli stesso più volte, in incognito, ha visitato questo luogo spinto dalla sua passione per la montagna e guidato dalla sua devozione a Maria. Tanto è vero che Papa Wojtyla ha scelto il santuario come destinazione per il suo primo pellegrinaggio. Gli Allievi, oltre ad apprezzare l’unicità del luogo che si distingue per paesaggistica e storia religiosa, hanno incontrato e salutato S.E. Mons. Marek Jędraszewski, da poco nominato Arcivescovo metropolita di Cracovia, in visita anche lui presso il Santuario della Mentorella. Dopo la celebrazione eucaristica ed il pranzo, il Gruppo è partito con il fermo desiderio di ritornare in futuro. Tra le iniziative culturali, le visite nella “casa” del Papa sono sempre le più sentite dai ragazzi che tanto hanno a cuore questa magnificenza artistica e spirituale. Lo scorso 5 marzo, come ogni anno, è stato permesso agli Allievi di ammirare e conoscere i tesori artistici della Prima Loggia del Palazzo Apostolico. Dopo una breve introduzione storica nella Sala Regia, i giovani hanno visitato la Cappella Paolina, il luogo di culto privato dei pontefici, dove sono conservate due opere dell’ultimo Michelangelo: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di Saulo. A conclusione del percorso culturale, è stata aperta la Cappella Sistina, dove l’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy, prima di soffermarsi sul capolavoro del Giudizio Universale, prendendo spunto dagli affreschi delle pareti laterali, ha ripercorso alcune vicende del Vecchio e del Nuovo Testamento.m02 Sempre nell’ambito della formazione culturale, gli Allievi hanno iniziato il nuovo semestre di catechesi; i giovani del primo anno hanno continuato ad approfondire la tematica della “vita morale cristiana”, per conoscere Cristo e arricchire il proprio cammino di fede. Per annunciare il Vangelo occorre essere in grado di stabilire una vicinanza più consapevole con Dio Padre, ed è per questo che durante lo stesso periodo è stato iniziato anche il percorso di catechesi sulla Preghiera. Gli Allievi del secondo e terzo anno sono tornati in sede, dopo le festività natalizie, lo scorso 8 gennaio, per un incontro di psicologia della comunicazione con il Socio Guido Orsi, che ogni anno suscita sempre grande interesse. Dapprima, sono stati presentati dei concetti preliminari circa le basi della comunicazione, mentre in un secondo momento gli Allievi sono stati calati in un contesto di problem solving, simulando, come degli attori, incomprensioni comunicative e malintesi relazionali. Una occasione di confronto, particolarmente utile soprattutto in vista del futuro servizio nella Basilica Vaticana. Come prossimi Soci, infatti, dovranno assicurare un’accoglienza conforme alle attese dei fedeli e dei turisti, anche in condizioni di tensione o nervosismo. Le catechesi sul Credo e sui Comandamenti, assicurate da don Adriano Giuseppe Agnello e dal Socio Arnaudo Bonanni, sono proseguite per i due mesi successivi e, limitatamente agli Allievi del terzo anno, con gli incontri tenuti dal Socio Marco Tinari per la preparazione al servizio nella Basilica Vaticana. La grande novità di quest’anno nel programma formativo-sportivo è l’integrazione del gaelic football; oltre alla possibilità di diventare arbitri di calcio, i ragazzi hanno anche la possibilità di giocare questa disciplina sportiva.m03 I giovani del Gruppo Allievi, neofiti del calcio gaelico e prima squadra proveniente dal Vaticano, hanno disputato tre amichevoli con la Polisportiva S.S. Lazio. Le tre partite, nonostante la grande esperienza degli avversari, si sono dimostrate competitive e non impossibili per i giovani dell’Associazione. La formazione che il programma prevede è orientata al benessere e allo sviluppo fisico dei giovani; il sapersi mettere in gioco, lavorare sullo spirito di squadra e l’osservanza delle regole sono un buon metodo naturale per uno sviluppo umano integrale. Da gennaio scorso, poi, sono riprese anche le attività caritative degli Allievi. Molti giovani stanno partecipando attivamente, sebbene il tempo tra scuola ed università è minimo. I ragazzi hanno potuto incontrare il mondo della sofferenza e della povertà e hanno potuto sperimentare i benefici dell’amore più autentico. Papa Francesco ha ribadito più volte che “il vero potere è il servizio”, il lavoro di formazione con gli Allievi propende verso l’obiettivo comune del servizio alla Chiesa; attraverso la carità, gli Allievi maturano un senso più nobile di responsabilità e di testimonianza di una fede più credibile e più concreta. Un ringraziamento particolare, infine, è importante rivolgerlo ai formatori, agli accompagnatori e ai sostenitori del Gruppo perché il loro prezioso contributo non si esaurisce con il solo servizio prestato, ma condiziona in modo determinante lo sviluppo e la maturazione di ogni Allievo.

Andrea Barvi

Anno 2016 Pellegrinaggio quaresimale

IL PELLEGRINATTIO QUARESIMALE 2016
Torino, Andrate, Ivrea 11-13 marzo 2016

Nuova importante tappa nell’esperienza di ritiro spirituale del Gruppo Allievi: per la Quaresima di quest’anno i giovani del Sodalizio si sono spinti fino in Piemonte, vivendo tre giorni di pellegrinaggio dall’11 al 13 marzo. Una scelta audace, vista la distanza dall’Urbe e il gran numero di partecipanti (22 Allievi accompagnati da 5 formatori), ma che ha permesso ai nostri giovani di vivere preghiera, catechesi e formazione culturale in un’alternanza dinamica e stimolante.
Il pomeriggio del primo giorno è trascorso visitando i maggiori centri spirituali di Torino e in particolare i luoghi e le chiese dove visse, all’inizio del secolo scorso, il Beato Pier Giorgio Frassati. Il corpo del giovane torinese, definito da San Giovanni Paolo II l’uomo delle otto beatitudini, è custodito proprio nella Cattedrale di San Giovanni Battista, duomo di Torino, in un altare dedicato.
f121Dopo 6 anni dalla fondazione del Gruppo Allievi, per la prima volta, i ragazzi si sono riuniti a pregare insieme sulle spoglie del loro Patrono celeste. Un momento storico, in occasione del quale noi formatori abbiamo voluto consacrare i ragazzi a Pier Giorgio, affinché il suo virtuoso esempio possa illuminare il loro cammino di crescita, in Associazione e nella vita di tutti i giorni. Dal Duomo, seguendo le orme del Beato, gli Allievi si sono diretti dapprima verso il Santuario della Consolata, dove il giovane Frassati si riuniva con gli amici della Conferenza di San Vincenzo, e successivamente presso il Santuario di Maria Ausiliatrice. Questo luogo, situato nel complesso del Valdocco, rappresenta il maggiore centro dell’attività di San Giovanni Bosco. Qui egli istituì il primo oratorio salesiano, dove tanti ragazzi dei ceti sociali più bassi potevano trovare un volto amico. Con l’ausilio di una cortese guida, ci è stata data la possibilità di visitare le camere di don Bosco, dove è allestito un museo, nonché la Cappella Pinardi, ricavata dalla casa dell’omonimo venditore. Al termine di questa visita, la comitiva si è spostata ad Andrate, piccolo comune situato a Nord di Torino, vicino alla città di Ivrea. Qui il Gruppo ha alloggiato nella Casa delle Suore dell’Immacolata, che, con accoglienza premurosa e cordiale, hanno condiviso insieme a noi il pasto serale. Affacciandoci alle finestre della sala da pranzo siamo rimasti impressionati dalla splendida vista sulla vallata e dal maestoso territorio montuoso circostante. La giornata si è conclusa in spirito di ringraziamento, con la recita della Compieta.
La mattina seguente è stata dedicata alla catechesi: subito dopo le Lodi, abbiamo avuto il privilegio di ascoltare due meditazioni tenute da S.E. Mons. Edoardo Aldo Cerrato, C.O., Vescovo di Ivrea, che, ricevendo il gruppo, ha rinnovato una volta di più la sua benevolenza verso il Sodalizio, avendo già presieduto in sede l’inaugurazione dell’anno sociale con una conferenza sulla romanitas di San Filippo Neri.

“Fare Pasqua”, ha spiegato il prelato, costituisce una vera e propria opera di conversione.f133 Si tratta di volgersi verso Colui che rappresenta il pieno senso della vita. In questo processo un ruolo centrale spetta al Sacramento della Penitenza, l’abbraccio con cui il Padre prontamente ci accoglie. I Santi ne erano consapevoli, e molti, come Filippo Neri e Madre Teresa di Calcutta, sentivano la necessità di confessarsi ogni giorno. Il Beato Pier Giorgio Frassati scrisse ad un amico: “Ad ogni passo inciampo e cado; perciò prega per me”. I Santi, infatti, riconoscono che non siamo mai pienamente adeguati all’amore di Dio. La Confessione, in quanto Sacramento, istituisce inoltre un incontro, non diverso da quello che hanno vissuto gli Apostoli allorquando si trovarono a seguire Gesù all’inizio della Sua predicazione. Dall’incontro con Cristo nasce dunque l’amicizia con Lui: “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio, l’ho fatto conoscere a voi” (Gv 15,15). Tutto ciò che noi facciamo nella vita cristiana – preghiera, liturgia, catechesi, dottrina – deve essere vissuto come un atto di amicizia. Nella seconda meditazione ci viene riproposto quindi il racconto dell’Ultima Cena e della cattura di Gesù nel Getsemani: Giuda indica il suo Maestro con un bacio, e Gesù lo chiama “Amico”. Non si tratta di un’espressione ironica. Gesù lo tratta veramente da amico, non gli negherà mai l’amicizia. Per lui le porte del Regno rimangono aperte; sarà Giuda, con il suicidio, a rifiutare l’offerta della salvezza. Pietro rinnega Gesù tre volte – è un altro tradimento – ma il Messia lo guarda, come la prima volta, quando lo rese pescatore di uomini, e Pietro finalmente capisce. Piange amaramente, e accoglie la misericordia di Cristo. Un ultimo pensiero va all’episodio della Risurrezione, quando Maria di Magdala, in lacrime davanti al sepolcro vuoto, viene interrogata da due angeli: “«Donna, perché piangi?» Risponde loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo si voltò indietro e vide Gesù, in piedi: ma non sapeva che fosse Gesù.” (Gv 20,13-14). “Si voltò”, si girò: è la conversione. Quando Gesù la chiamò per nome, si voltò nuovamente e lo riconobbe. Gesù le disse: “Non mi trattenere”. Maria non può più conoscere Gesù secondo gli usi di un tempo: occorre una conversione nel modo in cui si incontra Gesù dopo la Risurrezione. A cambiare non è il nostro rapporto con Lui, bensì le modalità: oggi possiamo conoscere Cristo attraverso i Sacramenti, la preghiera, la sua Parola. A conclusione della meditazione tutti si sono recati nell’adiacente chiesa parrocchiale per la Santa Messa.
Nel pomeriggio di sabato il Gruppo ha visitato Ivrea, ultima tappa del ritiro. Dopo la visita alla Cattedrale e una breve passeggiata nel centro storico della città, i ragazzi sono giunti alle pendici del Monte Stella, per vivere la Via Crucis in un bell’ambiente verde e luminoso. Con l’ultima stazione, il Gruppo ha raggiunto un antico piazzale seicentesco dove sorge un luogo di culto dedicato alla Beata Maria Vergine del Monte, nel quale è venerata la Vergine di Oropa. In serata, gli Allievi hanno proposto, in accordo con i formatori, un incontro di riflessione, per parlare delle loro impressioni sull’esperienza vissuta, e più in generale dell’andamento degli ultimi anni di Gruppo Allievi. Occasioni di simile confronto si erano già verificate in passato, dando la possibilità ai formatori di conoscere meglio pensieri e desideri dei giovani Allievi, ma mai come questa volta si è riusciti a dare voce ai pensieri dei singoli. La riunione ha dato la possibilità di apprezzare una delle qualità più belle del Gruppo Allievi: la capacità di tra-sformare i giovani. Anno dopo anno possiamo renderci conto dei cambiamenti di ciascuno, confrontando le timidezze, le incertezze dei primi anni, con l’amore che dimostrano i ragazzi dell’ultimo anno verso il Gruppo. Come in una grande famiglia, i futuri Soci imparano a vivere le loro responsabilità, sostenendo i nuovi arrivati con la loro concreta testimonianza, in un circolo virtuoso che speriamo possa donare all’Associazione sempre validi nuovi elementi.
A conclusione del pellegrinaggio, dopo la Santa Messa domenicale celebrata nel Duomo di Ivrea, il Gruppo è stato ospitato dalla Diocesi di Ivrea per un lauto pasto di commiato con i seminaristi. Il rientro a Roma ci ha trovati stanchi per l’intensità dei giorni trascorsi ma al tempo stesso lieti per il buon esito dell’esperienza, che desidereremo senza dubbio ripetere in futuro.
Andrea Taloni

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Anno 2015 Ritiro di Avvento

Negli ultimi mesi, il ritmo delle attività del Gruppo Allievi è rimasto sempre molto intenso. Qualche giorno dopo aver servito la Santa Messa presieduta da Papa Francesco per l’apertura del Giubileo Straordinario della Misericordia, e precisamente domenica 13 dicembre, gli Allievi si sono ritrovati alla Casa Ravasco, vicina alla Città del Vaticano, per una giornata di ritiro spirituale. Il Santo Padre, messo al corrente di questa iniziativa, per il tramite dell’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy e del Supervisore del Gruppo Eugenio Cecchini, ha voluto inviare ai ragazzi paterne e gradite parole di incoraggiamento, invitandoli a ben prepararsi per il “Natale della misericordia”, innanzitutto accostandosi con fiducia al sacramento della penitenza.
Dopo la preghiera delle Lodi, l’Assistente Spirituale, riferendosi alla Bolla “Misericordiae vultus” e servendosi del libretto “Il volto della misericordia. La lettera del Papa per il Giubileo straordinario della Misericordia presentata ai giovani” (A. Oldoni, edizioni Mimep-Docete), ha tenuto una meditazione sul significato della misericordia nella Sacra Scrittura, sull’importanza del Giubileo e su come vivere al meglio questo grande tempo di grazia.
In sintesi, Mons. Joseph Murphy ha invitato i giovani a “riscoprire la misericordia di Dio, ad accoglierla nella nostra vita e a trasmetterla agli altri”.
Nella prima parte della meditazione, gli Allievi sono stati invitati a soffermarsi sul volto di Dio misericordioso nella Bibbia, specialmente nei Salmi e nelle azioni e nelle parabole di Gesù. In seguito, l’Assistente Spirituale ha presentato brevemente la vita di Santa Faustina Kowalska, grandep12 apostola della misericordia e menzionata specialmente nella Bolla d’indizione; ha anche letto qualche brano del suo “Diario”, per stimolare i partecipanti ad una maggiore fiducia nella misericordia di Dio Padre, che è sempre pronto ad abbracciare i suoi figli che ritornano a lui.
Successivamente, Mons. Joseph Murphy, riprendendo il motto del Giubileo: “Misericordiosi come il Padre”, ha spiegato che non è sempre facile vivere in conformità ad esso! “Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici” (Misericordiae vultus, n. 9).
Alla luce di questo invito, gli Allievi hanno riflettuto sulla chiamata alla conversione, sulla necessità di aprire il cuore a Dio e ai fratelli e sui mali da evitare: l’indifferenza che umilia, l’abitudinarietà che anestetizza l’animo, e il cinismo che distrugge. Il Papa, infatti, sprona ad aprire gli occhi per guardare le miserie del mondo e le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della loro dignità, ad ascoltare il loro grido di aiuto. Il suo invito suona forte e pressante: “Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo” (Misericordiae vultus, n. 15). In questo contesto, si apprezza meglio l’importanza delle opere di misericordia corporale e spirituale, che il Santo Padre invita a riscoprire in questo anno giubilare. Gli impegni giubilari sono tanto grandi da superare le nostre forze, ma permettono di sperimentare la vera gioia, come ha ricordato l’Assistente Spirituale: “Vivere un 'anno di misericordia’, trasmettere la misericordia agli altri e compiere le opere di misericordia corporale e spirituale è un programma bello ed esigente, che dovrebbe riempire il cuore di gioia”.
La giornata è proseguita con le confessioni individuali, la celebrazione della Santa Messa, il pranzo conviviale, la preghiera del Rosario, preceduta da una catechesi su questa devozione insieme cristocentrica e mariana, amata dai cristiani di ogni epoca. Il ritiro spirituale si è concluso con la preghiera dei Vespri.
Dopo le vacanze natalizie, i ragazzi hanno ripreso gli ordinari incontri domenicali di formazione. Sono state effettuate anche due visite culturali. Il 24 gennaio, gli Allievi, guidati dall’Assistente Spirituale, hanno visitato la Cappella Sistina e la Cappella Paolina, dove hanno potuto ammirare i capolavori dei grandi artisti di fine Quattrocento e del Cinquecento: i primi affreschi di Michelangelo, sul soffitto della Sistina, come pure gli ultimi: la crocifissione di San Pietro e la conversione di San Paolo, nella Cappella Paolina.
Mons. Joseph Murphy ha illustrato, tra l’altro, i recenti lavori di restauro della Cappella Paolina, spiegando come questi lavori di restauro hanno ispirato anche alcuni aspetti del rinnovamento della Cappella dell’Associazione.
Tre settimane dopo, il 14 febbraio, gli Allievi hanno svolto un’altra visita culturale a Roma. Guidati dal Socio Andrea Taloni, e accompagnati dal Vice-Assistente Spirituale Mons. Roberto Lucchini e dal Socio Andrea Barvi, hanno potuto scoprire ed apprezzare i tesori di arte e di storia racchiusi nel Rione Borgo.
La passeggiata, iniziata dalla Chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri in Vaticano, è proseguita a ridosso del Passetto di Borgo, per giungere poi in Via della Conciliazione; qui i ragazzi hanno potuto ammirare la bella Chiesa di Santa Maria in Traspontina e, successivamente, il complesso di Santo Spirito in Sassia. Terminata la visita del Rione Borgo, complice anche il bel tempo, alcuni ragazzi hanno voluto proseguire la loro passeggiata, oltre il fiume Tevere, alla scoperta del centro storico della città.

Anno 2015 In cammino con gli allievi

“La cronaca delle attività da luglio a dicembre 2015”

Gli ultimi mesi, da luglio a dicembre, sono stati particolarmente intensi nella vita del Gruppo Allievi della nostra Associazione. Dodici Allievi e tre ex Allievi hanno partecipato alla quarta edizione del campo estivo, svoltosi, quest’anno, dal 26 al 31 luglio, a Rocca di Mezzo, in Abruzzo. Il campo è iniziato con una visita culturale all’Aquila, il cui centro storico porta ancora le ferite del terremoto del 2009 che ha provocato tanti morti ed enormi danni strutturali nell’intera regione; molti edifici rimangono ancora lesionati e protetti da impalcature, per evitare ulteriori danni. Durante l’escursione è stato possibile visitare anche l’appena riaperta Basilica di San Bernardino da Siena, che ospita le spoglie dell’omonimo santo francescano, noto per aver diffuso nel Quattrocento la devozione al Santo Nome di Gesù. Altra visita, seppure solo dall’esterno, essendo ancora chiusa, all’insigne Basilica di Santa Maria di Collemaggio, intimamente associata alla figura di Papa San Celestino V.
A Rocca di Mezzo, il parroco don Vincenzo Catalfo ha accolto i ragazzip1501 nella Casa “Madonna delle Rocche”, una bella struttura d’accoglienza, che contiene anche una cappella interna, diventata subito il cuore spirituale del campo. Domenica 27, gli Allievi, nelle loro talari paonazze e cotte, si sono uniti ai parrocchiani per la festa patronale di San Leucio, partecipando alla processione e alla Santa Messa presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, cittadino onorario di Rocca di Mezzo, località dove da oltre vent’anni trascorre le vacanze estive. Durante il pranzo, gli Allievi si sono intrattenuti con il Cardinale e con il Vescovo dell’Aquila, S.E. Mons. Giuseppe Petrocchi; il momento conviviale si è concluso in allegria, con la recita di una poesia umoristica, composta per l’occasione dall’Allievo Salvatore Bonofiglio.
I giorni seguenti sono stati tutti molto intensi, con l’escursione a Campo Imperatore e alle Grotte di Stiffe, con il pellegrinaggio al Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, Patrono della gioventù italiana, collocato sotto il Gran Sasso d’Italia; durante tale pellegrinaggio, gli Allievi hanno avuto anche l’occasione di incontrare il loro Supervisore Eugenio Cecchini e il Dirigente della Sezione Liturgica Stefano Milli. Una partita di calcio amichevole con i migranti ospitati dalla parrocchia di Rocca di Mezzo e diversi momenti di svago in piscina, inoltre, hanno costituito momenti di svago e amicizia.
Il Cardinale Angelo Sodano ha voluto manifestare particolare attenzionep1502 al Gruppo, unendosi spesso alla comitiva, soprattutto per i diversi momenti di preghiera. Un altro bel momento del soggiorno montano è stata l’anticipato festeggiamento del 18° compleanno dell’Allievo Leonardo Guadagni; un’occasione in cui l’Allievo Matteo Berardi ha preparato due eccezionali torte millefoglie, ricevendo così l’applauso di tutti.
Come sempre, al campo estivo il tempo è volato. Venerdì 31 luglio, prima della partenza, il Cardinale Angelo Sodano ha voluto salutare il Gruppo, intrattenendosi con i ragazzi. Nel viaggio di ritorno, i giovani hanno fatto una sosta al Santuario della Madonna dei Bisognosi, nei pressi di Carsoli, vicino al confine tra Lazio e Abruzzo, dove sono conservati un’antica statua lignea della Madonna, portata in questo luogo all’inizio del VII secolo, e gli affreschi, risalenti al Quattrocento. Il Rettore e la Fraternità “Mater Indigentium”, che ha sede presso il Santuario e che è stata appena riconosciuta come realtà diocesana, hanno offerto il pranzo, dove gli Allievi hanno avuto occasione di incontrare l’Ordinario del luogo, S.E. Mons. Pietro Santoro, Vescovo di Avezzano.
Per gli Allievi le attività del nuovo anno sociale hanno avuto inizio il 13 settembre scorso, con il consueto incontro informativo per i nuovi ammessi (ben 13 ragazzi, portando così il totale del Gruppo a 30 unità) e i loro genitori, a cura del Supervisore Eugenio Cecchini.
Nei mesi successivi, p1503gli Allievi hanno partecipato a tre uscite. Il 27 settembre sono andati al Lago di Martignano, dove hanno fatto una lunga camminata e improvvisato divertenti partite di calcio e pallavolo. Mèta dell’uscita del 25 ottobre è stato il Santuario della Madonna Santissima “ad Rupes”, gestito dai Padri Micheliti polacchi. Il Rettore, P. Piotr Burek, ha accolto il gruppo e ha spiegato la storia del Santuario, facendo visitare, in particolare, la Grotta, dove è conservata la rinomata immagine cinquecentesca della Vergine, e la scala di 144 gradini scavata nel tufo da Fra’ Giuseppe Andrea Rodio (1745-1819) tra il 1782 e il 1796. Dopo la Santa Messa, celebrata nella Basilica di San Giuseppe, e un pranzo particolarmente allegro, i giovani hanno visitato l’antica Basilica di Sant’Elia. Infine, il 29 novembre, gli Allievi hanno visto il villaggio di Monterano, abbandonato alla fine del Settecento a motivo delle guerre e della malaria, nonché le sorgenti di acque sulfuree situate nella valle sotto il villaggio.
Le attività di formazione sono proseguite sempre molto intensamente; mentre i ragazzi del primo anno hanno imparato a servire la Santa Messa e a proclamare la Parola di Dio durante le celebrazioni liturgiche, gli altri hanno approfondito la loro comprensione dell’Eucaristia e dell’Antico Testamento, partecipando in pari tempo, unitamente agli Aspiranti, ad un apposito ciclo di lezioni culturali, mirate ad assicurare un futuro servizio più qualificato nel contesto vaticano dove opera l’Associazione.
I giovani del Gruppo Allievi sono ormai noti per l’entusiasmo e la precisione con cui prestano il loro servizio da ministranti nelle diverse celebrazioni liturgiche a cui partecipano. Grazie alla dedizione di alcuni Soci e degli Allievi cerimonieri, il loro servizio è costantemente caratterizzato da accuratezza e diligenza. I loro sforzi sono spesso ricompensati dalla fiducia dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice; lo scorso 1° settembre, ad esempio, sono stati chiamati a servire la celebrazione della Parola, presieduta dal Santo Padre, in occasione della prima Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato.
Inoltre, lo scorso 8 dicembre, sono stati nuovamente chiamati a prestare il servizio all’altare, durante la Santa Messa presieduta da Papa Francesco per l’inizio del Giubileo Straordinario della Misericordia; durante quest’ultimo evento – particolarmente storico – alcuni giovani del Gruppo Allievi hanno fatto da corona al Santo Padre anche durante l’apertura della Porta Santa, entrando in Basilica subito dopo di lui, costituendo motivo di giustificato orgoglio per l’intero Sodalizio.
Oltre a queste attività, gli Allievi continuano ad organizzare p1504 partite amichevoli con il Pre-Seminario San Pio X, l’altra realtà giovanile presente in Vaticano, a partecipare nelle attività formative dell’Associazione Italiana Arbitri, e a preparare pasti per i poveri presso le Suore Francescane dell’Addolorata, in Borgo Santo Spirito. A motivo di quest’ultima attività, su invito dell’Elemosiniere di Sua Santità, diversi ragazzi hanno potuto partecipare lo scorso 1° dicembre alla proiezione in anteprima del film Chiamatemi Francesco, nell’Aula Paolo VI, alla quale erano presenti oltre 7.000 persone, tra poveri e volontari.
Come si può facilmente intuire, il programma formativo dei giovani del Gruppo Allievi è molto impegnativo, ma sicuramente dà molta gioia e molte soddisfazioni ai ragazzi. Un’attività che si riesce a portare avanti grazie all’aiuto di numerosi Soci formatori ed accompagnatori e grazie all’impegno e alla motivazione dei ragazzi stessi, i quali non esitano a sacrificare il loro riposo settimanale per venire in Associazione in prima mattinata ogni domenica. Sicuramente, in questo, hanno preso veramente sul serio l’invito del loro Patrono, il Beato Pier Giorgio Frassati: “Vivete, non vivacchiate, vivete!”.

Anno 2015 Iniziato un nuovo ciclo di formazione per gli Allievi (Andrea Taloni)

E' iniziato un nuovo anno sociale e anche per il Gruppo Allievi si profilano all’orizzonte numerose sfide. Dopo il gran numero di giovani iscritti lo scorso anno, anche oggi il Gruppo si manifesta come una realtà attraente e stimolante, arricchendosi di nove nuovi ragazzi desiderosi di partecipare al cammino di formazione triennale. Complessivamente quindi quest’anno gli Allievi sono ben ventitré, distribuiti nei tre anni di formazione.

Lo scorso 14 settembre si è tenuto un incontro in sede con i nuovi e i loro genitori nel corso del quale è stato presentato il percorso spirituale e umano che i ragazzi saranno chiamati a vivere.

È con una certa commozione che, guardando negli occhi i futuri Allievi, ho riconosciuto in loro lo stesso sentimento di speranza e aspettativa che vissi allorquando, per la prima volta, feci il mio ingresso in Associazione: la speranza di poter testimoniare Cristo in modo nuovo ed originale, insieme ad altri ragazzi uniti nel medesimo proposito; l’aspettativa, verso sé stessi, di riuscire a dimostrare di poter raggiungere una propria maturità umana e spirituale.

Entrare a far parte della realtà del Sodalizio come Socio ha rappresentato per me un significativo passo in avanti nella crescita della mia coscienza religiosa, e solo ora inizio a capire realmente quanto l’Associazione e il Gruppo Allievi costituiscano una vera e propria scuola di vita cristiana.na3 I nuovi Allievi vivranno – e impareranno a conoscere – un’Associazione diversa rispetto a quella in cui entrai io e gli altri ragazzi del primo ciclo di formazione, cinque anni fa. Allora eravamo in pochi e ancora alla ricerca di una precisa identità all’interno del Sodalizio. Tante idee, tanta voglia di mettersi in gioco per cercare di costruire, mattone dopo mattone, un edificio organizzativo solido e affidabile per gli anni a venire.

Il panorama di attività con cui sono stati accolti gli Allievi di quest’anno integra tutti gli elementi vincenti già collaudati in passato: le mattinate di formazione religiosa e culturale, il servizio all’altare come ministranti e la partecipazione attiva alla Liturgia, le escursioni, l’impegno sportivo e il corso di arbitraggio calcistico gestito dall’AIA. Ciascuna di queste attività però non è rimasta fine a sé stessa, ma si è via via rinnovata con nuovi spunti e proposte formative, soprattutto grazie a ciò che riteniamo più importante: il feedback degli Allievi stessi.

Durante i primi mesi di questo anno sociale, i nuovi membri del Gruppo hanno partecipato alle prime lezioni di catechesi riguardanti il rito della Santa Messa, sia da un punto di vista teologico, sia in previsione na4del servizio liturgico che saranno chiamati a svolgere nella Cappella associativa.

L’atmosfera che si respira durante questi incontri è carica di entusiasmo e spirito di condivisione, prerogative indispensabili per costruire le basi di un cammino comunitario. Le recenti escursioni al Lago di Bracciano e Camerata Nuova sono state ottime occasioni per gettare il seme di quella che – ne sono certo – diventerà una bella storia di amicizia. Da quest’anno, inoltre, sarà confermato l’utilizzo di un “sistema di valutazione”, concepito tenendo conto sia dell’aspetto didattico che spirituale della formazione. Non si tratta di un rigido metodo di giudizio numerico, ma di uno strumento versatile per guidare l’Allievo nella sua evoluzione con il resto del Gruppo, con l’obiettivo di metterne in luce i punti di forza e le immaturità e consentirne una più efficace azione formativa.

Ovviamente, con l’aumento delle iscrizioni, per riuscire a mantenere la medesima qualità del percorso e un rapporto intimo con i formatori è necessaria la collaborazione di tutti, anche e soprattutto di noi ex-Allievi. È proprio in questo momento che siamo chiamati ad elargire ai nuovi arrivati i doni che ci sono stati consegnati da chi ci ha accolto, con incondizionato affetto, per la prima volta in Associazione. Molti di noi si stanno già impegnando ad assolvere i loro nuovi incarichi, alcuni con le catechesi, altri supervisionando lo svolgimento della Liturgia. Speriamo che questo possa essere un fruttuoso modo di riconfermare il nostro “esserci”. Ai nuovi Allievi, il nostro più caloroso benvenuto nella grande famiglia dell’Associazione, con l’augurio che possano coltivare, nel servizio che presteranno alla Santa Sede, la pienezza della loro vocazione cristiana.

Anno 2015 Il campo estivo degli Allievi (Angelo Russo e Giovanni Atzori)

Il campo estivo del Gruppo Allievi è stato – come negli anni passati – il culmine di una storia di amicizia e di comunione in Cristo costruita durante il passato anno sociale, dimostrandosi un’occasione irripetibile per trascorrere insieme momenti di gioia fraterna. Senza dubbio, quest’esperienza così positiva è stata resa possibile grazie alla condivisione della vita dall’alba al tramonto, ognuno donando agli altri tutto sé stesso.

In armonia con il modello offerto dal loro patrono, il Beato Piergiorgio Frassati, i ragazzi sono riusciti a coniugare in questa settimana vissuta insieme spiritualità, divertimento e cultura.

Partiti la mattina dello scorso sabato 26 luglio, i giovani hanno raggiunto, come prima tappa del loro viaggio, Sutri, storica cittadina del viterbese; Arnaudo Bonanni, vice-supervisore degli Allievi,nl1 ha guidato il gruppo attraverso l’antico sito etrusco, illustrandone i variegati aspetti artistici ed etnologici. Il tempo sfavorevole non ha impedito però ai ragazzi di visitare anche il teatro e una vicina cappella paleocristiana dedicata al culto della Vergine. Ristorati da un pranzo frugale, i giovani si sono poi recati al Palazzo Farnese di Caprarola, voluto dal pontefice Paolo III, dove un Allievo ha svolto una breve presentazione della storia della famiglia di questo papa del Cinquecento. Per stimolare una partecipazione più attiva da parte di tutti, l’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy ha proposto ad alcuni di documentarsi anticipatamente sui siti che il gruppo avrebbe visitato nei giorni successivi, in modo da spiegare poi a tutti gli altri le mete culturali più significative.

La destinazione successiva è stata la cittadina di Pitigliano, dove gli Allievi hanno avuto la possibilità di visitare i luoghi di una delle più antiche comunità ebraiche d’Europa, la sinagoga e le case scavate nel tufo, nonché una bella residenza della famiglia Orsini. Le altre tappe culturali del campo sono state Viterbo, Orvieto e Tuscania. Nella prima, oltre ad ammirare le bellezze artistiche della città, il gruppo è stato ricevuto dall’Ordinario del luogo, Mons. Lino Fumagalli, che si è cordialmente intrattenuto con i ragazzi e i formatori. Ad Orvieto non è mancata la visita al Duomo, che custodisce il corporale del miracolo eucaristico di Bolsena, all’annesso museo e a varie chiese; la sosta ad Orvieto si è conclusa con una piacevole passeggiata per le vie della città. nl2Una giornata di sole, infine, ha visto gli Allievi visitare Tuscania, altro centro ricco di storia e tradizione.

Un convento di suore clarisse a Farnese, pacifico borgo immerso nella campagna, è stato il “campo base” dei ragazzi e degli accompagnatori per tutta la durata della gita. I giovani hanno così potuto qui condividere i momenti dedicati alla preghiera, all’adorazione eucaristica, alla liturgia penitenziale ed assistere alla Santa Messa celebrata quotidianamente dall’Assistente Spirituale. Il sito, infatti, sereno e silenzioso, è stato lo sfondo ideale per il raccoglimento. Significativi anche i momenti di condivisione, sollecitati a più riprese dal Socio Andrea Barvi, che hanno permesso a ciascuno di proporre suggerimenti ed esporre impressioni sulle diverse giornate trascorse insieme.

Il successivo lunedì 28 luglio, il gruppo ha colto l’occasione della festa di Santa Marta, patrona dell’omonimo paese sulle rive del lago di Bolsena, per unirsi alla celebrazione eucaristica e alla successiva processione; per l’occasione, gli Allievi, destando l’ammirazione della cittadinanza, hanno indossato le vesti liturgiche, offrendo una bella testimonianza di fede.

Martedì 29, i ragazzi hanno raggiunto la Selva del Lamone per un’escursione, in cui la fatica fisica è stata alleviata dalla comicità di alcune situazioni che si sono create a causa delle difficoltà nell’orientarsi e di qualche piccolo incidente con gli insetti. Le due giornate al mare hanno poi contribuito ad accrescere ulteriormente l’amicizia tra i partecipanti, con ampio spazio al gioco e al relax. Memorabili, infine, le partite di calcio, alle quali hanno preso parte volentieri anche alcuni formatori.

Domenica 3 agosto, dopo la Santa Messa a Marta e il pranzo in un ristorante in riva al lago, il gruppo, sempre più unito da questa esperienza di vita in comune e pronto ad affrontare le sfide del nuovo anno sociale, è ripartito alla volta di Roma.

Anno 2015 Cresime

Il Cardinale George Pell conferisce il Sacramento della Cresima a due giovani del Gruppo Allievi

“Oggi, festa di Pentecoste, … e fra loro venne come un vento leggero, il vento dell’amore di Dio”

La scorsa domenica 24 Maggio, solennità di Pentecoste, alla presenza di numerosi Soci, Aspiranti ed Allievi, il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l’Economia, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Cappella associativa, nel corso della quale ha conferito il Sacramento della Confermazione agli Allievi Francesco Macale e Federico Seghetti.

Con il Cardinale hanno concelebrato l’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy, il Vice-Assistente Spirituale Mons. Roberto Lucchini e Don Thomas Weber. Il servizio all’altare è stato prestato dai giovani del Gruppo Allievi, mentre i canti liturgici, e l’accompagnamento musicale con gli archi, sono stati eseguiti p1004dal coro dell’Associazione diretto dal Socio Carlo De Giovanni, unitamente all’ensemble musicale “L. Perosi” della stessa Associazione.

“Oggi, festa di Pentecoste, dello Spirito Santo, è la festa perfetta per la celebrazione della Cresima”, ha esordito nell’omelia il Cardinale George Pell; passando poi in rassegna l’esperienza e il vissuto degli Apostoli, a partire dalla morte e dalla resurrezione di Gesù, fino alla sua ascensione al Cielo, il porporato ha sottolineato le tristezze, le gioie e le speranze, ma anche i dubbi e le incertezze che portarono gli stessi Apostoli, non solo a fuggire impauriti – così come già era avvenuto sotto la croce –, ma anche a rinchiudersi in loro stessi per la tanta confusione, per le loro paure e la loro timidezza. “È difficile per noi oggi immaginare – ha proseguito – la confusione degli Apostoli. Ovviamente, erano tutti chiusi in quella sala […] e fra loro venne come un vento leggero, il vento dell’amore di Dio […] E che cosa è successo? Per prima cosa il coraggio è tornato; non erano poi così timidi, dopo tutta questa confusione, erano pronti per andare fuori e predicare il Vangelo. E noi speriamo e crediamo che anche ai nostri due candidati, questo sacramento doni loro il coraggio, affinché siano pronti a seguire Gesù Cristo come membri della Chiesa”.

Il Cardinale ha proseguito il suo intervento richiamando l’attenzione dei presenti sul sigillo indelebile del Sacramento della Confermazione: un sigillo-carattere che, ricevuto da giovani, si conserva anche da anziani, per sempre. Tracciando, infine, il confronto fra il caos delle lingue non capite della Torre di Babele con l’azione fallimentare dell’uomo che vuole raggiungere Dio e l’azione di grazia di Dio che effonde il suo Spirito affinché tutte le diverse lingue parlate siano comprese, il Prefetto della Segreteria per l’Economia si è soffermato sull’universalità della Chiesa, nella quale Francesco e Federico saranno chiamati a dare testimonianza.p1001

Al termine della cerimonia, l’Assistente Spirituale ha dato lettura della Benedizione Apostolica che il Santo Padre ha voluto impartire ai due cresimati. È seguito, infine, un momento conviviale durante il quale il Presidente dell’Associazione Calvino Gasparini ha donato al Cardinale George Pell una medaglia ricordo dell’Associazione.

A Francesco e a Federico, con le stesse parole che chiudono il libretto (supporto liturgico) pubblicato per seguire e a ricordo della cerimonia, l’augurio e l’esortazione che: “Accogliendo lo Spirito Santo riversato nei loro cuori, si impegnino a servire Dio con la gioia nel loro cuore riconoscendolo unico Signore della loro vita. Lo Spirito dia loro sempre la capacità di seguire gli insegnamenti del Vangelo e il coraggio di testimoniare Cristo presente nella loro esistenza”.

Giuseppe Delprete

Anno 2015 Ritiro di Avvento

Il ritiro spirituale di Avvento

Guarcino (FR), “Casa di Preghiera San Luca”, 13 e 14 dicembre 2014

Come è ormai consuetudine, anche quest’anno noi ragazzi del Gruppo Allievi abbiamo partecipato al ritiro spirituale di Avvento, svoltosi nei giorni 13 e 14 dicembre scorso a Guarcino, in provincia di Frosinone, presso la “Casa di Preghiera San Luca”. Appena giunti sul posto, accolti calorosamente dalle suore della “Casa” e sistemati i bagagli nelle camere assegnate, abbiamo subito iniziato il nostro ritiro spirituale guidato dall’Assistente Spirituale Mons. Joseph Murphy. Il tema delle riflessioni del ritiro ha riguardato la gioia cristiana, che l’Assistente Spirituale ha diviso in tre diverse meditazioni: la prima mattinata, è stato trattato l’argomento riguardante la gioia di essere cristiano, il pomeriggio, la gioia del perdono e quindi del sacramento della penitenza, la seconda mattinata, infine, la necessità di alimentare continuamente la gioia, attingendo alle stesse fonti della gioia. Nella prima meditazione, il relatore ha posto una serie di domande: “siamo felici di essere cristiani o è un peso?”, e ancora: “come avremmo risposto a questa stessa domanda prima della nostra frequentazione nel Gruppo Allievi dell’Associazione?, è cambiato qualcosa rispetto a prima?, e, se il cambiamento c’è stato, a cosa è dovuto tale cambiamento?, che cosa ci rende gioiosi e cosa ci rattrista?”, e infine: ”è possibile essere gioiosi in mezzo alle sofferenze, alle difficoltà e al dolore?”.

Domande non facili e alle quali qualcuno tra i presenti ha provato a dare qualche risposta e ha tentato di formulare qualche riflessione, ripensando magari ad esperienze vissute in passato. Dopo questo primo incontro, alcuni dei partecipanti hanno approfittato del momento di pausa per scoprire il paesaggio, arrivando, grazie a delle scalette di pietra, in un punto panoramico da cui era possibile ammirare tutta la zona del paese di Guarcino. Un bellissimo posto di pace e tranquillità, in cui regna il silenzio, quel silenzio che in città non è più possibile trovare. Un posto proprio ideale per un ritiro spirituale. Durante l’esplorazione del luogo, procedendo verso l’entrata, abbiamo potuto notare anche una bella fontana sormontata da una statua della Madonna. Nel corso della giornata, nei momenti di pausa, ci ritrovavamo, a piccoli gruppi, nelle camere dove trascorrevamo il nostro tempo libero nel divertimento o nel relax.

La sera, dopo la cena, ci siamo riuniti nella cappella della “Casa”, dove abbiamo potuto accostarci, dopo momenti di silenzio e di preghiera, al sacramento della penitenza. La mattina seguente, dopo la colazione, abbiamo partecipato all’Eucaristia nella chiesa medievale, ubicata proprio accanto all’entrata. Al termine della Santa Messa, abbiamo voluto immortalare questo momento con una bella foto ricordo vicino alla statua della Madonna. Dai commenti dei partecipanti, questo ritiro spirituale è stato molto gradito; sono stati commenti che, più che dalla bocca, sono scaturiti dal cuore. I ritiri spirituali sono fondamentali per noi aderenti al Gruppo Allievi, sia spiritualmente che psicologicamente; sono circostanze importanti non solo per accrescere la fede in Dio, ma anche per rafforzare il legame di familiarità in seno al Gruppo. Occasioni, voglio ripeterlo, grazie anche all’ottimo lavoro dei nostri formatori e, in particolare dell’Assistente Spirituale, per rafforzare la nostra fede e la nostra amicizia.

Leonardo Guadagni

 

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